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Villa Reale in Consiglio: "Missione riapertura". L'opposizione "Cosa non ha funzionato?"

Villa Reale in Consiglio: “Missione riapertura”. L’opposizione “Cosa non ha funzionato?”

27 Ottobre 2020

La Villa di Monza deve riaprire il prima possibile“. Questa la posizione condivisa da tutti i soggetti chiamati in causa ieri, lunedì 26 ottobre, per un consiglio comunale ad hoc sulle questione in sospeso relativamente a Parco e Reggia di Monza. Un confronto che ha messo intorno ad un tavolo, seppur virtuale, tecnici e politici per un faccia a faccia schietto e alcuni doverosi chiarimenti. All’incontro anche Giuseppe Distefano, neo direttore del Consorzio che ha ribadito l’importanza di superare l’enpasse e soprattutto di elaborare una prospettiva a medio-lungo termine sul futuro del complesso.

Di Stefano: “Lavoriamo ad un’apertura e anche ad un protocollo COVID”

“La situazione è molto complicata e sono felice di potermi confrontare su un tema che è molto sentito in città. Non ho voluto replicare sui social in questi ultimi mesi, ma lo faccio con piacere oggi”. Così il Sindaco di Monza, Dario Allevi, apre il consiglio comunale dedicato al futuro del Parco e della Reggia di Monza. Un confronto, durato quasi quattro ore, che ha visto la partecipazione di circa 30 tra consiglieri comunali e ospiti esterni.

Sul piatto tante buone intenzioni, ma ancora nessuna certezza. Anzi, una sì: si farà di tutto per riaprire la Reggia il prima possibile. 

Un bene pubblico e culturale come la Reggia di Monza non può rimanere chiuso – ha dichiarato il Direttore Distefano. – In una situazione di emergenza istituti e luoghi di cultura hanno un ruolo centrale per i cittadini. E’ necessario quindi risolvere i problemi aperti. Per questo ho incontrato personalmente Navarra, il concessionario: siamo in una fase di analisi e valutazione per poter aprire lo spazio pubblico in sicurezza. Inoltre, stiamo anche lavorando ad un protocollo Covid. In parallelo bisognerà perfezionare una cessazione del rapporto. Non è semplice e non sono cose che si raggiungono in poche ore: ribadisco, la soluzione si troverà, ma adesso dobbiamo fare in modo di aprire”.

“Il nuovo punto di ri-partenza diventerà il Masterplan – ha proseguito Fabrizio Sala, Vicepresidente di Regione Lombardia. – Lì si riusciranno a mettere a fuoco tutte quelle idee e operazioni che andranno fatte per dare il giusto valore alla Villa. Ci tengo a dire che l’argomento in questione è una delle aree in cui Regione Lombardia ha investito di più e ha rinnovato i suoi investimenti. Offriamo tutto il supporto per raggiungere l’obiettivo della riapertura e della valorizzazione degli spazi. Immagino che ci vorrà, Covid permettendo, ancora qualche settimana per risolvere il problema: ma ci crediamo tutti e siamo fortemente motivati, la strada è stata delineata, anche giuridicamente, e abbiamo capito i passi che il consorzio dovrà fare con tutti i soci. La Reggia di Monza è una bellezza che erroneamente è stata chiusa nel post emergenza sanitaria. Incrociando le dita sulla pandemia, per il resto siamo motivati e in campo per la riapertura totale degli spazi”.

La minoranza: “Non si tocchino le risorse dal Masterplan”

Nel confronto, forte anche la voce della minoranza che ha criticato la mancanza di una visione strategica nella gestione del complesso. “Già nel 2018 si sottolineava la qualità sempre più bassa dell’offerta culturale, dimostrata anche dallo scarso numero di biglietti venduti – sottolinea la consigliera di IV, Francesca Pontani. – In questo contesto il consorzio non ha portato un altro tipo di filosofia. E aggiungo: per uscire dal problema con il concessionario non si metta mano alle risorse del Masterplan. Sarebbe un ulteriore danno usare soldi pubblici per chiudere un contenzioso”.

“Quello che più mi dispiace – prosegue il consigliere di Civicamente, Paolo Piffer – è la totale mancanza di autocritica. E’ una mia impressione? Dobbiamo capire cosa noi abbiamo sbagliato, cosa ha sbagliato il Consorzio in questa vicenda. Se ha sbagliato qualcosa, ovviamente. Navarra ci accusa di non aver rispettato i patti: quanto di questo è vero? Sul tema della comunicazione verso l’esterno ci siamo sempre mossi bene o abbiamo comunicato male il grande potenziale del nostro bene? Se noi non capiamo cosa è successo perchè le cose nel futuro dovrebbero andare meglio?”.

 

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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