Economia

Fallimento Mercatone Uno, Max Factory assume 30 lavoratori di Cesano Maderno

L'accordo con i sindacati lascia fuori, al momento, 12 ex dipendenti brianzoli della catena di ipermercati. La trattativa non è ancora conclusa. Il nuovo punto vendita dovrebbe aprire entro dicembre.

Mercatone_Uno_Bologna

Se fosse una partita di calcio, non sarebbe una vittoria da tre punti. Ma potrebbe esserlo da 2 punti, come avveniva fino al 1994 nel campionato di serie A. Perché l’accordo tra sindacati e Max Factory  sulla procedura di cessione di 4 punti vendita Mercatone Uno, tra cui quello di Cesano Maderno in Brianza, alla catena di abbigliamento e prodotti per la casa di proprietà cinese, è sicuramente da considerare un successo per i lavoratori in un contesto socio-economico molto difficile per colpa del Covid-19.

Ma l’intesa, al momento, tutela dal punto di vista occupazionale “solo” 30 dei 42 ex dipendenti di Cesano, che erano impiegati nel punto vendita brianzolo della catena di ipermercati per la grande distribuzione prima dell’improvvisa chiusura oltre un anno fa di 55 punti vendita in Italia a causa della crisi innescata dal fallimento della holding Shernon.

L’ACCORDO

“Siamo riusciti a cambiare l’impostazione iniziale di Max Factory che aveva dichiarato di voler selezionare i lavoratori di Cesano Maderno direttamente in maniera discrezionale – spiega Matteo Moretti (nella foto in basso il terzo da destra), segretario generale della Filcams Cgil di Monza e Brianza – ora, invece, la nuova proprietà ha accettato l’applicazione di criteri oggettivi rispetto a tutta la platea di lavoratori e, in base ai carichi familiari e all’anzianità aziendale, saranno assegnati dei punteggi che vedranno i primi 30 in graduatoria ricevere da subito la proposta di assunzione”.

La riapertura dell’ex punto vendita Mercatone Uno in Brianza, nella nuova veste Max Factory, è prevista entro il mese di dicembre. “L’accordo che abbiamo siglato con la nuova proprietà prevede per gli ex dipendenti anche il diritto di prelazione per 18 mesi dal momento della riapertura qualora l’azienda dovesse procedere a nuove assunzioni – continua – inoltre anche per l’organico brianzolo Mercatone Uno c’è un diritto di precedenza al 50% qualora dovessero essere affidati a terzi degli spazi all’interno del punto vendita Max Factory”.

La situazione, in una trattativa che fino a pochi giorni fa sembrava prospettare scenari più negativi, è ancora aperta su alcuni punti specifici.

“Ci sono 5 posti di lavoro su cui Max Factory aveva dichiarato la volontà di ricorrere a professionalità esterne, mentre ora l’accordo prevede la disponibilità della nuova proprietà a valutare prioritariamente i profili degli ex dipendenti Mercatone Uno – afferma Moretti – abbiamo anche aperto un dialogo con l’amministrazione comunale di Cesano Maderno, che sta prendendo in considerazione l’ampliamento delle superfici di vendita, cosa che porterebbe ad ulteriori assunzioni”.

GLI SVILUPPI

In questi giorni sono giunte novità importanti anche sul fronte della cassa integrazione straordinaria che, dopo la proroga di sei mesi prevista dal Decreto Rilancio del maggio scorso, scadrà il 23 novembre 2020.

I commissari straordinari di Mercatone Uno, Antonio Cattaneo, Giuseppe Farchione e Luca Gratteri, insediati nel giugno 2019, infatti, hanno avviato le consultazioni sindacali per usufruire della Cigs per cessazione di attività. Si tratta di una procedura prevista dall’art. 44 del Decreto Genova che consentirebbe ai lavoratori della catena di ipermercati per la grande distribuzione di usufruire di altri dodici mesi di ammortizzatori sociali e di iniziative di politiche attive.

“Abbiamo spinto nei mesi scorsi perché ci fosse su questo tema un interesse anche da parte del Ministero per lo sviluppo economico – sostiene il segretario generale della Filcams Cgil di Monza e Brianza – è positivo che ora sia stata avviata la procedura da parte dei commissari straordinari, saremo al tavolo per confrontarci e tutelare i lavoratori anche sull’aspetto economico della cassa integrazione, che può dare ossigeno ai lavoratori e qualche ulteriore prospettiva occupazionale, pur nelle grandi criticità dovute al Covid”.

Le prossime settimane saranno decisive, infatti, anche per capire l’evolversi della pandemia. E ci diranno se il sole, che ha squarciato le nubi del cielo della vertenza Mercatone Uno, con circa 1700 lavoratori coinvolti in tutta Italia, sarà stato passeggero oppure avrà davvero portato il sereno.

“Con la consapevolezza e l’amarezza che non siamo riusciti a salvaguardare, almeno nell’immediato, tutti i posti di lavori per il punto vendita di Cesano Maderno, riteniamo che questo sia il miglior risultato possibile in un contesto molto particolare – spiega Moretti – il 23 novembre, infatti, scade la cassa integrazione straordinaria e non esistono altre proposte di acquisizione e assunzione oltre a quella di Max Factory, che non potevamo permetterci di ignorare”.

“Naturalmente il confronto prosegue su orario ed organizzazione del lavoro – continua – abbiamo fissato un incontro preventivo prima della riapertura del punto vendita perché gli ex dipendenti Mercatore Uno hanno rinunciato a molto e anche in questa situazione alcuni di loro dovranno accettare un orario settimanale di 24 ore, per cui sarà importante tutelare le condizioni di lavoro”.