29 Novembre 2020 Segnala una notizia
Il Monza cade in casa, Boateng non basta: il Chievo ribalta il risultato nella ripresa e vince 2-1

Il Monza cade in casa, Boateng non basta: il Chievo ribalta il risultato nella ripresa e vince 2-1

24 Ottobre 2020

Non è bastato il Principe a svegliare la Bella Addormentata. La favola del Monza si interrompe sul più bello a metà della trama. E ora, anche se il romanzo del campionato di serie B è appena iniziato, qualcuno si lamenterà e lancerà sicuramente l’idea di strappare il resto delle pagine del libro. Perché, fuor di metafora, nel calcio se, dopo aver suscitato tante aspettative con una campagna acquisti sfavillante e una proprietà economicamente più che solida, pareggi le prime tre partite e perdi la quarta in casa, finisci per forza sul banco degli accusati.

E così, probabilmente, il Monza dovrà cominciare a difendersi anche dalle inevitabili critiche, che gli pioveranno addosso dopo la sconfitta contro il Chievo Verona tra le mura amiche dell’U-Power Stadium. Ai biancorossi, a lungo in dieci uomini per l’espulsione di Barillà nei minuti finali del primo tempo, non è bastato il vantaggio siglato al 29′ da Kevin Prince Boateng dal dischetto del calcio di rigore. Un vantaggio rivelatosi poi effimero. Gli ospiti, infatti, nella ripresa, forti anche dell’uomo in più, hanno ribaltato il risultato grazie ad una doppietta di Djordjevic.

 

A parziale scusante della squadra dell’amministratore delegato, Adriano Galliani, ancora una volta a soffrire in tribuna, i molti assenti per positività al Coronavirus emerse nei giorni scorsi. A cui, per giunta, proprio un attimo prima del fischio d’inizio, si era aggiunto il forfait dell’attaccante danese Gytkjaer. Che ha seguito i compagni dalla tribuna per colpa di un risentimento muscolare.

Poco o nulla da festeggiare, insomma, per mister Christian Brocchi. Se non, forse, la possibilità di aver rivisto un amico di vecchia data come Alfredo Aglietti, tecnico del Chievo Verona, con il quale nel campionato di serie B nel 1998/99 aveva condiviso la gioia della conquista della serie A con la maglia dell’Hellas Verona. Questa volta può esultare solo l’ex attaccante che, alla guida dei clivensi, ottiene il terzo successo consecutivo ed una classifica che, dopo cinque giornate, dice 10 punti e piena zona promozione.

LA CRONACA 

Il clima sugli spalti dell’U-Power Stadium, nonostante la capienza ridottissima per le limitazioni del Coronavirus e la giornata nuvolosa da autunno inoltrato, era caldo. Il pubblico, poco più di 600 spettatori, incitava a gran voce i giocatori del Monza sin dal riscaldamento. E i biancorossi, all’avvio, hanno cercato di ripagare l’affetto con un inizio caratterizzato soprattutto dalla buona volontà.

 

In serie B, però, per vincere e fare la differenza ci vuole qualcosa in più. Così, dopo la tentata rovesciata di Mota Carvalho, che provoca l’infortunio di Rigione, gli uomini di Brocchi iniziano a spingere sull’acceleratore. In rapida sequenza arrivano l’esterno destro di Lepore dai 20 metri, una percussione centrale di Barillà con un rasoterra dalla distanza, fuori non di molto. E, soprattutto, la rete del vantaggio.

Finotto viene atterrato in area da Leverbe, a cui aveva rubato palla. E al 29′ Kevin Prince Boateng, ciliegina sulla torta del mercato biancorosso, non sbaglia il rigore dal dischetto. Il portiere del Chievo, Semper, intuisce, ma non può nulla. Sull’1-0 arrivano i primi segnali negativi per il Monza. Finotto, dolorante al ginocchio, per lui una probabile distorsione, abbandona il campo dolorante.

Poi, al 34′ Mota Carvalho vince il duello con Mogos, si presenta solo davanti a Semper, ma conclude addosso al portiere e fallisce, così, il più facile dei gol. A quel punto sembra non bastare più nemmeno la verve di Frattesi, a segno martedì sera nell’1-1 fuori casa contro il Pisa.  Al 38′ il bel sinistro di Obi da quasi 30 metri è un primo segnale di allarme.

 

Cinque minuti dopo l’espulsione di Barillà, che in sette minuti si fa ammonire due volte per falli su Garritano e Fabbro, segnano la svolta del match. In negativo, naturalmente, per i colori biancorossi. Se la traversa colpita da Mogos allo scadere del primo tempo consente al Monza di andare almeno al riposo in vantaggio, i sinistri presagi si concretizzano tutti nella ripresa. Che non vede più in campo Boateng, rimasto negli spogliatoi.

Dopo soli 4 minuti, infatti, Djordjevic, servito di tacco da Obi, appoggia in rete a porta vuota la rete del pareggio. L’attaccante serbo, con un passato recente più che decoroso alla Lazio in serie A, si ripete quindici minuti dopo, al 64′. Questa volta ribadisce in rete il pallone respinto da Sommariva su conclusione quasi a botta sicura di Garritano.

Tra le due reti del Chievo, si vede una delle poche azioni manovrate del Monza. Mota Carvalho, Machin e Donati si intendono alla perfezione, ma la rete viene annullata per fuorigioco dell’ex Lecce. Comincia la girandola del cambi su entrambi i fronti. Tra i padroni di casa esce anche Machin, fischiatissimo, che lascia il posto a D’Errico, capitano sempre nel cuore dei tifosi biancorossi.

E’ un altro subentrato, però, Ciciretti, nelle fila del Chievo, a sfiorare addirittura il tris per i clivensi. Dopo essersi liberato in area con un paio di dribbling, il suo destro scheggia il palo alla sinistra di Sommariva, rimasto completamente immobile. Il Chievo controlla senza difficoltà, mentre i biancorossi, in inferiorità numerica, sono privi di idee e verve.

All’83 l’espulsione di Viviani, entrato in campo da appena due minuti, per un fallo su Armellino, riporta le squadre a giocare 10 contro 10. Il forcing finale della squadra del patron Silvio Berlusconi non  trova mai il guizzo giusto. La debole girata al volo di Mota Carvalho è un po’ il simbolo di una squadra che mostra le sue qualità solo a tratti, ma appare giocare a meno della metà dei giri del suo potente motore.

Per fortuna il calcio professionistico, tranne ulteriori peggioramenti sul fronte Covid-19, non si ferma. E, così, il Monza avrà prestissimo l’occasione di rifarsi. Martedì 27 ottobre, alle 18, è in programma Pordenone-Monza, partita ad eliminazione diretta valevole per il terzo turno di Coppa Italia. Poi sabato 31 ottobre alle 14 torna il campionato. I biancorossi sono attesi dal Cittadella, una squadra che fino ad ora ha avuto un ottimo ruolino di marcia.

Gli uomini di mister Brocchi, che hanno avuto quasi solo applausi anche dopo la sconfitta con il Chievo, dovranno assolutamente cercare di schiodarsi dai 3 punti in classifica. Altrimenti proprio alla vigilia di Halloween rischiano di diventare protagonisti contro il Cittadella di un’altra favola nera dopo quella, interrotta a metà, vissuta in questo opaco 24 ottobre.

 

Marcatori: 29′ Boateng (M) su rigore, 49′ Djordjevic (C), 64′ Djordjevic (C)

MONZA (4-3-1-2): Sommariva; Lepore, Bellusci, Paletta, Donati; Frattesi, Barberis (77′ Fossati), Barillà; Boateng (46′ Armellino); Mota Carvalho, Finotto (32′ Machin, 71′ D’Errico).

A disp: Lamanna, Rubbi, Scaglia, Colpani, Lombardi, Caccavo, Pirola. All. Brocchi

CHIEVO VERONA (4-4-2): Semper; Mogos, Leverbe, Rigione (22′ Gigliotti), Renzetti; Canotto (67′ Ciciretti), Palmiero, Obi (81′ Zuelli), Garritano; Fabbro (67′ De Luca), Djordjevic (81′ Viviani).

A disp: Seculin, Illanes, Pucciarelli, Grubac, Pavlev, Morsay, Cotali. All: Aglietti

Arbitro: Rosario Abisso di Palermo

Ammoniti: Mota Carvalho (M)

Espulsi: Barillà (M) al 43′ per doppia ammonizione, Viviani (C) all’83’ per rosso diretto

Note: 610 spettatori per un incasso di 8.250 euro. Tempo nuvoloso, terreno in buone condizioni.

Recupero: 5′ pt, 3′ st

Le immagini dell’agenzia Emage

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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