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Dopo 34 anni la Befana sul Lambro diventa social: la pandemia non la ferma, la veste di nuovo

Dopo 34 anni la Befana sul Lambro diventa social: la pandemia non la ferma, la veste di nuovo

16 Novembre 2020

E nell’anno in cui dobbiamo rispettare il distanziamento sociale, paradossalmente, la tradizionale Befana sul Lambro – che ogni anno raccoglie ad Agliate centinaia di persone – ha trovato il modo per entrare in tutte le case dei bambini. E lo farà grazie ai social. Ebbene sì, giunta alla sua trentaquattresima edizione, la Befana sul Lambro si veste di nuovo trovando il modo, nonostante il Covid, di salvare la tradizione, il mito, e di arrivare nelle case dei brianzoli e soprattutto nei ricordi dei bambini, attraverso laboratori condivisi, video e dirette streaming. Questa è la nuova ‘modernità’ di una tradizione nata cinquant’anni fa.

 

Dunque, arriva o non arriva la Befana sul Lambro 2021? Lo chiediamo a Enrico Mason, il ‘papà’ dell’appuntamento più atteso in Brianza il 5 gennaio di ogni anno.

“E chi lo sa. Quello della befana è il gioco del c’è e non c’è. È il gioco del vicino e del lontano, del qui e dell’altrove, di assenze e di tracce e non tracce che si mischiano e si confondono, rendendo più difficile interpretare la direzione – ci spiega – l’emergenza sanitaria ci impedisce di raccoglierci nell’attesa del suo passaggio come facciamo ogni anno, e allora abbiamo deciso di portare la teatralizzazione dentro ogni casa, di rimettere il rito nelle mani dei bambini e delle loro famiglie, come giusto che sia”.

Il passaggio della Befana, le origini

La notte della Befana, quella tra il 5 e il 6 gennaio, è la notte in cui tutto può succedere. Le sue origini risalgono ad un tradizione degli antichi Romani e i Celti. Era una figura – associata alla dea Diana, oppure avvicinata alle figure delle culture del nord Perchta e Holda – che simboleggiava Madre Natura. Si invocava 12 notti dopo il solstizio d’inverno (che coincideva con quello che è poi diventato il Natale) per portare fertilità: perché volasse sui campi per lasciarli pieni di frutti, compiendo un’ultima fatica poco prima di morire per il freddo dell’inverno e contemporaneamente rinascere per il raccolto della primavera.

Ecco il perché della sua ambivalenza. La Befana-Madre Natura è contemporaneamente la morte e la vita, il male e il bene, il buio e la luce, una donnina anziana e brutta ma in fondo buona: una figura che rappresenta la conclusione di un ciclo e l’inizio di un altro, che ogni cultura celebra dalla notte dei tempi con riti, usanze, amuleti portafortuna. Perché in questa notte di passaggio tutto può succedere: dimenticare i brutti pensieri, trovare la felicità, e l’amore.

“E’ il segnale di ‘passaggio’ dall’infanzia all’età adulta – commenta Mason – i bambini si fanno le domande, è lei oppure no? L’ho vista? Ma no era solo un’ombra! E’ di quest’assenza della traccia che ognuno di noi porta il segno nel proprio intimo”.

L’Edizione 2021: Asparizioni … tracce e passaggi

L’edizione della Befana 2021 avrà luogo con modalità diverse a seconda del grado di restrizioni in vigore, attenendosi strettamente alle normative previste dall’emergenza sanitaria.

Verranno dunque proposti laboratori multimediali per i bambini e i genitori attraverso la pubblicazione, sulla pagina Facebook e su questo sito web, di tutorial inerenti la preparazione e la costruzione di piccoli manufatti: simboli e azioni propedeutici all’avverarsi del mito-rito della Befana.

Utilizzando tecniche e modalità del digitale, la Befana sul Lambro entrerà nelle case dei bambini, delle famiglie, per essere pronti assieme a chiamare la Befana con segnali luminosi la sera del 5 gennaio.

“Questo nella convinzione che genitori, adulti e la comunità tutta, possano riprendere nelle proprie mani il gioco-rito con tutte le sue valenze pedagogiche, attraverso stimoli e gesti creativi, di discussione, come da anni il Laboratorio propone”, conclude Enrico Mason.

Cinque gli obiettivi che da sempre animano la Befana sul Lambro: la difesa della valenza del rito, salvaguardia degli spazi di poeticità per i bambini e per l’immaginario collettivo, attenzione alla globalità, al complesso, per la salvaguardia e valorizzazione delle differenze, recupero dei valori culturali e sociali, soffocati e mortificati dalla cappa ideologica dell’individualismo e del consumismo, Impegno per un corretto, etico e poetico, rapporto con la natura, in primis con il nostro fiume Lambro.

“Perché la Befana non appartiene a nessuno, nemmeno a noi – conclude Mason – è un rito di passaggio che lascia solo delle tracce, non è un pagliacciata come in molti vogliono far credere e trovo ingiusto appropriarsi di un mito, soprattutto nei confronti dei bambini”.

La Befana sul Lambro in ogni casa

Quest’anno, dunque, tutti possono essere protagonisti della tradizionale Befana sul Lambro grazie al web. Sarà possibile infatti realizzare lanterne e luminarie seguendo i laboratori online proposti dall’associazione Associazione Commissione Cultura Alternativa oppure facendone una di propria fantasia. Durante la serata del 5 gennaio, poi, sarà possibile collegarsi sui canali social dell’associazione per guardare un filmato appositamente realizzato con una raccolta dei fuochi e dei punti luce realizzati negli anni passati, elementi importantissimi della poesia di questa tradizione perché, come sottolinea Mason: “Le luci non illuminano, ma sono chiaroscuri e ci sembra di intravvedere…”

Le schede guida per realizzare le lanterne le potete trovare qui

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Melissa Ceccon
Laureata in Lingue e Letterature Straniere alla Cattolica di Milano. Mamma e moglie. Scrivo sempre e da sempre: nel 2008, il mio primo articolo di cronaca locale. Da allora, non ho più smesso. Sul web racconto anche di libri e di mamme. Nella mia borsa non mancano mai: un romanzo, una penna, un blocco per gli appunti e lo smartphone per catturare immagini e video delle notizie più interessanti.


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