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Rinnovo contratto panificazione, Flai Cgil MB: “Non siano i lavoratori a pagare i costi del rilancio”

Rinnovo contratto panificazione, Flai Cgil MB: “Non siano i lavoratori a pagare i costi del rilancio”

10 Luglio 2020

Il pane, con tutte le sue possibili varianti, è alla base della cultura alimentare mondiale. I dolci, sempre senza lasciarsi andare agli abusi, sono un piacere che supera il gusto e il palato. Dietro questi cibi ci sono persone che fanno del loro mestiere una passione ed un’arte. Il Covid-19 e il conseguente lockdown forse ce li hanno fatte apprezzare ancor di più nel contesto di una vita di quartiere limitata negli spazi, ma probabilmente più densa di valori umani e sociali.

Anche questo comparto produttivo ora sta vivendo la cosiddetta Fase 3. Gli occhi sono puntati sulle trattative per il rinnovo del contratto nazionale, ormai scaduto da quasi 2 anni. Un traguardo fondamentale in un settore caratterizzato da piccolissime realtà imprenditoriali in cui non sempre è facile far rispettare i diritti sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori panificatori, pasticceri e affini. E spesso sono poco conosciute le opportunità a disposizione dei giovani in cerca di lavoro, così come le garanzie offerte dalla bilateralità.

“In una situazione di crisi pandemica abbiamo chiamato eroi anche gli operai panificatori, pasticceri e affini perché hanno continuato a lavorare per tutti noi” afferma, in quest’intervista ad MBNews, Federica Cattaneo (nella foto in alto), dal 15 gennaio 2020 e per i prossimi 4 anni, segretaria generale della Flai (Federazione Lavoratori Agroindustria) Cgil di Monza e Brianza.

“Ora, però, con la ripresa delle normali attività – continua – la Fippa in merito al rinnovo del contratto propone la sospensione delle maggiorazioni per il lavoro notturno e supplementare e la riduzione del 20% dello stipendio. Non si può pensare al rilancio dell’economia e farlo pagare ai lavoratori”.

I panificatori sono una delle categorie professionali che non hanno mai smesso di lavorare durante questi mesi di pandemia da Covid-19. Ora si è cominciato a discutere per il rinnovo del contratto nazionale. Qual è la situazione nel nostro territorio?

Questo settore artigiano è molto parcellizzato nelle sue dimensioni. Basti pensare che i dati relativi al 2017 ci dicono che a Monza e in Brianza ci sono solo 24 imprese con più di un dipendente contrattualizzato. Per il resto c’è molto lavoro grigio, cioè con ore pagate solo parzialmente in busta paga o sotto inquadrato, e anche lavoro nero.

Tutto questo, nonostante ci siano norme nazionali da rispettare, ha influenza sulla attuale discussione per il rinnovo del contratto nazionale, sui salari e sul protocollo per la salute e sicurezza dei lavoratori della panificazione che la Federazione Italiana panificatori, pasticceri e affini si è rifiutata di affrontare.

Flai Cgil, con un comunicato ufficiale, ha risposto duramente alle proposte della Fippa di sospendere le maggiorazioni per il lavoro notturno e supplementare e di ridurre del 20% lo stipendio in piena pandemia. Da segretaria di categoria a Monza e in Brianza qual è la sua posizione?

Le proposte della Fippa, che è arrivata a parlare di “commesse annoiate e lavoratori approssimativi”, non mi hanno stupita. Sembrano seguire un trend che dimentica l’importanza di lavoratori definiti eroi soltanto nel periodo del lockdown, quando sono rimasti aperti e hanno garantito che continuasse ad arrivare il pane sulle nostre tavole.

Non si può pensare al rilancio dell’economia facendolo pagare ai lavoratori, anche perché il settore dei panificatori, pasticceri e affini è già normato con una grande flessibilità sugli orari di lavoro, sulla loro distribuzione durante la settimana, sul lavoro notturno e festivo.

Il Covid-19 sta già avendo effetti molto negativi sull’economia, compreso il comparto agroindustriale. Qualcosa si comincia a vedere anche a Monza e in Brianza, come dimostra il caso Star di Agrate (vedi qui). Quali sono stati e saranno nei prossimi mesi le conseguenze per i panificatori?

Fino ad ora le richieste di casse integrazione per questo settore produttivo non sono state molte rispetto ad altri comparti agroalimentari. Questo è il frutto anche del fatto che le attività non hanno mai chiuso. Penso che nel prossimo futuro dovremo, anche dal versante sindacale, stare attenti ad analizzare come potranno cambiare le necessità e le abitudini del consumatore. Giusto per fare un esempio, sempre legato al mondo dell’agro industria, stiamo vedendo che la pandemia ha generato un calo di produzione del latte fresco e un aumento di quello a lunga conservazione.

La disoccupazione, soprattutto giovanile, si farà probabilmente sentire in maniera pesante. Quali opportunità offre il comparto dei panificatori, pasticceri e affini?

Negli ultimi due anni sono stati avviati numerosi percorsi formativi. E’ stato fatto un grande lavoro sull’apprendistato anche a Monza e in Brianza. Cito, ad esempio, il Centro di formazione professionale “Sandro Pertini” di Seregno. Si tratta di occasioni di lavoro importanti per i giovani, che diventano lavoratori regolarmente contrattualizzati.

Secondo le stime più recenti in Italia si prevede un calo del Pil dell’11,2% nel 2020. Ci sono strumenti specifici di tutela per i panificatori?

La bilateralità è sicuramente un’opportunità importante e, purtroppo, non sempre adeguatamente conosciuta. Nel nostro territorio i lavoratori di questo comparto hanno a disposizione, l’Ente bilaterale nazionale della panificazione ed attività affini (Ebipan) e l’Ente bilaterale della Regione Lombardia (Ebipal) che, nell’ambito della contrattazione collettiva, offrono una serie di prestazioni agli iscritti. Dal sostegno al reddito alle spese sanitarie, dai congedi parentali ai libri scolastici, fino all’indennità di riconoscimento per l’anzianità professionale.

Su questo e sugli altri temi legati a questa categoria artigiana, restiamo a disposizione dei lavoratori e delle lavoratrici che possono contattarci anche via mail ([email protected]). Come Flai Cgil Monza e Brianza, inoltre, ci stiamo organizzando per essere pronti, a partire dal prossimo autunno, a fornire un presidio informativo e di supporto più strutturato e non soltanto su appuntamento.

Per ulteriori informazioni, visita il sito della Flai Cgil di Monza e Brianza (https://www.cgilbrianza.it/flai-2/)

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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