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C'è un eroe contro il Diavolo ispirato al Covid, ecco il primo romanzo del frisino Armenio

C’è un eroe contro il Diavolo ispirato al Covid, ecco il primo romanzo del frisino Armenio

26 Ottobre 2020

Mai come in questo periodo la scienza è al centro dell’attenzione mediatica. A uomini e donne, normalmente chiusi nella riservatezza di un laboratorio di ricerca o di uno studio professionale, viene affidata gran parte della risoluzione del Covid-19. Da questo punto di vista da mesi non mancano naturalmente le polemiche. Tanto che qualcuno parla addirittura di dittatura della scienza.

In attesa che il sereno scacci la burrasca, forse è meglio rifugiarsi nel fantasy. Che, per definizione, può permettersi di staccarsi dalla realtà, di non sperare per forza nella scienza e, perfino, di non fare i conti con la pandemia. Anche se in qualche modo il Covid-19, da totem quasi totalizzante di questo periodo storico, non poteva non entrare pure in “Monroe, il predatore di demoni”, il primo romanzo del giovanissimo Lorenzo Armenio, appena 14 anni, studente del Liceo scientifico statale, “Paolo Frisi” di Monza, dove frequenta l’indirizzo Scienze applicate.

“Il Covid non è chiaramente presente nella storia, che ruota attorno al protagonista, Jason Monroe – spiega Lorenzo ad MBNews – quest’uomo-eroe, che ha il compito di affrontare diversi demoni, affronterà nel finale il Diavolo, il Male in persona, un po’ come, in un certo senso, potrebbe essere il Coronavirus in questo momento”.

“Un altro aspetto di continuità tra il mio romanzo e l’attualità è il fatto che, similmente al lockdown che abbiamo vissuto nei mesi scorsi, nella storia da me scritta, quando la popolazione umana scopre dell’esistenza dei demoni, si decide di chiudere i confini della città”.

“Monroe, il predatore di demoni”, appena pubblicato dalla case editrice monzese Convalle e disponibile nei principali circuiti librari, in attesa di un’adeguata promozione appena le condizioni sanitarie lo permetteranno, è incentrato su un protagonista dalle molte sfaccettature. Barista scanzonato di giorno e cacciatore di demoni di sera, Monroe, tra ironia, magie e poteri soprannaturali, si carica sulle spalle il ruolo di salvare il mondo dal maligno.

Insomma siamo di fronte a quella sorta di straordinarietà dell’ordinario che avvicina il protagonista del romanzo del 14enne monzese a super-eroi classici come Superman o l’Uomo Ragno. Anche se, in realtà, l’ispirazione principale di Lorenzo, che sogna un futuro da ingegnere e, oltre alla passione per la lettura, la scrittura e i fumetti, ama pitturare miniature di genere fantasy, è lo scrittore americano Rick Riordan, autore di diverse saghe di genere fantasy, la più famosa delle quali è probabilmente quella di Percy Jackson.

Non capita tutti i giorni, soprattutto in Italia, di incontrare uno scrittore di appena 14 anni. Come ti è venuta l’idea di scrivere il tuo primo romanzo?

Tra settembre 2019 e gennaio di quest’anno ho cominciato a disegnare un fumetto, che è poi diventata la storia del mio romanzo. Da aprile, infatti, quando tutti eravamo in lockdown, ho cominciato a trasformare il fumetto in un racconto scritto.

Ho avuto la fortuna di proporlo alla casa editrice Convalle che, nonostante sia specializzata soprattutto in altri generi letterari e nella poesia, prima lo ha diffuso sul proprio blog e, poi, mi ha chiesto di ampliare il racconto. Così ho passato l’estate da poco terminata a scrivere il romanzo. Dopo le opportune correzioni e revisioni, ne è venuta fuori una storia di circa 180 pagine.

Il protagonista del tuo romanzo, Jason Monroe, che tipo di personaggio è? Il suo nome fa riferimento a qualcosa?

Jason Monroe, il cui nome e cognome sono assolutamente inventati anche se successivamente mi sono accorto di possibili legami con personaggi realmente esistiti, è un uomo con potenti abilità. In una città dalle fattezze moderne, ma non chiaramente identificabile, di giorno è un barista e di notte diventa un cacciatore di demoni. Insieme ad un gruppo di amici, Jason è tra le poche persone che sono in grado di individuarli all’interno della società. Nel romanzo seguiamo le diverse avventure di questa lotta tra il Bene e il Male fino allo scontro finale tra il protagonista e il Diavolo in persona.

“Monroe, il predatore di demoni” è destinato a restare un romanzo a sé stante?

In realtà ho già diverse idee per un secondo libro, ma devo ancora metterle insieme. Mi piacerebbe dare vita ad una saga fantasy, un po’ come Rick Riordan, uno dei miei scrittori preferiti.

Nel tuo futuro ti vedi come scrittore o seguirai la passione per le materie scientifiche che ti ha portato ad iscriverti al Liceo Frisi?

Per me la scrittura è un hobby che mi accompagna sin da quando ero molto piccolo. Ho sempre avuto la capacità di immaginare storie. Per il momento non penso alla scrittura come un possibile lavoro. Credo che, dopo il diploma, mi iscriverò alla Facoltà di Ingegneria, ma non ho ancora in mente a quale indirizzo specifico.

Oltre alla lettura e alla scrittura, che ti derivano anche dall’ambiente familiare in cui stai crescendo, quali sono i tuoi interessi?

Da qualche anno ho iniziato a dipingere miniature di genere fantasy. Mi piacciono, poi, i videogiochi, i cani e ho praticato nuoto fino a quando tutto è stato reso più difficile dal Covid.

Hai citato la pandemia. Nello scorso anno scolastico hai vissuto, come tanti studenti, il lockdown e la didattica a distanza. Ora il tuo approccio alle scuole superiori si sta rivelando più difficile?

In generale non sono un ragazzo che ama molto uscire e, quindi, credo di aver superato bene il periodo del lockdown. Certamente quest’anno scolastico al Frisi è subito iniziato con una didattica alternata, quindi 50% della classe in presenza e il resto a casa. Questo ha comportato che, a parte una ragazza che già conoscevo dalle medie, fino ad ora ho avuto modo di condividere le lezioni e frequentare solo metà dei miei nuovi compagni di classe. La socializzazione, anche al di fuori del contesto scolastico, è molto limitata.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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