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Albiate, il grido di aiuto della proprietaria della Ludoteca "non vogliamo morire in silenzio per colpa del DPCM"

Albiate, il grido di aiuto della proprietaria della Ludoteca “non vogliamo morire in silenzio per colpa del DPCM”

19 Ottobre 2020

Lancia un grido di aiuto, “non vogliamo morire in silenzio“. L’ennesimo grido in un contesto quantomai precario e delicato come quello della seconda ondata di contagi. A chiedere attenzione Maria Luisa Barbarito, proprietaria di una ludoteca di Albiate, il Gioca Bimbi Mary aperta nel 2016. Una piccola realtà che però si fa portavoce di un problema, economico, vissuto da tanti colleghi, esiste infatti un gruppo che unisce le ludoteche della Lombardia.

A spingere la titolare a prendere carta e penna e ascrivere al nostro giornale il nuovo DPCM in vigore da questa settimana che impone restrizioni sulle feste private, eventi che per le ludoteche sono ossigeno puro e importante motivo di lavoro in questo momento così delicato. Al Gioca Bimbi Mary prestano servizio 4 ragazze su chiamata e una dipendente inizialmente con un contratto per 20 ore a settimana, ridotto poi a 10 e in scadenza a fine anno.

Viviamo da mesi con debiti allucinanti dovuti al lockdown perché nessuno ha preso in considerazione minimamente le nostre richieste di aiuto- ha spiegato la proprietaria Maria Luisa Barbarito-. Non abbiamo potuto lavorare per mesi ma ci sono stati richiesti lo stesso il pagamento di affitto, tasse, contributi INPS, assicurazione, utenze e molto altro ancora.

Ora stavamo cercando di campare con quelle poche e ristrettissime feste che i genitori fissavano da noi; cerchiamo di renderci disponibili anche con pochi ingressi a laboratori e momenti di ritrovo badando bene alla sicurezza in primis.

Ma oggi, con questo nuovo DPCM è sta firmata davvero la nostra MORTE, la morte di un’intera categoria purtroppo- ha precisato Maria Luisa Barbarito-.
Siamo stanchi, stufi, dimenticati e non considerati. E’ da marzo scorso che stiamo elemosinando risposte, chiarezza e aiuti ma nessuno si pone il problema della nostra categoria: Ludoteca una parola mai emersa nei vari decreti, per noi nulla è stato mai chiaro.

E ora in posti come le nostre ludoteche, le restrizioni aumentano e ci vengono anche vietate le feste private.

Chiediamo chiarezza – ha concluso la proprietaria della Ludoteca Gioca Bimbi Mary- perché prima di chiudere e morire in maniera definitiva come realtà ci piacerebbe ricevere delle risposte, delle motivazioni sul perché posti sicuri come i nostri debbano sempre pagare pegno…. NOI VIVIAMO DI QUESTO, vorremo ricevere solo attenzione affinché la gente e le istituzioni possano comprendere che sono mesi che Io e tutto il mio staff lottiamo ma purtroppo siamo rimasti soli, abbandonati al nostro destino senza neanche ricevere delle risposte nonostante il carico di impegno da noi preso per cercare di sopravvivere!”.

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Paola Brambillasca
Da sempre con una matita in mano. All’inizio disegno, alla fine scrivo. Per diletto e per lavoro. Sono fortunata, riesco a fare ciò che amo.


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