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Sindacato infermieri denuncia: "Sanità lombarda al collasso". L'assessore non ci sta

Sindacato infermieri denuncia: “Sanità lombarda al collasso”. L’assessore non ci sta

26 Ottobre 2020

NurSind lancia il suo allarme: la sanità lombarda sarebbe al collasso. Per il sindacato degli infermieri mancherebbero 10mila colleghi e verrebbero contingentati i dispositivi di protezione individuale.

“La sanità lombarda si è fatta trovare impreparata alla seconda ondata: in Lombardia mancano 10mila infermieri, i dispositivi di protezione individuale vengono centellinati, e il personale non adeguatamente formato viene spostato dall’oggi al domani ai reparti Covid” si legge nella lettera che questa mattina il coordinamento regionale ha inviato al governatore della Lombardia Attilio Fontana e all’assessore al Welfare Giulio Gallera.

“All’inizio del 2020 avevamo stimato che in Lombardia mancavano circa 4.500 infermieri – spiega Donato Cosi, coordinatore regionale NurSind Lombardia -. Una carenza che a livello nazionale raggiunge le 53 mila unità. Ad oggi la situazione in Lombardia è precipitata: anche il tentativo della richiamata alle armi, lanciato con il recente bando di reclutamento, rischia di rivelarsi un buco nell’acqua. Gli infermieri che sono stati arruolati nella prima ondata sono demotivati e delusi. A marzo il Covid ci ha trovati impreparati, ma ad ottobre nulla è cambiato. Mancano infermieri, personale di supporto (Oss e Asa), ci sono infermieri e ostetriche che vengono trasferiti nei reparti Covid senza un adeguato percorso formativo e informativo, i dispositivi di protezione individuale (mascherine Ffp2 e Ffp3, calzari, tute protettive, camici impermeabili monouso, guanti e visiere) vengono centellinati, all’interno degli ospedali i percorsi pulito-sporco sono ancora molto approssimativi e precari, manca un piano di assistenza territoriale adeguato ad affrontare l’emergenza. Il NurSind Lombardia chiede al Pirellone anche l’esecuzione del tampone a tutti gli operatori sanitari impegnati quotidianamente negli ospedali e nelle Rsa, e il rispetto della normativa di emergenza e di tutela della salute nei posti di lavoro”.

Pronta la replica dell’assessore al Welfare, Giulio Gallera: “Regione Lombardia ha sempre ritenuto fondamentale il ruolo dell’infermiere, investendo risorse concrete per le assunzioni non solo in fase di emergenza. Stupiscono e amareggiano le affermazioni dei rappresentanti del Sindacato NurSind che generano solo confusione. Appena le norme nazionali lo hanno consentito abbiamo avviato una politica di irrobustimento degli organici nei reparti degli ospedali. Pur nella difficoltà dell’espletamento di concorsi pubblici nella prima parte dell’anno le Aziende pubbliche hanno assunto 1.760 infermieri a tempo indeterminato a fronte di 1.496 cessazioni e si prevede comunque un aumento del trend dei reclutamenti. Le nostre ASST hanno inoltre reclutato per l’emergenza Covid più di 2.000 infermieri. Di questi la maggior parte è ancora in servizio. Le stesse aziende stanno effettuando inoltre le ‘chiamate’ da tutte le graduatorie disponibili per le assunzioni di professionisti a tempo indeterminato – aggiunge Gallera – per il ruolo di infermiere di famiglia: se ne prevedono 350 entro la fine dell’anno e 1.600 entro i primi mesi del 2021″ prosegue Gallera.

“A tutto questo si aggiunge una formazione continua e qualificata – conclude l’assessore – ed una valorizzazione diretta del loro ruolo professionale. Proprio con le Organizzazioni sindacali del Comparto avevamo definito, ed erogato, nei mesi scorsi un riconoscimento economico specifico per gli infermieri che avevano lavorato nei reparti Covid, in proporzione al loro livello di impiego”.

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