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Siria, Inner Wheel Monza al fianco della “Insieme si può fare school”

Siria, Inner Wheel Monza al fianco della “Insieme si può fare school”

18 Giugno 2020

Siamo nati da un sogno, vorremmo, insieme a tante persone ed associazioni amiche, realizzarne qualcuno”. Nelle parole di Lorenzo Locati, fondatore e motore della “Insieme si può fare”, l’organizzazione nata sette anni fa a Monza per una prima missione di beneficenza denominata “Pasqua in Siria”, c’è tutta la forza del bene. Che, quando trova il terreno giusto, assomiglia ad un fiume capace di aumentare la sua portata grazie all’acqua dei suoi affluenti.

E’ proprio quello che sta succedendo alla “Insieme si può fare school” (leggi l’articolo), la prima interamente costruita dalla Onlus monzese ed inaugurata quasi due anni fa nel campo sfollati di Bab al-Hawa, al confine tra Siria e Turchia.

LA DONAZIONE

L’Inner Wheel Monza, infatti, ha deciso di sostenere il progetto che permette a 250 bambini delle elementari di costruirsi un futuro migliore attraverso lo studio. In particolare la sede cittadina della più grande organizzazione femminile di service al mondo, che ha quasi 4mila Club e circa 108mila socie in 104 Paesi ed è presente a Monza dal 1986, pagherà lo stipendio di due maestri della “Insieme si può fare school” per un intero anno scolastico.

Siamo da sempre molto vicini a tutte le persone più deboli e crediamo fermamente che l’istruzione e l’integrazione siano la base della pace – afferma la presidente in carica dell’Inner Wheel Monza, Mara Scotti Comi (nella foto in basso), appena riconfermata dalle 53 socie alla guida del Club per un altro anno – quando Lorenzo ci ha presentato il progetto, abbiamo deciso subito di sostenerlo con convinzione”.

Il legame dell’associazione, nata quasi 100 anni fa sulla scia degli ideali di amicizia e solidarietà del Rotary International, con la “Insieme si può fare school” ha un effetto anche concretamente visibile. “Nell’aula intitolata alla città di Monza, sopra la lavagna e sulla parete in fondo, è stato affisso il logo dell’Inner Wheel, che accompagnerà i bimbi durante le loro ore di lezione – annuncia Locati, ex professore di Educazione fisica al Liceo artistico Nanni Valentini – siamo molto contenti di questo attestato di fiducia nei nostri confronti”.

Per l’Inner Wheel Monza, che da oltre 30 anni è impegnata con iniziative benefiche in campo sociale, umanitario e culturale prima di tutto a livello locale, lanciare lo sguardo in ambito internazionale non è una novità. “Nel 2011 abbiamo contribuito all’attività di un ospedale in Bangladesh per un progetto portato avanti da alcune suore missionarie del PIME – spiega la presidente – quest’anno, comunque, il nostro service principale è dedicato alla ASD Brianza Silvia Tremolada, che si occupa di sport e disabilità”.

LE PROSPETTIVE

Nel campo sfollati di Bab al-Hawa, al confine tra Siria e Turchia, un’area dove da quasi 10 anni è in corso una sanguinosa e lacerante guerra civile, l’attività della “Insieme si può fare school” è ripresa a pieno regime da inizio giugno.

“Dopo un periodo di chiusura di due mesi dovuto all’emergenza Covid-19, la didattica è ripresa normalmente e, con essa, il lavoro di 13 persone tra insegnanti, direttore e il custode – racconta il fondatore della Onlus monzese – l’embargo e l’isolamento totale a cui è sottoposta la Siria ha, nel caso del Coronavirus, giocato a favore della popolazione del campo sfollati, dove non si sono registrati casi di contagio”.

Le vie della solidarietà, come quelle del Signore citate in un famoso proverbio, sono infinite. E chissà che il sostegno dell’Inner Wheel Monza alla “Insieme si può fare school” possa proseguire e, magari, avere ulteriori sviluppi.

Non sono io a poter prendere questa decisione, ma, per statuto, sarà l’Assemblea delle nostre socie a fare una valutazione – spiega la presidente Scotti Comi – certamente confesso che a me piacerebbe molto andare di persona in Siria e portare una testimonianza anche fisica della nostra vicinanza”.

Intanto l’organizzazione femminile di service, che per l’anno sociale 2019/20 ha come tema guida “Together we can” e a Monza da 31 anni ha nella Fiera gastronomica il suo principale evento di raccolta fondi (vedi l’approfondimento), ha fornito il proprio aiuto operativo a diverse iniziative anche in questo periodo caratterizzato dal Covid-19.

Siamo stati al fianco della Croce Rossa per l’acquisto di presidi medico-sanitario e abbiamo sostenuto, insieme a Brianza per il Cuore, le attività dell’Ospedale San Gerardo – continua la presidente – siamo anche andati avanti, nonostante le restrizioni per motivi sanitari, con il progetto Bullismo e Cyberbullismo e, lo scorso 5 giugno, c’è stato un evento in diretta streaming dalla scuola media “Matteo Ricci” di Lazzate”. 

Insomma a volte bastano buona volontà e gesti semplici, ma concreti, per ridurre, almeno in parte, la distanza spesso all’apparenza incolmabile tra i sogni e la realtà.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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