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Auser Monza e Brianza, i giovani al fianco degli anziani: al via “Time to care”

Auser Monza e Brianza, i giovani al fianco degli anziani: al via “Time to care”

11 Settembre 2020

Avete tra i 18 e i 35 anni? Siete interessati ad un lavoro di supporto e assistenza agli anziani? Vi incuriosiscono le attività degli enti del Terzo settore? Se avete risposto positivamente a queste domande, allora questa è un’opportunità che fa per voi.

Il bando “Progetto Time to care”, infatti, che è promosso dall’Auser (AUtogestione SERvizi) ed è finanziato del Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale e del Dipartimento per le politiche della famiglia, apre le porte a 1200 giovani su tutto il territorio nazionale. E si inserisce, in una sorta di scambio intergenerazionale, nel particolare contesto attuale determinato negli ultimi mesi dal Covid-19. Che pone chi è più in là con gli anni in una condizione di maggiore fragilità e solitudine come conseguenza indiretta delle misure per evitare la diffusione della pandemia.

A Monza e in Brianza, la sezione locale dell’associazione di volontariato e promozione sociale costituita nel 1989 dalla Cgil e dal Sindacato dei pensionati Spi-Cgil, mette a disposizione 12 posizioni per giovani che vogliono impegnarsi per 6 mesi in diverse attività al fianco degli anziani.

OBIETTIVI

Il bando Progetto “Time to care”, la cui domanda di partecipazione deve essere inviata direttamente alla pec di Auser Monza Brianza – [email protected], utilizzando il modulo per la candidatura, entro le ore 14.00 del 31 ottobre 2020, ha obiettivi ben precisi. In particolare da un lato punta a sostenere i giovani e dall’altro, contemporaneamente, cerca di favorire l’inclusione delle persone anziane nella vita sociale.

Per questo i giovani selezionati saranno impegnati in servizi di assistenza a domicilio e/o a distanza nei confronti degli anziani, in attività di “welfare leggero”, dalla consegna della spesa all’acquisto di farmaci, dai contatti con i medici di base al pagamento di bollette, fino alla consegne a domicilio di diversi beni, compresi quelli di prima necessità.

Le attività previste da “Time to care” non si fermano all’ambito socio-sanitario, ma ne comprendono anche uno, per così dire, più psicologico. E’ prevista, infatti, anche un’assistenza da remoto mediante contatti telefonici dedicati all’ascolto e al conforto di chi è solo, oltre a servizi informativi per gli anziani, anche online.

I giovani interessati, che invieranno la domanda di partecipazione, saranno sottoposti al giudizio di un’apposita commissione. Che entro il 6 novembre farà una valutazione del Curriculum vitae, poi il 16 novembre convocherà i candidati con il punteggio migliore per un colloquio attitudinale. Chi avrà superato la selezione stipulerà un contratto di collaborazione coordinata e continuativa della durata di sei mesi e, prima di entrare in servizio presumibilmente per la fine del 2020 o l’inizio del 2021, accederà ad un periodo di formazione.

IL TERRITORIO

Il Covid-19, con i suoi numerosi effetti sanitari, economici e sociali, sembra aver costituito le basi per provare a cambiare alcune storture di un modus vivendi troppo orientato al profitto e al consumo. E che spesso lascia indietro le persone più deboli. Proprio come gli anziani.

In questi mesi ci sono segnali di un possibile cambio di rotta. Che potrebbe partire proprio da un patto sociale fondato anche sulla solidarietà dei più giovani verso le esigenze e le necessità degli anziani. Ed è proprio questa la direzione verso la quale punta decisamente il progetto “Time to care”.

“Durante il lockdown per il Covid-19 molti giovani si sono avvicinati alla nostra associazione e si sono resi disponibili soprattutto per fare spesa e consegnare farmaci agli anziani e alle persone bisognose – spiega Tosco Giannessi (nella foto in alto), presidente di Auser Monza e Brianza dal 2015 – anche vedendo questa risposta, abbiamo pensato di avviare per la prima volta questo progetto”.

“I giovani, di cui spesso si parla male, questa volta hanno dimostrato di volersi impegnare al servizio degli altri – continua – è una bella risposta in un momento di necessità, che ci permette di tentare di avvicinare i giovani agli anziani tenendo conto delle loro esperienze e delle attività che la nostra associazione svolge”.

Ecco perché i 12 giovani, selezionati per “Time to care” nel nostro territorio e impiegati sia nella sede centrale che nelle altre 23 sedi Auser sparse in Brianza, non svolgeranno solo mansioni socio-sanitarie, ma anche ludico-ricreative in centri anziani.

E, così, tra una partita a carte e i corsi per l’Università della terza età, avverrà uno scambio bi-direzionale di conoscenze ed emozioni che dovrebbe essere alla base del progresso sociale. Un concetto che Auser Monza e Brianza ha avviato con più decisione negli ultimi mesi. Come dimostra anche la scelta di sfruttare il web per promuovere le proprie attività e servizi (leggi la news).

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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