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Vaccini antinfluenzali continua la protesta. Grimoldi (Lega): "Basta polemiche, le dosi ci sono"

Vaccini antinfluenzali continua la protesta. Grimoldi (Lega): “Basta polemiche, le dosi ci sono”

27 Novembre 2020

Non si fermano le segnalazioni dei lettori di MBNews relativamente alle difficoltà riscontrate nell’ottenere i vaccini antinfluenzali in Regione Lombardia. Questa volta a raccontare la sua storia è una giovane mamma residente in Brianza, alle prese con la vaccinazione del figlio.
“Sono una mamma di un bambino di 11 mesi, che come altre in questo periodo sta cercando di capire come fare per prenotare il vaccino antinfluenzale – ci racconta. – Dovendo frequentare il nido mi è stato fortemente consigliato dalla pediatra, che al momento purtroppo non ha le dosi sufficienti neanche per chi ha patologie. Ci siamo quindi rivolti al numero di prenotazione regionale il quale ci ha dato appuntamento per dicembre senza troppi problemi in una struttura ospedaliera in un comune limitrofo”.

“Ed invece – prosegue –  il giorno dopo veniamo contattati dal personale che ci dice che il vaccino non verrà effettuato perché loro lo sconsigliano ai bambini sotto i due anni di età e che se proprio siamo intenzionati a farlo, di rivolgerci privatamente. La stessa cosa è successa ad una mamma mia amica, nella medesima modalità. Questa cosa è molto grave a nostro avviso perché si fa della malainformazione andando contro alle disposizioni ministeriali, dell’AIFA  e delle associazioni dei pediatri. Capiamo che il momento per gli ospedali è molti difficile, ma si può dire tranquillamente che i vaccini non ci sono per tutti e che si dà priorità a chi ha patologie. E’ un discorso comprensibile, quello che ci lascia spiazzati invece è la semplicità con cui si dà un’informazione non corretta e si nasconde la verità”.

Vaccini antinfluenzali: un quadro complesso 

Ma qual è la verità sulla somministrazione dei vaccini antinfluenzali? Le problematiche, in breve, avevamo provato a ricostruirle in un nostro precedente articolo, grazie alle segnalazioni dei nostri lettori, alcuni inchieste svolte a livello nazionale e a delle verifiche personali. Un quadro complesso, dove il problema maggiore è quello delle dosi, troppo poche per garantire la copertura a tutti i cittadini beneficiari della misura. Secondo alcune fonti, mancherebbero nella programmazione complessiva circa 300 mila dosi.
Sulla vicenda delle due mamme alle prese con la vaccinazione dei loro piccoli, abbiamo contatto ATS Brianza, che sul singolo caso non entra nel dettaglio. “Non abbiamo sott’occhio tutti i casi e non siamo al corrente di questo episodio specifico – chiariscono. – L’unico ente che può provare a ricostruire la vicenda è ASST. Quello che possiamo dire noi è che i vaccini antinfluenzali si stanno facendo”.

Grimoldi: “Basta polemiche sui vaccini: sono balle”

Della stessa opinione è l’onorevole Paolo Grimoldi (Lega) che sui vaccini antinfluenzali si schiera senza peli sulla lingua dalla parte della Regione. “Ad oggi in Lombardia, con dati certificati dalle Ats, sono già state distribuite un milione e 800mila dosi di vaccino anti influenzale, per arrivare a due milioni e mezzo entro la metà dicembre, tenendone una scorta di altri 250mila anche nella modalità specifica per bambini. Ora basta polemiche sui vaccini, basta strumentalizzazioni sulle paure dei cittadini, basta fango: la Lombardia ha fatto la sua parte, ha fatto gli acquisti e la distribuzione nei numeri e nei tempi adeguati. Chi afferma il contrario è un bugiardo. E questo vale anche per i Travaglio di turno o i Report di turno, per i virologi, per gli esperti alla Ricciardi (che la settimana scorsa sosteneva senza avere i numeri che i vaccini in Lombardia non c’erano) e per i prezzemoli televisivi: i numeri della Lombardia certificati dalle Ats sono questi, il resto sono balle”.
Sulla segnalazione in apertura, abbiamo provato a metterci in contatto con anche ASST, per ora senza risultati. Siamo disponibili però ad ospitare una loro eventuale replica e dare quindi una risposta alle mamme.
“Per la vaccinazione del mio bambino – conclude la nostra lettrice – ancora non so cosa farò: se vaccinarlo, anche a pagamento, oppure no. Penso che farò chiarezza con la mia pediatra”.

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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