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Monza e la Brianza si preparano al ritorno in classe, ecco cosa dicono i presidi

Monza e la Brianza si preparano al ritorno in classe, ecco cosa dicono i presidi

10 Settembre 2020

Ormai siamo davvero agli sgoccioli. Gli alunni impegnati nei corsi di recupero in questi giorni stanno già provando la sensazione, diventata un po’ strana, di tornare fisicamente a scuola dopo oltre sei mesi di lontananza forzata causa Covid-19. Tutti gli altri torneranno in aula a partire dal 14 settembre. Non proprio tutti, in realtà.

Perché, in questi giorni di inizio settembre, i dirigenti scolastici e i docenti hanno dovuto freneticamente programmare e scaglionare il rientro in classe dei propri studenti. E molti, a turno, soprattutto negli istituti superiori, faranno didattica a distanza. Questi sono ancora giorni di metro alla mano, spazi da misurare, banchi da separare. Un lavoro di preparazione accompagnato da scelte non facili, timori e perplessità. Il tempo dell’attesa, comunque, sta per finire. A Monza la scuola è pronta ad accogliere di nuovo i propri alunni?

MBNews lo ha chiesto a Lucia Castellana, dirigente scolastica del Liceo scientifico “Paolo Frisi” di Monza, a Renata Antonietta Cumino, dirigente dell’Istituto professionale statale per i servizi dell’enogastronomia e commerciali “Adriano Olivetti” di Monza, a Mariella Rauseo (foto in basso), dirigente del Liceo statale scientifico e classico, “Ettore Majorana” di Desio e a Mariano Lo Proto, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “Anna Frank” di Monza.

LE INTERVISTE

Come avete organizzato spazi per le aule, orari di ingresso ed uscita?

Castellana: Le classi prime, 11 sezioni quest’anno, verranno tutte in presenza e faranno lezione nella succursale, la Mantegazza. All’occorrenza saranno utilizzati anche spazi esterni e l’auditorium. Gli ingressi e le uscite saranno scaglionati in tre gruppi, rispettivamente alle 7.50-8-8.10 e 12-12.05-12.10.

Cumino: Nel primo mese tuteliamo le classi prime, che saranno sempre presenti. Le altre, a settimane alterne, faranno didattica a distanza. Gli ingressi saranno alle 8 e alle 9 e le uscite alle 12 e alle 13. Abbiamo previsto di scaglionare anche gli intervalli.

Rauseo: La prima settimana saranno in presenza solo le classi prime, tutte le altre in didattica a distanza. Dalla seconda settimana ogni classe sarà divisa a metà e, con turnazione settimanale, un gruppo seguirà in presenza, l’altro a distanza.

Lo Proto: Per quanto riguarda gli spazi, abbiamo chiesto ed ottenuto un’aula in più per il plesso dell’elementare Puecher, dove è stato abbattuto un muro e presto sarà posizionata una nuova Lim. Anche all’elementare Munari e alla media Zucchi è stata ricavata una nuova aula. Nel secondo caso, quando speriamo ci sarà un allentamento delle misure di prevenzione, il nuovo spazio sarà sfruttato per l’indirizzo musicale. Per quanto riguarda ingressi ed uscite, ognuno dei tre plessi ne avrà fisicamente due, a cui gli alunni accederanno scaglionati di pochi minuti.

A che punto è l’organizzazione della didattica? Il personale docente e non a disposizione è sufficiente?

Castellana: Per quanto riguarda la didattica, è stata fatta una scelta sulla base di quella che è la nostra utenza specifica. Per questo sarà una didattica mista, nel senso che dalla classi seconde alle quinte verranno a scuola a giorni alterni e, all’interno di ogni classe, in base all’ordine alfabetico, contemporaneamente il 50% degli alunni sarà a scuola e il 50% seguirà da casa. Per quanto riguarda, invece, il personale, ho chiesto 20 docenti in più, vedremo quanti riusciremo ad ottenerne. Anche come ATA sarà difficile avere concessioni.

Cumino (la prima da destra nella foto in alto): In generale abbiamo deliberato di avere il 66% degli studenti in presenza e il 33% a distanza. Ogni mese, a turno, tutte le classi di un anno di studi saranno sempre presenti in istituto. Abbiamo pensato che per i nostri docenti e data la tipologia del nostro corso di studi, sarebbe stato difficoltoso gestire contemporaneamente metà classe a casa e metà in presenza. Quest’ultima sarà garantita, invece, per tutti i circa 300 iscritti al serale. Inoltre abbiamo confermato, rispetto all’anno scorso, che non ci sarà didattica il sabato, in quanto molti dei nostri studenti lavorano già come camerieri e aiuto cuochi e vengono da fuori Monza, quindi anche con problemi di trasporti.

Rauseo: Per supportare la nostra organizzazione della didattica, abbiamo potenziato la rete internet in modo da avere sufficienti giga per connettere contemporaneamente 55 classi con i ragazzi che seguiranno da casa. L’uso della mascherina, inoltre, sarà obbligatorio per gli alunni. Siamo ancora in attesa di capire quanti docenti e personale ATA in più riusciremo eventualmente ad ottenere.

Lo Proto (nella foto in alto): Questa è la prima volta che a pochissimi giorni dall’inizio ufficiale delle lezioni ci mancano ancora tanti docenti. Per il cosiddetto sostegno in deroga, il nostro istituto dovrebbe avere dieci insegnanti, ma per il momento non ne abbiamo nemmeno uno. Il resto del corpo docenti ha ancora sei buchi da coprire. Mi auguro che in questa settimana, come sembra abbia annunciato il Ministero dell’Istruzione, si provveda a completare l’organico. Come personale non docente, invece, l’Ufficio scolastico provinciale ci ha riconosciuto una risorsa in più come collaboratore scolastico.

Quali sono le sue aspettative per l’anno scolastico che partirà il 14 settembre?

 Castellana: E’ un anno in salita. Bisogna mettersi nell’ottica della massima flessibilità da parte di tutti, evitando atteggiamenti critici che non portano da nessuna parte. Al nostro interno abbiamo creato una task force che ha lavorato molto bene sino ad ora. Sono contenta che ci sia un confronto di buone pratiche con gli altri dirigenti scolastici per studiare adattamenti anche in corso d’opera.

Cumino: Auspico che gli studenti capiscano che il rispetto delle regole di sicurezza e prevenzione non è un’invenzione per limitare la loro libertà, ma è nell’interesse di tutta la comunità. Mi auguro che, nel corso dell’anno scolastico, si possa riprendere il discorso degli stage, che per i nostri studenti e per la tipologia dei nostri corsi è molto importante.

Rauseo: Ritengo, insieme al Consiglio d’istituto e a tutti i docenti, che siano state messe in atto tutte le misure utili a proteggere la salute degli studenti e degli insegnanti, ma anche per garantire una didattica di qualità ai nostri circa 1400 iscritti.

Lo Proto: Abbiamo cercato di fare il massimo per organizzare tutto al meglio. Ho ottimismo e speranza perché confido che la nostra utenza si dimostri, anche in questo periodo, attento, disponibile ed eviti leggerezze. Certamente il Covid resta un’incognita perché ciò che avviene al di fuori della scuola non possiamo controllarlo.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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