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San Gerardo, addio allo striscione della Curva Pieri: "Adesso è un dono per l'ospedale"

San Gerardo, addio allo striscione della Curva Pieri: “Adesso è un dono per l’ospedale”

24 Luglio 2020

Era apparso a inizio marzo, in piena emergenza Covid. Oggi, dopo che i mesi più drammatici sembrano essere alle spalle, lo striscione realizzato dalle curva Davide Pieri del Monza Calcio, lascia l’ingresso principale dell’Ospedale San Gerardo. Poche parole, quelle riportate sullo striscione (“siete i nostri eroi”), che avevano però scaldato il cuore di chi era in trincea contro il virus, uno fra tutti Mario Alparone, direttore dell’Asst Monza. «Ci avete fatto sentire il vostro calore fin dall’inizio, siete una curva speciale – ha commentato Alparone prima della rimozione dello striscione. – Adesso guardiamo a tempi migliori, con speranza e vi faccio una promessa: ci vediamo allo stadio, per festeggiare insieme i successi di questa squadra che continua a emozionarci».

Uno striscione “per i nostri eroi”

L’idea dello striscione era arrivata a fine febbraio, quando le corsie degli ospedali di tutta la Lombardia si iniziavano a riempire dei pazienti colpiti dal COVID-19. Era chiaro fin da subito che infermieri, personale sanitario e medici avrebbero svolto un ruolo di primaria importanza, ma pochi immaginavano quanto sarebbe stata dura. L’idea di uno striscione di solidarietà aveva preso piede grazie a Fausto Marchetti, leader della Curva Pieri, che un po’ a sorpresa ha aperto la strada ai tanti striscioni simili apparsi davanti agli ospedali di tutta italiana. Oggi quello striscione si sposta: è stato infatti staccato dall’ingresso principale del San Gerardo e donato alla struttura.

Una gara di solidarietà 

Col senno di poi, lo striscione era solo il primo passo di un percorso molto più lungo per la curva monzese e non solo. Da lì è infatti partita la solidarietà capitanata dall’Associazione Ristoratori Uniti, che ha portato a quasi 20 mila pasti caldi in 50 giorni preparati e consegnati nelle terapie Intensive di Monza, Vimercate, ai ragazzi della Croce Rossa di Monza e Desio, alla Prefettura, ai vigili, alla polizia, agli uomini e alle donne impegnati nei servizi essenziali del Comune. Nella rete dei soggetti coinvolti c’erano anche loro, lo zoccolo duro dei tifosi del Monza Calcio, che davanti all’emergenza non si sono mai tirati indietro.

«Questo striscione racconta una storia meravigliosa che ha ispirato tante altre persone in tutta Italia – ha commentato il primo cittadino di Monza, Dario Allevi. – Una storia che ora appartiene a tutti i monzesi e ci riempie di orgoglio. E per questo devo dirvi grazie. Adesso ci vediamo allo stadio: il Monza Calcio deve darci ancora tante belle soddisfazioni. E non vediamo l’ora».

Il pomeriggio si è concluso con il classico spirito della curva: un saluto con i canti e gli slogan che hanno accompagnato la stagione calcistica del Monza in serie B.

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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