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Lambro in secca, ENPA lancia l'allarme: drammatiche conseguenze per la fauna

Lambro in secca, ENPA lancia l’allarme: drammatiche conseguenze per la fauna

29 Luglio 2020

Sono ormai diversi anni che, puntualmente, il Lambro, il fiume che attraversa il capoluogo brianzolo, è il grande assente della stagione estiva. Completamente in secca.

L’acqua è presente nel ramo secondario, noto come Lambretto, ma il tratto principale del fiume che attraversa il centro storico, passando dal Ponte dei Leoni fino alla torretta Viscontea dove si ricongiunge con il Lambretto, è solo una grande spianata arida.

“Questa situazione genera un vero dramma che va a colpire tutta la fauna selvatica: i pesci, costretti a vivere nelle poche pozze ancora piene d’acqua, ma con grossi problemi di ossigenazione che li porteranno alla morte dopo una lunga agonia e i tanti uccelli selvatici che vivono su quelle che una volta erano le rive del fiume” spiega l’Enpa di Monza e Brianza.

All’associazione arrivano numerosissime segnalazioni di cittadini indignati per la sorte riservata ai piccoli di germano reale che sono costretti a camminare sull’asfalto rovente e senza possibilità di reperire cibo. Senza l’acqua gli anatroccoli si lasciano morire e diventano facili prede di rapaci, cornacchie e ratti, con le loro mamme che assistono a queste scene del tutto impotenti. Questo perché gli adulti volano e hanno la possibilità di spostarsi in zone più ricche di acqua e cibo, ma i piccoli non sono in grado di volare prima delle 7/8 settimane di vita.

Situazione denunciata tutti gli anni

“È una situazione che purtroppo viene ogni anno denunciata senza che le autorità competenti abbiano fatto nulla di concreto per risolvere il problema. Solo i volontari delle associazioni e i privati cittadini che hanno a cuore le sorti di questi animali, portando acqua e cibo, cercano di alleviare le loro sofferenze. Ma è un problema che dovrebbe, e potrebbe, essere risolto dalle istituzioni molto facilmente. E per questo ENPA chiede che lungo il corso del Lambro venga lasciato almeno un rigagnolo d’acqua, per non condannare a morte i tanti animali che in quel fiume vivono.  Non siamo esperti di gestione delle acque, ma forse con un po’ di buon senso si potrebbe fare in modo che la ripartizione delle acque tra Lambro e Lambretto sia fatta in maniera più equilibrata, evitando questi lunghissimi periodi di secca di quel tratto proprio nel periodo riproduttivo dei germani reali”.

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Fonte Esterna
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