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Venezia 77: il monzese (d'adozione) Antonio Chiaramonte vince il premio Starlight

Venezia 77: il monzese (d’adozione) Antonio Chiaramonte vince il premio Starlight

10 Settembre 2020

«Venezia è stato un successo: un mix di emozioni che spaziano dalla felicità, alla soddisfazione, fino alla consapevolezza di aver fatto la differenza». Sono parole cariche di orgoglio quelle che arrivano dal produttore cinematografico siciliano ma monzese d’azione, Antonio Chiaramonte, all’indomani della vittoria del premio Starlight Cinema International Award alla 77esima edizione del Festival del Cinema di Venezia.

Un premio che è più di un semplice riconoscimento: è il riassunto di una vita divisa tra passione e impegno sociale, i due ingredienti segreti che hanno dato vita a “Io ho denunciato”, film che ripercorre la vita di un testimone di giustizia che, per aver denunciato racket, estorsioni e violenze fisiche, si ritrova a dover abbandonare la sua terra e i suoi affetti e a vivere sotto scorta.

«Abbiamo portato a galla la verità, tutto quello che succede dopo aver denunciato un sopruso – ci spiega Chiaramonte. – Il successo del film sta proprio qui: raccontare una storia con una narrazione vera, autentica, in grado di coinvolgere lo spettatore ed “educarlo” a una nuova realtà. Qui i buoni sono i buoni della vita reale: c’è un mondo diverso rispetto a quello che riempie film e serie TV sui “cattivi belli e dannati”. Qui si lotta per la giustizia, la verità e il culto della legalità, forse il vero protagonista del film. Un’opera che spero arrivi alle giovani generazioni, perchè è con loro che si costruisce un nuovo futuro, possibilmente migliore».

Chiaramonte: “Lavoriamo per portare il film nelle scuole”

Classe 1968, Antonio Chiaramonte, è nato a Catania e fin da piccolo coltiva una grande passione per il cinema. E’ componente della direzione artistica del Care Film Festival, il Festival dedicato alla professione dell’infermiere, in programma a ottobre a Monza al Binario 7. Nella serata di domenica 6 settembre ha ricevuto il premio Starlight Cinema International Awards come miglior produttore per film di impegno sociale, in un luogo che è un tempio per gli amanti della settima arte e non solo: il Festival del Cinema di Venezia. Un riconoscimento che arriva in un’edizione particolare, la numero 77, segnata dall’emergenza COVID-19.

«Questo premio – confessa Chiaramonte – non è non solo mio. Lo dedico alle autorità giudiziarie, alle forze dell’ordine, ma soprattutto ai giovani che spero possano vederlo e scoprire un mondo che forse ignorano. Con il MIUR, prima dell’emergenza sanitaria, avevamo intrapreso un percorso formativo ed educativo nelle scuole portando il film agli occhi di oltre 8000 ragazze e ragazzi. Poi le cose si sono fermate. Adesso non vediamo l’ora di rimetterci in pista. Anche in Brianza, ad esempio: mi piacerebbe che il film arrivasse in tutte la scuole. Educare alla legalità deve essere una priorità. Il cambiamento passa da lì».

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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