Lettera al direttore

Attualità

Monza, “movida tossica”: spaccio, assembramenti e giovani senza mascherina. La lettera di un padre

Il racconto tra l'esterrefatto e il preoccupato di un padre che ha attraversato le vie della movida monzese, in un sabato sera di inizio autunno.


A Monza, la movida è un’osservata speciale già da diverso tempo: nonostante i costanti controlli delle Forze dell’Ordine, le sanzioni ai locali che somministrano alcolici ai minori, i numerosi arresti per spaccio, oltre ai servizi di pulizia straordinaria, la situazione non sembra migliorare. MBNews ha raccolto la testimonianza di un padre, che si è avventurato nel cuore della vita notturna monzese, attraversando il ponte di San Gerardo, Piazza Garibaldi, via Vittorio Emanuele, Via De Gradi, fino a Via Bergamo, in un sabato sera di inizio autunno.

La lettera, recapitata nella casella di posta elettronica della redazione, racconta con un misto di emozioni tra l’esterrefatto e il preoccupato, cosa quest’uomo ha visto con i suoi occhi e anche cosa ha potuto percepire, grazie all’intuito, dietro a certi atteggiamenti. L’intento di questo padre non è affatto quello di risultare un cittadino sterilmente polemico, al contrario intende offrire un ritratto quanto mai realistico di uno scenario notturno, che in qualche modo, dovrebbe essere riequilibrato.

La movida monzese vista con gli occhi di un padre

“Mi sono permesso di scrivere alla vostra redazione perché ritengo che quanto ho avuto modo di osservare coi miei occhi, nelle vie della movida giovanile, sabato sera, dovrebbe essere di interesse per qualunque giornale. Sono uscito verso mezzanotte per andare a prendere mia figlia che si trovava in un locale del centro, per l’esattezza in via Bergamo. Ho parcheggiato in San Gerardo e poi, considerato che ero un po’ in anticipo, ne ho approfittato per fare un giro dal ponte di San Gerardo, verso Piazza Garibaldi, via Vittorio Emanuele, Via De Gradi e infine Via Bergamo. Quello a cui ho assistito mi ha lasciato alquanto perplesso. Sono tre gli aspetti principali che ci tengo a sottolineare.

Il primo riguarda gli assembramenti e l’assenza quasi totale di mascherine. Non so quanti giovani abbia incontrato sul percorso (tantissimi) e quanti assembramenti abbia visto di fronte ai locali (tantissimi): le mascherine le ho contate sulle dita di una mano. Attenzione alle distanze assolutamente inesistente. Riguardo ai controlli, ho visto solo un paio di auto dei Carabinieri giusto in piazza Garibaldi, di fronte all’ingresso del tribunale, per il resto il nulla. E anche in quel caso il loro numero era totalmente inadeguato per un tale scopo. Parliamo di diverse centinaia di persone a fronte di meno di 10 Carabinieri, a dir tanto.

Il secondo aspetto riguarda lo spaccio: vi garantisco che avrei probabilmente potuto acquistare qualsiasi tipo di droga lungo il mio percorso! Pur tenuto conto che personalmente non faccio uso di stupefacenti e mai ne ho fatto in vita mia (probabilmente lo dicono tutti, ma nel mio caso è davvero così) e quindi non mi ritengo certo un esperto per questo genere di argomenti, vi garantisco che tra profumi e personaggi più o meno discutibili disseminati lungo la via, non mancava proprio nulla. A onor del vero, non ho visto coi miei occhi compravendite di droga, ma sono abbastanza sicuro che se avessi chiesto qualcosa ad alcuni soggetti, avrei ottenuto ciò che andavo cercando.

Infine gli alcolici: con mio grande rammarico, ho visto molti ragazzini minorenni con cocktail tra le mani. E’ possibile che non vi sia alcuna remora, da parte degli esercenti, a dare alcolici e super alcolici, senza nemmeno chiedere l’età? Ho visto anche ragazzi con la bottiglia di super alcolici bere a garganella in strada senza nessun problema… ma sono certo che anche all’interno dei locali non ci si ponga alcuna domanda”.

Lettera Firmata
Foto di repertorio MBNews