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Disoccupazione agricola: Flai Cgil e Patronato Inca lanciano la campagna di informazione

Disoccupazione agricola: Flai Cgil e Patronato Inca lanciano la campagna di informazione

30 Novembre 2020

Essere iscritti negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli per almeno due anni. Aver lavorato complessivamente almeno 102 giornate nel biennio 2019-2020. Sono questi i due requisiti necessari per ottenere la disoccupazione agricola, l’ammortizzatore sociale rivolto alle lavoratrici e ai lavoratori di una delle principali attività del cosiddetto settore primario.

Le domande per l’indennità di disoccupazione agricola, che viene richiesta soprattutto dagli operai stagionali dell’agricoltura tradizionale e del florovivaismo, possono essere presentate all’Inps dall’1 gennaio al 31 marzo del 2021. Ma le sedi territoriali della Flai Cgil e del Patronato Inca della Cgil, che hanno lanciato una campagna di informazione social sul tema, sono già al lavoro, anche a Monza e in Brianza, per garantire supporto e assistenza a tutti coloro che hanno bisogno di inoltrare la richiesta per la disoccupazione agricola.

“Oltre l’80% di chi richiede l’indennità è un lavoratore stagionale extracomunitario, soprattutto nell’agricoltura stagionale – spiega Federica Cattaneo (nella foto in alto), segretaria generale della Flai (Federazione Lavoratori Agroindustria) Cgil di Monza e Brianza – questo comporta spesso problematiche legate al permesso di soggiorno, che è necessario per ottenere la disoccupazione agricola, ma, come abbiamo già denunciato in passato, viene rilasciato dalla Prefettura di Monza e Brianza anche due anni dopo la presentazione della domanda per questo tipo di documento”.

“Ecco perché sono decine i lavoratori extracomunitari che seguiamo nella raccolta, compilazione e monitoraggio dei documenti indispensabili per l’ottenimento della disoccupazione agricola – continua Cattaneo – li accompagniamo, insieme all’Inca, fino alla presentazione della domanda e anche successivamente per seguirne l’esito e i diversi sviluppi”.

Quest’anno l’attesa per uno dei principali ammortizzatori sociali del comparto agricolo è resa ancora più amplificata dalla difficile situazione economica creata dal Covid-19. “Tanti stagionali sono rimasti senza lavoro, soprattutto nella manutenzione del verde, ed hanno fatto fatica a raggiungere le 102 giornate lavorative nel biennio 2019-2020 – afferma la segretaria generale della Flai Cgil di Monza e Brianza – spesso dobbiamo intervenire anche per accertarci che il datore di lavoro abbia inserito il dipendente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli, uno dei requisiti necessari per l’ottenimento della disoccupazione”.

“A rendere la situazione sempre più spesso drammatica per questa categoria di lavoratori – continua Cattaneo – c’è il fatto che gli operai agricoli stagionali attualmente sono stati esclusi dai vari Decreti Ristori e non percepiscono più, a differenza di marzo ed aprile, i 1000 euro di indennità stanziati dal Governo. Una circolare dell’Inps del 26 novembre potrebbe aver chiarito la non esclusione delle lavoratrici e dei lavoratori a tempo determinato del settore agricolo. Vedremo”.

L’azione della Flai Cgil e del Patronato Inca su questo fronte ha, anche in considerazione di tutti questi aspetti, una forte valenza sociale. “C’è da dire che la domanda per la disoccupazione agricola, che viene concessa con pagamento diretto dall’Inps, è spesso l’occasione anche per la richiesta degli assegni familiari, delle indennità e integrazioni per malattia e infortunio, i rimborsi spese mediche e di altri strumenti di sostegno al reddito” chiarisce Cattaneo.

PROSPETTIVE

I diversi Dpcm e Decreti legge che si sono susseguiti quest’anno da quando, a febbraio, è scoppiata anche in Italia la pandemia da Covid-19, non sembrano aver soddisfatto le aspettative delle aziende e delle associazioni agricole. Che avrebbero voluto maggiore liquidità per affrontare questo periodo di grave crisi e, soprattutto, un meccanismo più efficiente di erogazione delle risorse economiche.

“Anche nel confronto con noi del sindacato percepiamo da parte degli operatori del comparto una forte insoddisfazione – sostiene la segretaria generale della Flai Cgil di Monza e Brianza – i fondi disponibili non vengono utilizzati per difficoltà tecniche e vincoli a cui aziende ed associazioni vanno incontro o per parametri a cui non riescono a rispondere”.

A tutto questo, nel nostro territorio, si aggiunge la complicata partita per il rinnovo del contratto provinciale dei lavoratori agricoli, scaduto nel 2019. “Mentre la discussione è avanzata per la parte normativa, lo è molto meno su quella salariale – afferma Cattaneo – se si considera che in questo caso c’è un doppio livello di contrattazione, nazionale e provinciale, e quest’ultima ha un’importanza maggiore sul fronte del biennio salariale, si può capire l’urgenza di arrivare presto ad un accordo anche a Monza e Brianza”.

 

Ecco tutti i riferimenti della Flai Cgil di Monza e Brianza a cui rivolgersi per informazioni e supporto riguardo alle domande di indennità di disoccupazione agricola:

 Sito Web: https://www.cgilbrianza.it/flai-2/

E-mail categoria: [email protected]

E-mail Segretario: [email protected]

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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