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BrianzAcque, esami superati a pieni voti con cittadini e Comuni. Anche durante il Covid

BrianzAcque, esami superati a pieni voti con cittadini e Comuni. Anche durante il Covid

27 Luglio 2020

Sul consenso, percentuali alla mano, non ci sono dubbi. Il lavoro svolto da BrianzAcque, la società partecipata pubblica, nata nel 2003, che opera nella gestione dei servizi idrici integrati di acquedotto, fognatura e depurazione nella provincia di Monza e Brianza, ha un apprezzamento molto alto da parte dei cittadini e dei 56 Comuni soci, cioè tutti quelli del nostro territorio più Cabiate, in provincia di Como.

Si va, infatti, dal 92,3% degli utenti che sono soddisfatti della qualità dell’acqua pubblica erogata da BrianzAcque al 94,9% dei Comuni soci che valuta superiore alle aspettative il servizio idrico fornito dalla partecipata pubblica. Numeri da maggioranza bulgara, come si diceva un tempo. Senza, però, questa volta, l’accezione politica negativa che di solito si attribuisce a questa espressione.

Anche perché si tratta di dati emersi da una dettagliata indagineCustomer Satisfaction 2020, frutto di 1.720 interviste, che sono state realizzate dal 20 aprile al 16 maggio 2020, un campione rappresentativo di una popolazione di 879.207 residenti. A condurre lo studio, commissionato da BrianzAcque, è stata Strategica. Che ha diviso la sua indagine in due parti: una diretta ai cittadini, l’altra al personale degli uffici tecnici dei Comuni serviti.

I CITTADINI

 Che l’acqua sia un bene sempre più essenziale e prezioso, anche nell’ottica delle conseguenze dei cambiamenti climatici, è un concetto entrato ormai nella testa di molte persone. Ma che, a Monza e in Brianza, nove utenti su dieci dichiarino il proprio convincimento positivo sulla qualità dell’acqua pubblica non è cosa scontata. Soprattutto se questo dato si unisce al fatto che il 53,2% del campione dell’indagine voluta da BrianzAcque la beve direttamente dal rubinetto di casa.

Una percentuale, quest’ultima, in crescita rispetto al 48,1% del 2019, anche grazie all’aumento del consumo di acqua del rubinetto pari all’8,5% durante il periodo di “isolamento in casa” a causa del Covid-19.

“Lavoriamo molto per aumentare la consapevolezza delle persone sulla qualità della nostra acqua pubblica e sui suoi aspetti organolettici – afferma Enrico Boerci (nella foto in basso), presidente e amministratore delegato di BrianzAcque – il 53, 2% di chi beve l’acqua del rubinetto di casa è un buon risultato, ma non ci soddisfa e vogliamo ottenere dati più significativi”.

“C’è da dire che sull’uso dell’acqua del rubinetto scontiamo le problematiche dell’ultimo miglio, perché noi possiamo controllare e gestire la rete fino alla centralina più vicina a case e condomini – continua – inoltre la nostra acqua pubblica è ricca di calcio e, quindi, non molto adatta a chi ha calcoli renali, ma anche di sali, elemento fondamentale per lo sviluppo fisico”.

La possibilità di migliorare il 53,2% di chi beve acqua del rubinetto appare chiara anche in riferimento al corrispondente valore del 73,7% di popolazione nazionale. Che, però, secondo i dati di Aqua Italia, Associazione Costruttori Trattamenti Acque Primarie, riunisce chi beve acqua del rubinetto trattata e non trattata.

“E’ un dato, quindi, che comprende gli utenti dei chioschi di acqua alla spina – sostiene Marco Marturano, Responsabile Comunicazione di BrianzAcque – in questo senso le cosiddette “casette” dell’acque sono usate dal 35% degli utenti a Monza e in Brianza, +11,2% rispetto al 23,8 % del 2019, una percentuale che, unita al 53,2%, porta il nostro territorio a valori molto vicini a quelli nazionali”.

LE CASE DELL’ACQUA

Il successo dell’acqua di rete a km 0, che viene affinata con ulteriori sistemi per ottenere migliori caratteristiche organolettiche e addizionata con anidride carbonica nel caso della versione frizzante, ha ormai preso piede anche a Monza e in Brianza (servizio gratuito durante il Covid). Con un apprezzamento, secondo l’indagine di Strategica, che arriva al 99,7%.

Ed ecco perché, accanto all’installazione di erogatori di acqua gratuita per cittadini e dipendenti all’interno di strutture pubbliche come scuole, biblioteche e uffici, il presidente di BrianzAcque, Boerci, annuncia che le 68 postazioni self-service dell’acqua attualmente presenti sul territorio potrebbero superare il numero di 100 nel 2021. Del resto la richiesta dei Comuni è in continuo aumento.

I COMUNI

L’indagine Customer Satisfaction 2020 non si è fermata, come detto, al versante cittadini. Ma ha sviscerato anche quello del servizio tecnico ai Comuni soci. Un fronte mai analizzato in maniera così puntuale da BrianzAcque.

“Le percentuali registrano una performance aziendale altamente positiva oltre le aspettative degli Uffici Tecnici dei Comuni – spiega Marturano – in particolare la qualità tecnica delle risposta aziendale registra il top nel caso delle richiesta d’informazione e documentazione, dove si supera le aspettative in una percentuale del 95,7 % dei rispondenti. Segue a ruota la sospensione idrica programmata tanto nella qualità con il 94,9 % quanto nella tempestività della risposta”.

LA SCUOLA

Sensibilizzare le nuove generazioni all’uso consapevole dell’acqua come risorsa fondamentale per ogni forma di vita e la salvaguardia del Pianeta è da tempo uno degli obiettivi di BrianzAcque. Con una serie di iniziative, progetti e corsi formativi che hanno riscontrato anche l’apprezzamento degli intervistati dell’indagine Customer Satisfaction 2020.

“Ai bambini delle quarte elementari cerchiamo di spiegare come funziona il ciclo dell’acqua, in modo che possano rendere più consapevoli anche le loro famiglie – afferma Boerci – abbiamo coinvolto le scuole, le biblioteche e i Comuni con progetti come la consegna di oltre 10mila borracce alle scuole primarie e secondarie di Monza”.

“Il Covid ha bloccato un po’ tutto, ma ora stiamo riprendendo i contatti con tutti gli altri soggetti interessati su questo fronte e vorremmo preparare qualche iniziativa in tempo per la ripresa delle lezioni a settembre – continua – di fronte ci troviamo anche una montagna difficile da scalare, è quella della pubblicità dell’acqua in bottiglia, che in ogni caso non dobbiamo vedere come un nostro competitor”.

Mentre si programma il prossimo futuro, l’indagine commissionata da BrianzAcque ha rilevato quanto i cittadini abbiano ritenuto importanti le azioni messe in campo dalla società partecipata pubblica, che  ha sede legale in viale Enrico Fermi a Monza, nella lotta al Covid.

Non solo la dilazione di due mesi sulla scadenza del pagamento della bolletta dell’acqua, apprezzata dall’87% del campione. Ma soprattutto il finanziamento, attraverso RetiPiù, di un milione di euro ai Comuni serviti per finanziare assistenza agli anziani e ai soggetti più fragili. Che è ritenuta l’azione più importante dal 41% degli intervistati.

IL FUTURO

I prossimi mesi, a partire da settembre, probabilmente ci daranno un quadro più definito di quanto e come il Covid-19 ha inciso sul sistema socio-economico anche a Monza e in Brianza. Nell’incertezza attuale, quindi, avere delle linee guida da cui partire è fondamentale sia sul versante ideologico sia su quello operativo.

“Bisogna insistere sul concetto che la nostra acqua del rubinetto è di qualità e sana – afferma Roberto Borin, Vice Presidente dell’Ato Monza e Brianza – dobbiamo aumentare il numero delle casette dell’acqua e degli erogatori negli uffici pubblici. Sono scelte verso un servizio di qualità, non perché abbiano un impatto economico significativo sul bilancio di un’azienda come BrianzAcque”.

“Al recente convegno in Provincia per la firma del Patto BRIANZAReSTART ho lanciato due proposte che ritengo utili per migliorare la qualità del nostro servizio – spiega Boerci – un maggior coordinamento tra i gestori che sulle strade si occupano dei sotto-servizi, in modo da evitare di sovrapporsi nei lavori e procurare disagi ai cittadini e creare una task force, con personale distaccato di diversi enti ed aziende, per intercettare finanziamenti regionali, nazionali ed europei in grado di fare investimenti e, allo stesso tempo, mantenere tariffe molto basse”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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