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Sadi, l'ultima inquilina di Villa Banfi che da 4 anni sta in una tenda di plastica

Sadi, l’ultima inquilina di Villa Banfi che da 4 anni sta in una tenda di plastica

6 Ottobre 2020

“E’ una cattiveria se viviamo ancora qui, in questo modo”. E oltre alla rabbia di chi si sente vittima del sistema c’è anche rassegnazione nelle parole di Sadi Rashida, la senzatetto che a Carnate ormai conoscono tutti. Se non altro perché tutti da anni vedono il suo rifugio di fortuna in piazzale Banfi, una specie di tenda realizzata con teli di plastica appoggiata alla cancellata dell’ottocentesca Villa Banfi, quella che fino al 2006 era il cuore del paese con la sede del Comune e in origine, nel 1865, villa di delizia tra le più belle della Brianza, dimora dei marchesi Fornari.

Una complesso monumentale in decadenza, con un cantiere per il recupero fermo da un decennio, a cui la tenda di plastica di Sadi, con pure i panni appesi alla cancellata dell’antica dimora nobiliare, aggiunge una conferma in più del degrado generale raggiunto del sito. E come non sembra risolversi la questione del restauro di Villa Banfi, così non cambia la situazione di quella che può essere ormai considerata la sua ultima inquilina. Perché Sadi, signora algerina di 55 anni, racconta di vivere nel piazzale di Villa Banfi da almeno 4 anni assieme alla sua famiglia, il marito di 56 anni, anch’egli algerino che si arrangia con lavori occasionali sufficienti a comprare da mangiare, e uno dei suoi tre figli, un ragazzo ventenne che è riuscito a ottenere la cittadinanza italiana.

Sadi si può incontrare quasi sempre fuori dalla tenda, è su una sedia appoggiata alla cancellata, saluta ed è salutata da chi passa, e se glielo si chiede racconta la sua vicenda. Una storia di miseria molto semplice, iniziata circa 4 anni fa con lo sfratto da una casa comunale – che tra l’altro era interna allo stesso complesso di Villa Banfi, nell’area delle ex scuderie – “perché non riuscivamo a pagare l’affitto” dice, due dei suoi figli più grandi sono andati via mentre lei, con il marito e il figlio minore, si è trovata in strada.

Dalle ex scuderie è passata al piazzale e si è messa ai margini del parcheggio dove ha allestito la sua sistemazione di teli e plastica: “non sapevamo dove andare – spiega Sadi – Non abbiamo parenti né conoscenti e non abbiamo abbastanza soldi per una casa. Cos’altro potevamo fare?”. C’è rassegnazione nel suo racconto mentre non vuole sentir parlare di assistenza, servizi sociali o aiuti istituzionali. Quando le si chiede perché in tutto questo tempo non si sia trovata un’alternativa alla tenda per strada, Sadi alza un po’ la voce: “se siamo ancora qui, in questo modo dopo tanto tempo, è per cattiveria. Cattiveria – ripete più volte con disappunto – E’ solo per la cattiveria delle persone”.

Sulla questione dei senzatetto nel piazzale di Villa Banfi abbiamo cercato di comprendere la posizione dell’Amministrazione comunale e cosa sia stato fatto in questi anni, ma il sindaco Daniele Nava non ha ancora dato risposta.

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Martino Agostoni
Filosofia, giornalismo e cronaca sono la mia laurea, la mia specializzazione e il mio mestiere. Vivo e lavoro tra Monza e Milano, corro o viaggio nel resto del tempo.


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