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Dalla protezione dati alla prevenzione Covid, Elcoman lancia il dispenser Bambou Kobra

Dalla protezione dati alla prevenzione Covid, Elcoman lancia il dispenser Bambou Kobra

11 Novembre 2020

Di fronte alle difficoltà e a periodi che si annunciano di svolta epocale, c’è chi si chiude nel proprio cantuccio ed aspetta che passi la tempesta. C’è chi, invece, mantiene gli occhi aperti ed è pronto a cogliere le nuove opportunità che possono apparire sul proprio cammino. La Elcoman di Bovisio Masciago, che con il marchio Kobra è tra i maggiori produttori mondiali di macchine distruggidocumenti e per la protezione dei dati, appartiene sicuramente a questa seconda categoria.

L’azienda brianzola, infatti, che è associata a Confimi Industria Monza Brianza, ha una filiale in Gran Bretagna e lavora con distributori esclusivi in circa 80 paesi in tutto il mondo, durante la scorsa primavera, nei mesi del lockdown totale per il Covid-19, ha utilizzato il tempo a disposizione per lavorare ad un progetto nuovo. Che entro novembre porterà alla messa in commercio di Bambou Kobra. Un dispenser per la sanificazione delle mani, ma, in realtà, anche molto di più.

SALUTE E TECNOLOGIA

Sicurezza, affidabilità, eleganza e tecnologia. Queste le caratteristiche di un oggetto innovativo, dal design essenziale. Quasi un’opera d’arte. Che punta a rendere uno dei gesti diventati più importanti nella nostra attuale quotidianità segnata dalla pandemia, un piacere anche per gli occhi.

“Lo scorso marzo, quando il nostro codice Ateco non ci permetteva di lavorare per colpa del lockdown, un nostro rappresentante di Roma mi ha lanciato l’idea di cominciare a produrre dispenser, visto che avevamo già la tecnologia sofisticata e l’esperienza per farlo” spiega l’Ingegnere Fabio Colombo (nella foto in basso), Presidente e amministratore del Gruppo Elcoman, nato nel 1985 a Bovisio Masciago e da tempo un’eccellenza del Made in Italy.

“Grazie anche alla collaborazione con un designer di Torino, abbiamo creato un oggetto unico, diverso dagli altri dispenser in commercio, che non sono certo il massimo dal punto di vista estetico – continua – il nostro Bambou Kobra, con la sua struttura multiforme in acciaio lucido cromatico in grado di plasmare la forma che più si adatta al contesto in cui si inserisce e all’immagine di riferimento, è un dispenser funzionale che si rivolge ad un target alto, dal mondo dell’hospitality alle attività commerciali private e pubbliche sino ad entrare e personalizzare la propria casa”.

LE CARATTERISTICHE

Bambou Kobra, che ha un’altezza massima di 140 centimetri, un peso di circa 11 chilogrammi ed un’erogazione gel automatica con un semplice sistema di ricarica, ha un’ulteriore particolarità: un proiettore d’immagine che a terra può riprodurre un logo, un simbolo, una “firma” in modo da rendere il dispenser ancora più personalizzato.

L’attività di promozione dell’innovativo dispenser per la sanificazione delle mani del Gruppo Elcoman, che nella scelta del nome Bambou, comprensibile ovunque, dichiara la sua vocazione ad una diffusione globale, è già partita. “Ci siamo affidati all’agenzia pubblicitaria Lorenzo Marini per lanciare adeguatamente il prodotto anche sui mass media nazionali – afferma l’Ingegnere Fabio Colombo – abbiamo allertato i nostri 1200 rivenditori italiani e i distributori all’estero. Ci sono già arrivati i primi ordini da Australia, Francia, Russia, Bahrein, Turchia e Sud Africa”.

“Abbiamo anche iscritto il nostro dispenser al Compasso d’Oro (prestigioso premio assegnato dall’Associazione per il disegno industriale per premiare e valorizzare la qualità del design italiano, Ndr) – continua – riteniamo che Bambou Kobra sia un oggetto che cambierà l’essenza di un prodotto grazie al saper fare, alla tecnologia e al gusto italiano”.

Naturalmente il Gruppo Elcoman, che impiega attualmente 52 persone, non dimentica il suo storico core business, quello delle macchine distruggidocumenti e della sicurezza dati, siano essi su supporti cartacei, ottici o memorie elettroniche. Un mercato che ha portato l’azienda di Bovisio Masciago a vendere i propri prodotti anche ad agenzie governative e di intelligence molto famose, comprese le americane CIA ed FBI.

“Nonostante la diffusione del Covid che non accenna a diminuire, la vendita delle nostre macchine distruggidocumenti sta andando molto bene – assicura Presidente e amministratore della Elcoman – probabilmente ciò è dovuto al fatto che, proprio la pandemia, ha portato ad una raccolta dati superiore al normale e, quindi, alla necessità successiva di eliminarli. Basti pensare, ad esempio, alla distruzione delle tante lastre che vengono fatte negli ospedali in questo periodo”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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