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Olimpiadi della Matematica, studente del Frisi di Monza medaglia d’oro alla finale nazionale

Olimpiadi della Matematica, studente del Frisi di Monza medaglia d’oro alla finale nazionale

16 Ottobre 2020

Il Covid-19 sta monopolizzando la nostra vita in ogni aspetto. In questo senso la scuola, a maggior ragione, non può fare eccezione. Anzi, è uno degli ambiti, con il numero elevato di persone che la frequentano, ritenuto giustamente più a rischio. Per fortuna, però, tra le mura delle aule scolastiche non si vive solo di pandemia. Ci sono, nonostante tutto, anche buone notizie.

Come quella che arriva dal Liceo scientifico statale, “Paolo Frisi”, di Monza, dove uno studente del quarto anno dell’indirizzo tradizionale, Carmine Foggia, ha vinto la medaglia d’oro alla Finale nazionale della XXXVI Olimpiade della Matematica. Un riconoscimento che lo ha portato ad essere 15esimo assoluto in una competizione, organizzata con un lungo percorso a tappe, a cui hanno preso parte 200mila studenti di 1400 scuole di tutta Italia.

“Carmine ha prima superato a novembre i Giochi di Archimede, che si svolgono contemporaneamente nelle singole scuole del nostro Paese, poi a febbraio è stato uno dei 150 studenti brianzoli, di cui 30 del Frisi, che hanno partecipato alla gara distrettuale, che si disputa a livello provinciale” spiega Barbara Coppo, docente di matematica dello storico Liceo scientifico monzese e responsabile per la Provincia di Monza e Brianza delle Olimpiadi della Matematica.

“Infine il 25 settembre Carmine è stato uno dei due studenti brianzoli, l’altro è Roberto Lorenzi del Liceo statale scientifico e classico, “Ettore Majorana” di Desio, a concorrere nella gara nazionale, che di solito si svolge a Cesenatico, ma per l’anno scolastico 2019/20, a causa del Covid, è stata organizzata contemporaneamente e virtualmente in varie città d’Italia” continua Coppo.

L’allievo del Frisi ha sostenuto la sua prova finale a Legnano. Con lui, in presenza, altri 10 studenti degli istituti scolastici milanesi. Ma in tutta Italia c’erano 300 ragazzi impegnati con problemi matematico-dimostrativi. E Carmine, con il suo 15esimo posto, ha appunto conquistato una delle 25 medaglie d’oro in palio.

“Le Olimpiadi della Matematica, un’iniziativa che impegna gli studenti, dal primo al quinto anno delle superiori, in modo diverso da quanto apprendono a scuola perché li spinge a sfidare le proprie capacità, sono una tradizione al Frisi, che organizza anche stage di preparazione a questa gara – sostiene la docente dell’istituto di via Sempione a Monza – l’oro di Carmine è una soddisfazione per lui e per noi, l’UMI (Unione Matematica Italiana) sta lavorando perché le Olimpiadi, nonostante il Covid, possano svolgersi anche in quest’anno scolastico”.

Carmine Foggia, nativo di Napoli e residente a Monza da quando ha 4 anni e mezzo, ha sempre avuto i numeri e le formule matematiche nel sangue. Nel suo futuro, dopo il diploma di maturità, , come spiega nell’intervista ad MBNews, si vede nel ruolo di ingegnere aerospaziale. Ma la sua mente, abituata a trovare il modo per mettere in collegamento diversi aspetti, potrebbe partorire anche altro. In fondo, a 17 anni, il bicchiere della vita è ancora molto capiente e decisamente pieno.

Carmine, prima di tutto complimenti per la medaglia d’oro. Raccontaci un po’ di te. Come e quando nasce, ad esempio, la tua passione per la matematica?

E’ sempre stata la mia materia preferita, non saprei dire nemmeno io perché. Non c’è una vera tradizione in famiglia, i miei genitori sono impegnati in altri ambiti, però ho uno zio che insegna informatica all’Università di Salerno e un cugino di mio padre che lavora al Cern di Ginevra.

Alle scuole medie, in realtà, mi interessava molto anche la storia e, quindi, ero indeciso tra il Liceo Classico e lo Scientifico. Alla fine ho scelto quest’ultimo perché mi ha convinto il fatto che ci fossero più ore a settimana di matematica.

A parte lo studio, mi piace molto andare in bici e fare escursioni in montagna. Sono anche impegnato in politica, con i giovani del Partito Democratico e partecipo alle iniziative del movimento Fridays for Future.

Veniamo alle Olimpiadi della Matematica. Ti aspettavi di vincere l’oro?

 Assolutamente no. Infatti quando hanno fatto la premiazione on line, l’elenco partiva dal basso e, non sentendo il mio nome, stavo per scollegarmi. E, invece, sono stato chiamato praticamente alla fine come quindicesimo tra le medaglie d’oro.

Quali sono le difficoltà maggiori che hai dovuto affrontare nella prova finale?

 La gara non è stata semplice. C’erano sei problemi dimostrativi tra geometria, secondo me la più fattibile, combinatoria, teoria dei numeri e algebra. Sono riuscito a completare 4 problemi e mezzo, anche perché ce n’erano tre in cui si trattava di argomentare. Mettere su carta un’idea matematica che hai in testa è la cosa che ho trovato più ardua. In generale le Olimpiadi richiedono la capacità di ragionare in maniera olistica, cioè trovare i modi per collegare diverse cose.

Come ti sei preparato per poter disputare al meglio la finale nazionale?

Lo stage che il Frisi organizza è stato per me molto utile. All’inizio tante cose non mi erano chiare, ma poi sono entrato in un meccanismo che ti porta ad approcciare la matematica in modo diverso da come la si studia a scuola. E’ stato importante anche il potersi confrontare ed esercitare con gli altri studenti e le persone che ho conosciuto allo stage.

Cosa vedi nel tuo prossimo futuro?

La mia idea è di fare ingegneria aerospaziale al Politecnico di Milano. Lo spazio è sempre stato uno dei miei interessi e sin da piccolo leggevo molti libri di fantascienza. Lavorativamente sono orientato verso un ruolo tecnico nel settore dell’aerospazio, non certo come astronauta.

Il Covid sta condizionando molto anche la scuola. Tu come hai vissuto il periodo del lockdown e quali sono le tue impressioni per questo inizio di anno scolastico?

 Il lockdown non l’ho vissuto molto bene. Sono una persona abituata ad andare in giro ed è stato difficile rinchiudersi in casa. Anche nello studio e nella matematica non riuscivo più a concentrarmi. Da maggio in poi, ovviamente le cose sono andate meglio. In quest’avvio di anno scolastico ci sono diversi problemi, che comunque si possono superare. Non sono un epidemiologo, ma ritengo che sia opportuno tenere le scuole aperte in presenza, la didattica a distanza non è mai la stessa cosa.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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