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Alla Green House di Usmate, dove animali abbandonati e cani randagi trovano famiglia

Alla Green House di Usmate, dove animali abbandonati e cani randagi trovano famiglia

20 Ottobre 2020

C’è Holly che da un anno circa è la mascotte, un pastore tedesco scartato dall’allevamento in cui è nata perché ha una zampa paralizzata ma che alla Green House di Usmate Velate ha trovato la sua casa. Oppure c’è la “storica” presenza di David, il caprone che è stato il primo ospite del rifugio per animali attivo ormai da 6 anni al civico 31 di via Donizetti nella frazione della Corrada, dove terminano i campi a nord di Vimercate.

Macarena e Zulema sono le due caprette che con David completano la zona degli ovini, quindi ci sono anche 6 tartarughe, 5 conigli, una decina di galline e papere e, oltre ad Holly, altri dieci cani da adottare. Ma soprattutto ci sono Sharon e Teresa di 24 anni e Chiara di 22 che, assieme ad altri 25 volontari, tengono aperta e attiva Green House – Animali e Natura onlus, un’associazione no-profit nata per prendersi cura degli animali in difficoltà e contro il randagismo, promuovendo l’adozione di cani provenienti dai canili sovraffollati del sud Italia.

Nel 2016 Green House ha rischiato di scomparire, quando è venuta a mancare a soli 34 anni la sua fondatrice Elena, lasciando all’improvviso senza guida l’associazione e il rifugio per animali, un cascinale con un ampio giardino preso in affitto e adattato per accogliere varie specie di ospiti, ognuna con un suo spazio recintato. I volontari che c’erano allora decisero di portare avanti il progetto di Green House e oggi l’associazione è arrivata ad essere guidata dalle ventenni Sharon, Teresa e Chiara che hanno assunto la direzione della onlus e la responsabilità di gestire il rifugio.

“E’ stato molto complicato riuscire ad amministrare Green House – racconta Sharon – Sia per le questioni associative, come essere riconosciuti come associazione di volontariato e no-profit, sia per il lavoro che non finisce mai. In questi anni abbiamo anche ristrutturato il posto e realizzato le diverse zone del rifugio per creare ambienti idonei ai vari tipi di animali che ospitiamo. Per fortuna ci sono tutti gli altri volontari che a turni tengono aperta Green House e seguono gli animali: siamo circa 25 ma ne servirebbero di più”.

Le funzioni svolte da Green House sono principalmente di due tipi, una specifica per i cani da adottare e l’altra di rifugio per animali in difficoltà o abbandonati. Quest’ultimo è il caso di tutti i conigli o tartarughe ospitati, animali che erano stati presi come cuccioli domestici quando erano piccoli ma che crescendo sono diventati poco graditi ai padroni o troppo impegnativi da tenere in casa. Anche le galline nel rifugio sono state abbandonate dai proprietari perché non producono uova, oppure le due caprette Macarena e Zulema sono state allontanate dai progetti di pet therapy a cui si pensava di destinarle perché risultate fobiche e schive con le persone. Ogni animale arrivato alla Green House ha la sua storia, ma per i cani è più o meno la stessa per tutti.

Arrivano dai canili del sud Italia e là sarebbero rimasti senza l’associazione di Usmate che negli anni si è creare una rete di contatti con altre associazioni animaliste in particolare presenti in Calabria e in Campania. “Le realtà dei canili comunali in molte zone del sud Italia non è finalizzata alle adozioni – spiegano le volontarie -. Sono posti non visitabili dal pubblico, dove ogni cane randagio viene tenuto per profitto perché per ognuno c’è un rimborso per il mantenimento. Non ci sono volontari che li accudiscono ma del personale che ha il solo interesse di dargli da mangiare. E anche cani che potrebbero facilmente essere adottati, non trovano nessuna famiglia che li prende”.

A questo punto interviene l’associazione Green House che chiede di prendere in custodia i cani presenti nei canili, per ognuno si fa carico degli obblighi sanitari e della lunga procedura amministrativa necessaria al trasferimento, e una volta arrivati nel rifugio di Usmate vengono riabituati a una vita fuori dalle gabbie e, con anche l’aiuto di istruttori professionisti, educati a poter stare in una famiglia.

Secondo le norme l’associazione non può tenere più di 10 cani contemporaneamente, come qualunque altro soggetto privato, ma è comunque un numero sufficiente a creare un giro di adozioni. “Molti cani che nei canili non avrebbero speranze di uscire – spiegano Sharon e Teresa – quando arrivano da noi riescono a trovare una famiglia che li adotta anche in poche settimane. Per altri cani più impegnativi, con una situazione difficile e non subito adatti a poter stare in ambienti domestici, cerchiamo di rieducarli con dei professionisti. Ma in ogni caso qui a Green House tutti sono a casa loro, anche quei cani che non possono essere adottati”.

Green House è una realtà no-profit che riesce a proseguire la sua attività grazie alle donazioni e a iniziative di autofinanziamento. Per il cibo generico per gli animali rientra tra le associazioni che beneficiano delle “raccolte pappe” organizzate periodicamente sul territorio, come all’Esselunga oppure all’Arca Planet di Vimercate, mentre per far fronte alle numerose spese, dall’affitto della sede ai costi di cure veterinarie o per alimenti specifici, ci si ingegna in ogni modo. Tanto fanno le donazioni, in particolare di coloro che adottano un cane a Green House e in cambio lasciano un offerta, ma poi c’è l’attività di raccolta dei tappi di plastica che dà una minima entrata quando vengono consegnati a un’azienda di riciclo. Da un paio di mesi è sulla piattaforma online di micro-donazioni “Teaming” che permette di dare 1 euro al mese e Green House ha raggiunto finora 73 adesioni.

“Abbiamo bisogno di farci conoscere – aggiungono le volontarie – Nonostante tanti anni di attività sul territorio, molti ancora si sorprendono quando scoprono l’attività di Green House e i servizi che offriamo per adottare i cani, ma anche per dare solo consigli su come accudire nel modo corretto gli animali. Tanti per esempio ci hanno chiamato durante il lockdown per avere indicazioni su come affrontare la situazione con il loro cane. Purtroppo l’epidemia Covid ha limitato molto la possibilità di fare eventi e di invitare le persone a venirci a trovare. Ora bisogna prenotare per venire qui, ma Green House è sempre aperta verso chi ha a cuore gli animali”.

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Martino Agostoni
Filosofia, giornalismo e cronaca sono la mia laurea, la mia specializzazione e il mio mestiere. Vivo e lavoro tra Monza e Milano, corro o viaggio nel resto del tempo.


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