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“Non lasciate la scuola all’ultimo posto”, l'appello e la protesta contro la didattica a distanza

“Non lasciate la scuola all’ultimo posto”, l’appello e la protesta contro la didattica a distanza

23 Novembre 2020

Si sono radunati oggi, dalle 8 alle 14 in piazza Trento e Trieste, per protestare contro la didattica a distanza. Una ventina di studenti provenienti da varie scuole monzesi, tra cui il Frisi e l’ISA, muniti di computer, tappetini, libri e fogli, e quindi attrezzati per seguire le lezioni. L’obiettivo non è quello di ottenere l’immediato ripristino della didattica in presenza.
E gli occhi dei ragazzi, come le loro voci, esprimono malcontento, voglia di mettere in luce quanto la distanza e l’elettronica non potranno mai sostituire la fisicità del professore e dei compagni in classe.

“Oggi siamo qui, nel rispetto delle misure anti-Covid e dopo aver chiesto le autorizzazioni necessarie – spiega Andrea Scicutella, organizzatrice dell’evento e referente dell’Unione degli studenti di Monza. “Vogliamo far capire alle istituzioni che non hanno fatto abbastanza per la scuola. Il Governo ha scelto di non attuare una riorganizzazione efficiente, perché non sono stati stanziati abbastanza fondi per il trasporto pubblico e per fornire agli studenti il materiale didattico necessario. E non è solo un problema di computer o altri devices, ma anche di contatto umano, di confronto con i compagni”.

E gli studenti monzesi non sono i soli sul territorio a gridare “giù le mani dalla scuola”. Giovedì scorso a Milano, l’organizzazione Studenti Presenti ha messo in atto un altro sit-in che si ripeterà giovedì prossimo. E a Vimercate, il 17 novembre, anche alcuni ragazzi della scuola media Italo Calvino hanno portato tavolini e banchi per seguire le lezioni all’esterno.

 

Stare per sei ore davanti a un computer, tutti i giorni, con tutti gli elementi di distrazione che possono esserci, è disumano e oggettivamente malsano – denuncia Sofia Villapiano, studentessa di quinto anno presso l’ISA. “Fortunatamente noi dell’artistico abbiamo per ora la possibilità di svolgere due giorni di laboratorio in presenza ma per molti studenti di altri istituti non è così.  Quella di chiudere le scuole è forse la via più semplice ma secondo noi non quella giusta. In altri paesi come Francia e Germania, anche grazie a misure più adeguate, le scuole non sono state chiuse come in Italia”.

L’iniziativa dei ragazzi, in piazza Trento e Trieste, non vuole rimanere isolata e anzi l’obbiettivo resta quello di raggiungere sempre più persone e ritrovarsi anche lunedì prossimo e quello a seguire.

“Vogliamo riproporre l’incontro anche nelle prossime settimane – prosegue Andrea Scicutella. “Oggi siamo qui per la prima volta e siamo pochi ma speriamo che le persone e i nostri compagni si lascino sensibilizzare su un argomento che ci riguarda tutti e trovino il coraggio di far sentire la propria voce. Fino ad oggi le istituzioni non ci hanno ascoltato, ma la nostra speranza resta viva, ne va del nostro futuro”.

Ecco il video:

Articolo di Carlo Codini

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