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Degrado e schiamazzi: Piazza Cambiaghi nel mirino dell'Amministrazione. "Con il lockdown situazione peggiorata"

Degrado e schiamazzi: Piazza Cambiaghi nel mirino dell’Amministrazione. “Con il lockdown situazione peggiorata”

24 Settembre 2020

Vetri rotti, bottiglie abbandonate, schiamazzi di notte e di giorno. Che in Piazza Cambiaghi, la piazza del mercato monzese a pochi passi dal centro storico, la situazione sia grave è una non notizia. Amministratori pubblici e cittadini da anni si scontrano con una situazione di degrado radicata, che purtroppo ben hanno imparato a conoscere. Un degrado che si manifesta quotidianamente in un’area parcheggio rovinata dal tempo e dagli agenti atmosferici, che hanno ridotto l’asfalto della piazza e delle strade limitrofe un vero e proprio colabrodo.

La notizia vera è, però, che la situazione in Piazza Cambiaghi sembra essere decisamente peggiorata in questi ultimi mesi. Complice il lockdown e la chiusura del ponte Colombo, sotto i portici della piazza le persone senza fissa dimora che “vivono” lì sono aumentate. A raccontarcelo sono i residenti in primis.

Alle 9 del mattino – ci racconta un giovane monzese – vedo sempre un gruppo davanti al Gigante di via Porta Lodi. Acquistano vino e poi si spostano sotto i portici. Sono sicuro che non sono persone cattive, anzi mi fanno quasi tenerezza, ma è una scena indecorosa per loro e per la città”.

“In piazza c’è un via vai di persone che chiede soldi – aggiunge una signora che incrociamo al parcheggio. – Alcuni sono anche insospettabili: prima mi ha fermato una signora, dicendomi di darle qualcosa per suo figlio. E la sera è un continuo di schiamazzi e fischi”.

Arena: “Una delle zone più controllate. Ma sappiamo che la situazione è seria”

Alle parole dei residenti, si aggiungono anche quelle dell’Assessore alla Sicurezza del Comune di Monza, Federico Arena, che abbiamo contattato per farci fornire alcuni chiarimenti.

«Quello di Piazza Cambiaghi è un tema che va affrontato da diversi punti di vista – ci racconta Arena. – La chiusura del ponte Colombo ha isolato quell’area e i mesi COVID che abbiamo vissuto l’hanno tragicamente peggiorata. Dico di più: durante il lockdown la situazione era veramente grave, adesso i numeri sono “rientrati”. Conosciamo talmente bene il problema, che Piazza Cambiaghi è una delle zone più controllate dalle nostre forze dell’ordine e alcuni dei soggetti presenti sono persone a noi già note, precedentemente segnalate, o arrestate, o denunciate. Sono quasi sempre gli stessi soggetti. Dal lato della sicurezza posso dire che l’area è presidiata, compatibilmente con le forze che abbiamo».

«Quello che ora stiamo cercando di fare è chiudere le questioni aperte e creare nuove sinergie per il futuro – prosegue. – L’apertura del ponte ricollegherà Cambiaghi con il centro, eliminando l’attuale “area cantiere” che sicuramente rappresenta una nuova occasione per assembramenti pericolosi. L’amministrazione sta anche lavorando per arrivare a siglare una convenzione per completare la cessione al Comune di piazza Cambiaghi (ne avevamo parlato qui, ndr). Questo ci permetterebbe di riqualificare l’area in totale autonomia. Questi sarebbero due step importanti. Il terzo, intendiamo farlo con i residenti, cercando insieme idee per rendere la piazza un luogo di cultura e uno spazio vissuto».

«Non ho dimenticato la partita dei servizi sociali – conclude l’Assessore Arena – ma qui si entra in un terreno più spigoloso e anche meno di mia competenza. Molti dei soggetti che abbiamo identificato non hanno intenzione di collaborare con i servizi sociali. Le difficoltà da questo punto di vista sono tante, non lo nego. Molti di loro sono spesso coinvolti in episodi di spaccio, piccoli furti, disturbo della quiete pubblica. In questi casi c’è anche un indirizzo politico da dare a livello nazionale: una riforma della giustizia e del sistema penale, con progetti di rieducazione, ad esempio. Penso sia un tema importantissimo, ma questa è un’altra storia».

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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