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Da Monza a Villasanta, la Asd Corona Ferrea Nuoto corre in pista con Francesco Panetta

Da Monza a Villasanta, la Asd Corona Ferrea Nuoto corre in pista con Francesco Panetta

1 Luglio 2020

“Non chiederti che cosa può fare il tuo paese per te, ma chiediti che cosa puoi fare tu per il tuo paese”, affermava l’ex Presidente degli Stati Uniti d’America, John Fitzgerald Kennedy. Che oggi, 1 luglio, ma del 1963, esattamente 57 anni fa, era in visita proprio in Italia, a Napoli e Roma, per poi morire assassinato meno di cinque mesi dopo, il 22 novembre, a Dallas.

Se alla famosa frase di Kennedy aggiungiamo che le istituzioni in senso lato sono anche capaci, a volte, di aiutare chi le aiuta, abbiamo spiegato in poche parole come è nata la possibilità per i ragazzi della ASD Corona Ferrea Nuoto, Onlus affiliata agli Special Olympics Italia e iscritta nel registro del Coni, di allenarsi sulla pista di atletica del Centro sportivo comunale “Massimo Castoldi” di Villasanta.

Una possibilità unica per una ventina di atleti con disabilità intellettiva, sensoriale e fisica. Che da metà maggio, oltre al nuoto e ad altre discipline sportive legate all’acqua, in cui hanno anche vinto medaglie e titoli prestigiosi a livello nazionale e internazionale, calcano il rinnovato track dell’impianto di via Mameli (leggi l’articolo). E lo fanno, per circa due ore ogni martedì mattina, con Francesco Panetta, ex mezzofondista di razza, campione del mondo nel 1987 ed europeo nel 1990 dei 3000 siepi, specialità di cui detiene ancora il record italiano.

“E’ una bellissima storia di sport, ma anche di amicizia vera – racconta il sindaco di Villasanta,  Luca Ornago – la ASD Corona Ferrea Nuoto, con il tramite di Michele Cecotti del negozio Affari&Sport, ci ha chiesto uno spazio per allenarsi in questo particolare periodo determinato dal Covid. Noi abbiamo coinvolto il Tennis Club Villasanta, che gestisce il Centro sportivo comunale. E, così, la struttura è stata messa gratuitamente a disposizione dei ragazzi della società monzese, ora allenati da Panetta”.

IL PROGETTO

La collaborazione tra quest’insieme di partner, istituzionali e non e la realtà sportiva monzese, nata nello scorso agosto (vedi la news) e guidata dall’allenatrice di nuoto Lucia Zulberti (nella foto in basso) e dal Presidente Alberto Bolzoni, ha un’origine abbastanza casuale, ma una base ideologica ed umana ben precisa. Quella di fornire, attraverso l’atletica, un nuovo strumento per permettere a ragazzi con disabilità di migliorare la qualità della loro vita, di valorizzare le loro diverse abilità, di spenderle produttivamente nella società. E di lanciare un messaggio di speranza in grado di avere effetti positivi sugli atteggiamenti dell’intera comunità.

E’ anche per questo che sulla pista di Villasanta lo spirito con cui vengono svolti gli allenamenti è fatto essenzialmente di valori. “In questa fase stiamo ancora esplorando – spiega Panetta – facciamo riscaldamento, stretching, proviamo le tecniche dei salti e dei lanci, le partenze, corriamo i 50 metri, ma tutto con grande tranquillità e serenità, senza inseguire obiettivi particolari come avviene nell’attività sportiva agonistica”.

Il risultato è uno scambio relazionale in cui le varie discipline sportive sono adattate alle specifiche caratteristiche psico-fisiche degli atleti, uniformando le regole alle persone e non il contrario. “Questi ragazzi mi regalano soddisfazioni che mi porto a casa e mi consentono di praticare la parte più bella dello sport” continua l’ex mezzofondista.

L’idea della ASD Corona Ferrea Nuoto di avere un approccio al tema sport e disabilità quanto più possibile multi-disciplinare sta raccogliendo un immediato consenso. “Stiamo scoprendo che si respira positività ed energia anche sulla terra ferma, sulla pista di atletica e non solo in acqua come siamo abituati a fare con il nuoto – afferma Zulberti – l’atletica è un lavoro maggiormente di gruppo, che permette di lavorare meglio sulle relazioni e sta facendo emergere nei nostri ragazzi altre caratteristiche e progressi rispetto al nuoto”.

“Grazie al passaparola, alla nostra società si stanno aggiungendo altre famiglie di ragazzi affetti da disabilità intellettiva, sensoriale e fisica alle 90 che già fanno parte della nostra realtà associativa” continua Zulberti.

LE PROSPETTIVE

La strada della condivisione, dell’inclusione e dell’integrazione, che “ha un valore umano pazzesco – sostiene Cecotti  – permette anche di scavalcare alcune nostre barriere mentali”, potrebbe avere presto nuovi sviluppi. Per il momento la certezza nel futuro prossimo è che l’atletica continuerà ad essere un appuntamento settimanale per gli atleti della ASD Corona Ferrea Nuoto almeno fino alla fine dell’estate. “Confidiamo che il meteo sereno ci accompagni il più possibile – spiega l’allenatrice di nuoto, uno dei motori del sodalizio monzese – stiamo lavorando per trovare una soluzione a Villasanta anche per il periodo invernale”.

C’è già la disponibilità di massima da parte del Tennis Club Villasanta del presidente, Enrico Paleari e del Direttore del Centro sportivo comunale di Villasanta, Duvier Medina. Intanto la Onlus monzese ha ripreso, dopo il lockdown, anche la sua attività legata al nuoto.

“Non è possibile usare gli impianti a Monza ma, lavorando con i ragazzi anche sul ripristino delle relazioni dopo il Covid, stiamo andando ad allenarci al lago in Piemonte – afferma Zulberti – inoltre abbiamo ripreso, grazie alla disponibilità e flessibilità delle famiglie, l’attività del nuoto di base e quella agonistica nelle strutture nell’hinterland del nostro territorio”.

“L’obiettivo è anche partecipare ai Giochi nazionali Special Olympics che si disputeranno il prossimo anno a Torino – continua – ma per i nostri atleti lo sport è un mezzo, e non un fine, per creare competenze motorie, cognitive e social”.

Imparare dalle avversità e acquisire la capacità di superarle è una delle formule della felicità che chi ha una disabilità può insegnare all’intera comunità. E allora la ASD Corona Ferrea Nuoto, sulla scia di un’esperienza così traumatica e non ancora superata come il Covid-19, ha avviato un nuovo percorso dedicato alla formazione.

“Abbiamo organizzato un seminario su disabilità e pandemia, ma vogliamo proseguire con un discorso continuativo – annuncia Simona Ravera, psicologa e psicoterapeuta – l’intenzione è di preparare un corso al mese su temi specifici per approcciare in modo diverso le fragilità. C’è già l’interesse di coach, educatori sportivi e insegnanti”.

Le sfide da affrontare, insomma, sono sicuramente ancora molte. Ma il successo delle Paralimpiadi di Londra nel 2012 e di personaggi come Bebe Vio e Alex Zanardi, campioni nello sport e, soprattutto, nella vita, hanno ormai definitivamente rotto il tabù della disabilità come qualcosa di cui non parlare o, addirittura, da marchiare socialmente.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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