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Versamenti Fiscali, APA Confartigianato: "Nessuna sanzione per i ritardi nei pagamenti"

Versamenti Fiscali, APA Confartigianato: “Nessuna sanzione per i ritardi nei pagamenti”

21 Luglio 2020

«La scadenza del 20 luglio per il pagamento del saldo delle imposte dovute per il 2019 e degli acconti per il 2020 non ha potuto essere rispettata dalla maggioranza dei contribuenti. Ed anche il versamento entro il 20 agosto con una maggiorazione rischia di rimanere largamente disatteso». Così il Consiglio Direttivo di APA Confartigianato Imprese Milano Monza e Brianza ha commentato la difficile situazione relativa ai versamenti fiscali. Pagamenti (per lo più saldi 2019 e acconti 2020) più volte fatti slittare a causa dell’emergenza Coronavirus e ora, secondo l’Esecutivo, non più rinviabili.

Gli adempimenti del 20 luglio

Al via alla maratona di adempimenti. Sono solo oggi 51 i versamenti previsti. Si va dall’Irpef (saldo 2019 e acconto 2020), all’Ires (saldo 2019 e acconto 2020), all’Irap (saldo 2019 e acconto 2020) e l’Iva periodica e il saldo 2019 della cedolare secca e il rimo acconto 2020. Al via anche il pagamento del diritto annuale alla Camera di Commercio, all’imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nel secondo trimestre 2020. E poi versamento delle imposte e contributi previdenziali e assistenziali sulla base della dichiarazione dei redditi per titolari di partita Iva e soci di società.

APA Confartigianato: “Nessuna sanzione fino al 30 settembre”

«L‘impossibilità ad adempiere correttamente entro questi termini è determinata sia dalla ben nota crisi di liquidità che colpisce i titolari di attività economiche sia dalla mole di lavoro che si è riversata sulle associazioni di categoria e sugli studi professionali e rende difficile assicurare un’assistenza puntuale e corretta – spiega Confartigianato in una nota ufficiale. – Si sono dovuti gestire infatti decine di provvedimenti e di nuove attività in un contesto lavorativo condizionato dall’emergenza sanitaria che ha spesso limitato l’operatività degli uffici. Ricordiamo che lo scorso anno, in condizioni certamente non così precarie, la scadenza fu fissata al 30 settembre. È quindi incomprensibile il motivo per il quale non si intenda riconoscere la sussistenza di condizioni oggettive che rendono impraticabile il termine stabilito per quest’anno.

«Chiediamo quindi a Governo e Parlamento – conclude l’Associazione – di voler correggere questa evidente incongruenza, stabilendo che i versamenti possano essere eseguiti, almeno fino al 30 di settembre, senza applicazione di sanzioni. Chiediamo inoltre che la decisione venga assunta al più presto, in modo da poter programmare con maggiore serenità i prossimi impegni».

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