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Stop ai teatri, Spinelli del Nuovo di Arcore: "Abbiamo investito in sicurezza, Ma a cosa è servito?"

Stop ai teatri, Spinelli del Nuovo di Arcore: “Abbiamo investito in sicurezza, Ma a cosa è servito?”

27 Ottobre 2020

Rabbia, paura, incertezza per il futuro. Esce con le ossa rotte il mondo della cultura dopo l’ultimo DPCM. Da oggi fino ad almeno il prossimo 24 novembre, sono infatti sospese le attività di teatri, cinema e sale concerti al fine di contenere la diffusione del Covid-19. Una misura che ha creato molti malumori in tutto il Paese e fermato (almeno parzialmente) un settore da oltre 1 milione e mezzo di occupati, con un indotto che includendo i settori affini arriva fino a 255,5 miliardi, equivalenti al 16,6% del PIL nazionale.

Le conseguenze del DPCM hanno delle ricadute concrete anche sul nostro territorio. Economiche e non solo. A commentarle è stato Gianni Spinelli, direttore artistico del Cineteatro Nuovo di Arcore che ha posto l’accento sugli investimenti fatti dalle strutture in questi mesi al fine di garantire sicurezza, e ai numeri, tutt’altro che allarmanti, dei contagi avvenuti in sale cinema e teatri.

Spinelli: “Tutto si è svolto nel massimo rispetto della sicurezza”

“In queste ore – spiega Spinelli in una nota – ho voluto riflettere su questa nuova situazione. Non voglio entrare nel merito della bontà o dell’efficacia dell’ultimo provvedimento emanato dal governo, peraltro non dissimile dal penultimo. Ritengo semplicemente che chiudere luoghi di cultura come il nostro sia per lo più inutile e anche dannoso per diversi settori”.

“Nei nostri ambienti tutto si è svolto e si svolge nel rispetto massimo della sicurezza, senza rischi – prosegue. – Nei mesi di chiusura abbiamo investito tempo e denaro per rendere accogliente e sicuro il nostro cinema. Plexiglass, disinfettante, distanziamento: tutto ciò che era necessario è stato comprato ed eseguito. L’ultima creazione, la card del cinema, per esempio va in questa direzione. Serve a limitare alquanto il contante e a rendere più fluido l’ingresso. Di idee come vedete ne abbiamo avute molte e ne avevamo altrettante per poter far rivivere il mondo cinematografico e teatrale. Cito dei dati significativi del nostro settore. L’indagine svolta da Agis che copre un periodo che va dal 3 giugno al 3 ottobre e riguardante 2780 spettacoli e 347 mila spettatori, con una media di 130 presenze, rivela un solo contagiato”.

“Non solo luoghi svago. Non ci rimane che prepararci ad una nuova riapertura”

“Non dimentichiamo che le nostre sale della comunità sono dei presidi sociali e di aggregazione fondamentali per i nostri paesi, dei luoghi dove si respira della buona cultura come suol ripetere il nostro assessore, non solo luoghi di intrattenimento o di puro svago. Ne testimoniano molti messaggi di plauso e di gratitudine che abbiamo ricevuto al momento della riapertura”.

“Ora – conclude il Direttore – non ci rimane che prepararci ad una nuova riapertura nella certezza di rivedere una sala affollata di famiglie, di giovani e meno giovani, gente appassionata curiosa, capace di emozionarsi di confrontarsi, di farsi interrogare da quel meraviglioso mondo che il cinema sa creare. Ci troverete ancora una volta pronti all’appuntamento”.

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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