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Monza, la seconda vita di un passeggino? Un giovane lo usa per raccogliere rifiuti - MBNews
Ambiente

Monza, la seconda vita di un passeggino? Un giovane lo usa per raccogliere rifiuti

Matteo Orsenigo, 31 anni, ha deciso di rendere più vivibili le strade della zona in cui abita, viale Libertà. Così ha adattato un mezzo abbandonato e va in giro a caccia di spazzatura.

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Che gli oggetti possano avere una seconda vita, a volte addirittura una terza, è un concetto sempre più diffuso in un’epoca orientata verso il riciclo e l’economia circolare. Ma non è semplice né scontato, in un ambito che coinvolge fortemente l’ambiente e la produzione industriale, passare da questa sensibilità crescente nell’opinione pubblica a fatti concreti.

E così, accanto ad alcuni segnali positivi che arrivano anche dalle imprese e dalle grandi multinazionali, per cambiare realmente le cose sono i cittadini comuni, in primis, a dover scegliere di intraprendere la strada della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente in cui viviamo.

E’ quello che sta cercando di fare Matteo Orsenigo, 31enne nato e cresciuto a Monza. Residente nella zona di viale Libertà, non lontano dalle chiese di Cristo Re e sant’Ambrogio, ha deciso di rendere più pulite le vie del suo quartiere.

E per farlo usa un mezzo, potremmo dire, non “convenzionale”: un ex passeggino. Per giunta doppio perché evidentemente un tempo destinato a trasportare una coppia di gemelli. Un mezzo che, con le sue quattro ruote, da rifiuto abbandonato è diventato uno strumento per raccogliere rifiuti. Insomma una sorta di redenzione laica di uno degli oggetti più comuni della nostra quotidianità.

“Da quando ho cominciato a portare in giro a piedi il mio cane, Kobe, ho potuto guardare con molta più attenzione le strade e i parchi della zona in cui abito – racconta Matteo – ho potuto, così, rendermi conto di quanta sporcizia si accumuli tutti i giorni senza che noi, presi dalla fretta e dai nostri pensieri, quasi ce ne accorgiamo”.

“Ecco perché, quando ho trovato un passeggino doppio abbandonato, ho pensato che era giunto il momento di fare qualcosa – continua – l’ho messo a posto, l’ho reso un carrello con tre contenitori per la raccolta differenziata al posto della parte interna originaria e, dopo aver comprato guanti e pinze, ho cominciato ad andare in giro a raccogliere rifiuti”.

Matteo, per lavoro un marketing analyst in una società di consulenza Ict di Milano, ha cominciato da poco il suo ruolo di “volontario del pulito”. Ma ha le idee chiare su come gli piacerebbe portare avanti la sua iniziativa ambientalista.

“Non ho il tempo di usare il mio carrello per raccogliere rifiuti tutti i giorni e devo ancora capire bene come smaltire nel modo più adeguato le numerose cose che finiscono nei miei contenitori – spiega il giovane monzese – anche per questo ho preso contatti con Lucio Carlino, che è il referente monzese della Onlus PlasticFree, impegnato a raccogliere la spazzatura abbandonata soprattutto lungo la ciclabile del canale Villoresi”.

Il tempo dirà se presto ci saranno altre persone che con una minore dose di indifferenza e, magari, pronte ad usare anche la creatività, siano disposte a rendere più vivibili i quartieri in cui abitano. I modi per farlo possono essere tanti. Alcuni anche piuttosto intuitivi e all’apparenza banali.

Ricordate Sahira Alamilla, la ragazza messicana balzata agli onori della cronaca circa un anno fa quando decise di raccogliere i mozziconi di sigarette lungo le strade di San Donato Milanese? Poco dopo un altro giovane, Alessio Bellini, decise di ripulire dalle cicche le strade e le spiagge della sua città, Sanremo. A volte, insomma, anche il fumo può non fare male.