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“Le vite immobili” di Pietro Gambino raccontano l’incertezza dell’essere. Un romanzo surreale ma attuale

“Le vite immobili” di Pietro Gambino raccontano l’incertezza dell’essere. Un romanzo surreale ma attuale

28 Ottobre 2020

Su una nave che procede senza mai giungere a destinazione, Giacomo è alla ricerca di una donna che egli stesso ha ritratto in uno dei suoi quadri, Johanna, ma della quale nessuno tranne lui ha conservato memoria. L’amico Pietro è invece divorato da idee oscure e molte domande lo tormentano circa quel viaggio senza meta né fine. Ma il viaggio, nondimeno, terminerà per tutti, e tutti, giunto quel momento, dovranno compiere una scelta. Nel mondo dove le persone vengono dimenticate, il tempo è una bolla che ottunde le percezioni e il surrealismo, dopotutto come nella vita reale, esprime ogni istante della vita dei protagonisti.


E’ questa l’ultima fatica letteraria del lissonese Pietro Gambino che torna nelle librerie con un nuovo romanzo, “Le vite immobili” (ed.PortoSeguro): un libro che vuole essere un affresco surreale di una realtà tragica e mostrare un mondo confuso e immobile e che può avere molte interpretazioni grazie al forte simbolismo della trama, delle azioni compiuti e dei personaggi. Morte, vita, amore e memoria sono infatti i punti cardine attorno a cui si costruiscono le riflessioni e le inquietudini dei protagonisti.

Le vite immobili è un libro impossibile da collocare, non c’è tempo e non c’è luogo.

Esatto. Tutta la storia si svolge su una nave che però non ha una destinazione. Per il lettore è impossibile dire se siamo nel 1800 o nei giorni nostri. C’è una sorta di disorientamento, anche negli stessi personaggi del libro, che non hanno memoria. Si dimenticano gli uni con gli altri.

Perché questa scelta?

Perché sono convinto che il tempo è qualcosa di inafferrabile.

Quattro i temi principali che si possono estrapolare dalla trama: il tempo e i ricordi; la vita e la morte. Come nasce “Le vite immobili”?

Questo libro ha una storia travagliata. Ne avevo scritto una prima versione circa cinque, sei anni fa. Poi è rimasto nel cassetto per molto tempo fino a quando, lo scorso novembre ho deciso di riprenderlo in mano e alla fine, tornandoci a lavorare, la versione pubblicata è quasi il doppio di quella originare. In “Le vite immobili” ci sono idee e concetti che mi stavano a cuore e che ho tentato di esprimere nella trama.

Una vita fatta di incertezze dove non si sa quel che sarà. Una situazione che ben si adatta a quello che tutti noi stiamo vivendo dovuta all’emergenza sanitaria. Quanto di oggi c’è nel tuo libro?

E’ il lettore che sceglierà cosa trovare nel mio libro, io ho volutamente evitato di dare una guida di lettura. Il simbolismo, i parallelismi sono state delle scelte letterarie ben ponderate che guidano il lettore a riflettersi in un certo senso nelle pagine del mio libro. Le riflessioni e le tematiche che affronto ne “Le vite immobili” si adattano alle vite di tutti, in ogni circostanza, in ogni tempo. Sicuramente l’incertezza che tutti noi oggi stiamo vivendo è molto forte e può trovare spazio nel romanzo ma in realtà non c’è una verità assoluta nel mio libro, ma bisogna dargli un’interpretazione propria.

L’autore
Pietro Gambino, 30 anni da poco compiuti, coltiva da sempre la passione per la scrittura e fin dai tempi della scuola è riuscito a mettere i suoi pensieri nero su bianco in chiave poetica. E’ così che è nata la sua prima raccolta di poesie, nel 2010, “La rinascita dei sogni” a cui ora fa seguito il suo primo romanzo “Le vite immobili”. Una carriera letteraria che viaggia di pari passo con quella di docente: Pietro Gambino, infatti, insegna la lingua italiana agli stranieri ma il suo “lavoro” di scrittore non si ferma: “nel mio futuro letterario c’è un libro di racconti  e un altro libro di poesie”. Quindi, per chi non volesse perdersi le ultime novità, può seguire l’autore attraverso il suo sito ufficiale www.pietrogambino.com

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Melissa Ceccon
Laureata in Lingue e Letterature Straniere alla Cattolica di Milano. Mamma e moglie. Scrivo sempre e da sempre: nel 2008, il mio primo articolo di cronaca locale. Da allora, non ho più smesso. Sul web racconto anche di libri e di mamme. Nella mia borsa non mancano mai: un romanzo, una penna, un blocco per gli appunti e lo smartphone per catturare immagini e video delle notizie più interessanti.


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