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Movida in città, l'appello della Consulta San Gerardo: "Si istituisca un tavolo tra le parti"

Movida in città, l’appello della Consulta San Gerardo: “Si istituisca un tavolo tra le parti”

13 Ottobre 2020

Un tavolo sulla movida, per ripensare insieme la vita notturna in città. Questa la proposta della Consulta del Centro Civico San Gerardo di Monza rivolta a tutti i potenziali attori in causa: Prefettura, Procura della Repubblica, Amministrazione Comunale, Forze dell’Ordine, Partiti e Movimenti, residenti, esercenti, giovani. Un confronto, aperto e sincero, con l’obiettivo di risolvere uno dei grandi temi caldi del centro storico.

 

Via Bergamo al centro della polemica

E’ una ricetta che punta al compromesso tra le parti, quella proposta dalla Consulta. «Obiettivo dell’incontro – si legge in una nota – è un dibattito privo di polemiche nel quale ciascuno esprima le relative posizioni per individuare auspicabili punti di contatto. Nessuna pretesa quindi di trovare soluzioni in questa fase, ma individuare possibili strade che portino ad un accettabile intesa». Al centro delle lamentale dei residenti c’è sempre lei, Via Bergamo, la strada più discussa di Monza, diventata da anni uno dei punti di riferimento dei giovanissimi fino a tarda notte. Ne abbiamo parlato con Benito Sicchiero, cittadino attivo nella consulta San Gerardo.

«Ci voleva il maledetto Covid – ci racconta Sicchiero – per mostrare a chi non ha mai voluto vedere una verità semplice semplice: vie lunghe e strette come via Bergamo e adiacenti, densamente popolate, non sono adatte ad ospitare la movida. Per oltre un decennio alcuni residenti raccolti in comitati che sono durati come la neve al sole si sono battuti contro una situazione assurda alla quale non si è saputo finora porre rimedio. Per questo proponiamo un “incontro sulla movida” che veda riuniti tutti gli attori in causa».

«In primis – prosegue – bisogna gettare le basi per un trasferimento dei locali che più attirano i giovani in altre zone della città meno popolate, dotate di ampi spazi, che da un lato rivitalizzerebbero anche economicamente quartieri depressi e dall’altro offrirebbero  ai giovani maggiore libertà, sia pure nel rispetto delle regole. Mi rendo conto che è un cammino lungo e complesso qui espresso in maniera estremamente sintetica, con tutte le omissioni che la sintesi comporta. Ma bisognerà pure a cominciare a percorrerlo. All’incontro che stiamo costruendo è importante che ci siano i giovani, ma anche le famiglie: se vogliamo cambiare veramente passo c’è bisogno della consapevolezza di tutti».

«L’organizzazione del tutto ha dei tempi, ma abbiamo avuto le prime conferme – conclude Sicchiero. – Abbiamo già comunicato la volontà di questo incontro agli assessori Arbizzoni e Arena e ora aspettiamo conferme. Realisticamente il nostro incontro potrebbe tenersi nel mese di novembre».

 

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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