10 Maggio 2021 Segnala una notizia
Monza, la seconda vita di un passeggino? Un giovane lo usa per raccogliere rifiuti

Monza, la seconda vita di un passeggino? Un giovane lo usa per raccogliere rifiuti

27 Agosto 2020

Che gli oggetti possano avere una seconda vita, a volte addirittura una terza, è un concetto sempre più diffuso in un’epoca orientata verso il riciclo e l’economia circolare. Ma non è semplice né scontato, in un ambito che coinvolge fortemente l’ambiente e la produzione industriale, passare da questa sensibilità crescente nell’opinione pubblica a fatti concreti.

E così, accanto ad alcuni segnali positivi che arrivano anche dalle imprese e dalle grandi multinazionali, per cambiare realmente le cose sono i cittadini comuni, in primis, a dover scegliere di intraprendere la strada della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente in cui viviamo.

E’ quello che sta cercando di fare Matteo Orsenigo, 31enne nato e cresciuto a Monza. Residente nella zona di viale Libertà, non lontano dalle chiese di Cristo Re e sant’Ambrogio, ha deciso di rendere più pulite le vie del suo quartiere.

E per farlo usa un mezzo, potremmo dire, non “convenzionale”: un ex passeggino. Per giunta doppio perché evidentemente un tempo destinato a trasportare una coppia di gemelli. Un mezzo che, con le sue quattro ruote, da rifiuto abbandonato è diventato uno strumento per raccogliere rifiuti. Insomma una sorta di redenzione laica di uno degli oggetti più comuni della nostra quotidianità.

“Da quando ho cominciato a portare in giro a piedi il mio cane, Kobe, ho potuto guardare con molta più attenzione le strade e i parchi della zona in cui abito – racconta Matteo – ho potuto, così, rendermi conto di quanta sporcizia si accumuli tutti i giorni senza che noi, presi dalla fretta e dai nostri pensieri, quasi ce ne accorgiamo”.

“Ecco perché, quando ho trovato un passeggino doppio abbandonato, ho pensato che era giunto il momento di fare qualcosa – continua – l’ho messo a posto, l’ho reso un carrello con tre contenitori per la raccolta differenziata al posto della parte interna originaria e, dopo aver comprato guanti e pinze, ho cominciato ad andare in giro a raccogliere rifiuti”.

Matteo, per lavoro un marketing analyst in una società di consulenza Ict di Milano, ha cominciato da poco il suo ruolo di “volontario del pulito”. Ma ha le idee chiare su come gli piacerebbe portare avanti la sua iniziativa ambientalista.

“Non ho il tempo di usare il mio carrello per raccogliere rifiuti tutti i giorni e devo ancora capire bene come smaltire nel modo più adeguato le numerose cose che finiscono nei miei contenitori – spiega il giovane monzese – anche per questo ho preso contatti con Lucio Carlino, che è il referente monzese della Onlus PlasticFree, impegnato a raccogliere la spazzatura abbandonata soprattutto lungo la ciclabile del canale Villoresi”.

Il tempo dirà se presto ci saranno altre persone che con una minore dose di indifferenza e, magari, pronte ad usare anche la creatività, siano disposte a rendere più vivibili i quartieri in cui abitano. I modi per farlo possono essere tanti. Alcuni anche piuttosto intuitivi e all’apparenza banali.

Ricordate Sahira Alamilla, la ragazza messicana balzata agli onori della cronaca circa un anno fa quando decise di raccogliere i mozziconi di sigarette lungo le strade di San Donato Milanese? Poco dopo un altro giovane, Alessio Bellini, decise di ripulire dalle cicche le strade e le spiagge della sua città, Sanremo. A volte, insomma, anche il fumo può non fare male.

Condividi questa notizia

Facebook & Newsletter

Cliccando sulla Pagina Facebook Ufficiale di MBNews e mettendo "MI PIACE" ti aggiorniamo in maniera esclusiva ed automatica su tutte le NEWS. Se vuoi beneficiare delle nostre promozioni e degli sconti che i nostri clienti riservano a te, iscriviti subito alla Newsletter.
Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


Articoli più letti di oggi