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Lombardia zona rossa? La Regione si oppone: "Aspettiamo il report del Cts"

Lombardia zona rossa? La Regione si oppone: “Aspettiamo il report del Cts”

4 Novembre 2020

In attesa di capire se la Lombardia rientrerà o meno tra le zone rosse del nuovo Dpcm, il governatore Attilio Fontana e l’assessore al Welfare Giulio Gallera si sarebbero opposti al fantasma di un nuovo lockdown. 

Facciamo chiarezza. È entrato in vigore il nuovo DPCM che regolamenta le azioni per il contenimento del Covid, territorio per territorio, sulla base di 21 indicatori tecnici analizzati dal Comitato Tecnico Scientifico nazionale. Ora è un’ordinanza del Ministero della Salute, non dell’amministrazione regionale, che, sempre sulla base della valutazione dei dati da parte del Cts, deve stabilire in quale fascia si trovi ogni Regione: Gialla, Arancione o Rossa, con i conseguenti diversi livelli restrittivi. Fino a questo momento non ci è stato comunicato niente dal Governo e non sappiamo in quale ‘Fascia’ la Lombardia si collochi. Da nostre informazioni, l’ultima valutazione della Cabina di Monitoraggio del CTS con l’analisi dei 21 parametri risale a circa 10 giorni fa. Ciò è inaccettabile. Le valutazioni devono essere fatte sulla base di dati aggiornati ad oggi, tenendo conto delle restrizioni già adottate in Lombardia, dei sacrifici già fatti dai lombardi in questi 10 giorni per contenere la diffusione del virus, e dai quali registriamo un primo miglioramento. Sto insistendo perché, prima che si stabilisca dove la Lombardia si collochi, i dati devono essere aggiornati.” ha detto il Governatore Attilio Fontana.
“Sono le 18.30 e ancora non sappiamo se il Governo dichiarerà il nostro territorio zona rossa o no. Come si fa a programmare la vita di una città in questo modo? Cosa rispondo alle mamme che vogliono sapere se i loro ragazzi delle medie domani potranno andare a scuola? Cosa rispondo ai negozianti e a quanti mi chiedono se domani potranno riaprire la loro attività? Cosa rispondo a chi mi chiede se domani ci sarà il mercato? Siamo in emergenza, è vero, ma il Governo non può lasciarci allo sbaraglio, in attesa di conoscere nella notte il nostro destino, dopo mille trattative.
Qui non siamo abituati a lavorare così, è inaccettabile” ha detto il sindaco di Monza Dario Allevi.

Intanto da Milano il sindaco Beppe Sala fa sapere che: “Come ho sempre detto, le decisioni del Governo vanno rispettate e applicate. La tutela della salute dei cittadini è il primo bene da proteggere e noi continueremo a lavorare perché queste disposizioni siano osservate da tutti i milanesi. Si tratta certamente di misure severe. Accolgo con favore la conferma delle lezioni in classe per gli studenti fino alla prima media. Non posso non dispiacermi per i ragazzi e le ragazze che non potranno frequentare i loro istituti scolastici. La scuola in presenza, per il suo valore educativo e sociale, resta una delle risorse principali da preservare. Continuerò a battermi affinché gli aiuti a favore di tutte le categorie penalizzate dalla chiusura vengano immediatamente erogati. Per questo sono pronto da subito a farmi portavoce delle loro istanze in tutte le opportune sedi. Nel frattempo ho dato mandato di sospendere il pagamento di Area C e dei parcheggi sulle strisce blu. Milano anche questa volta rispetterà le decisioni del Governo e lavorerà unita per uscire al più presto da questa difficile situazione. Ogni giorno da Palazzo Marino mi assicurerò che ciò avvenga”.

 

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


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