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Bosco delle Querce: morìa di pesci, colpa degli incivili. Il Comune dice addio alle carpe

Bosco delle Querce: morìa di pesci, colpa degli incivili. Il Comune dice addio alle carpe

29 Luglio 2020

Come spesso accade, anche questa volta è stata la piazza social di facebook a mettere in luce un fatto spiacevole che, nei giorni scorsi, ha catturato l’attenzione – e lo sdegno – di diversi fruitori del Bosco delle Querce a Seveso che hanno documentato l’insolita morìa di pesci all’interno del laghetto. C’è chi subito ha puntato il dito contro un’Amministrazione poco attenta e chi invece ha dato la colpa alle temperature troppo elevate.

La vera motivazione: troppi abbandoni e cibo non gradito

A seguito della denuncia fatta, il Comune si è subito impegnato per allertare l’Ersaf, l’ente regionale che si occupa della manutenzione del parco, che  ha spiegato le concause che hanno portato a questa morìa.

“Nella sua concezione iniziale, il laghetto era stato pensato per le specie erpetofaunistiche, cioè per la riproduzione e il mantenimento della colonia di anfibi presente sul territorio del Bosco delle Querce e non come allevamento di pesci – spiegano gli esperti – Nella sua concezione iniziale, il laghetto era stato pensato per le specie erpetofaunistiche, cioè per la riproduzione e il mantenimento della colonia di anfibi presente sul territorio del Bosco delle Querce e non come allevamento di pesci”.

Ma questa non è la sola spiegazione. A causare la morte dei pesci all’interno del laghetto ci sarebbero anche gli abbandoni abusivi di animali acquatici domestici e la cattiva abitudine dei fruitori del parco di gettare nelle acque del laghetto cibo non adatto ai pesci.

“Ogni anno con l’arrivo dell’estate, e quindi delle vacanze, qualche cittadino decide di sbarazzarsi dei pesci e delle tartarughe tenuti in casa gettandoli nel laghetto del parco, incrementando così la fauna nello specchio d’acqua- continuano – Inoltre, i fruitori del parco portano pane e cereali vari da buttare nel laghetto come cibo: questo comportamento, oltre a far morire i pesci in quanto i lieviti contenuti nei farinacei sono per loro nocivi, incrementa l’intasamento del filtro a causa della “mollica” che finisce nello stesso”.

Il laghetto dice addio alle carpe: si ritorna alle origini

Le cattive abitudini di alcuni cittadini, quindi, hanno procurato del lavoro extra agli alla manutenzione del laghetto che sono stati costretti a lavare il filtro tutti i giorni anziché una volta alla settimana: “Si fa presente che per lavare il filtro ci vogliono ben 1500 litri di acqua potabile in condizioni normali e 3000 litri nelle condizioni attuali”, sottolinea l’ente regionale.

A fronte di tutte queste motivazioni, e del grande impegno che ci sta dietro, il Comune ha quindi deciso che di ripristinare l’originaria destinazione della zona umida, riservata alle specie erpetofaunistiche, estraendo tutti i pesci dal laghetto e trasferendoli in habitat più idonei alla loro vita e alla loro riproduzione.

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Melissa Ceccon
Laureata in Lingue e Letterature Straniere alla Cattolica di Milano. Mamma e moglie. Scrivo sempre e da sempre: nel 2008, il mio primo articolo di cronaca locale. Da allora, non ho più smesso. Sul web racconto anche di libri e di mamme. Nella mia borsa non mancano mai: un romanzo, una penna, un blocco per gli appunti e lo smartphone per catturare immagini e video delle notizie più interessanti.


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