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Scontro Lega-RFI per l'affitto del bar della stazione di Monza durante il lockdown

Scontro Lega-RFI per l’affitto del bar della stazione di Monza durante il lockdown

19 Giugno 2020

Affitti spropositati e nemmeno un occhio di riguardo alle attività commerciali piegate dall’emergenza COVID. E’ questo il quadro che emerge dalle interrogazioni fatte dalla Lega relativamente al tema degli affitti all’interno delle stazioni ferroviarie lombarde. «Rfi chiede affitti spropositati ai bar presenti nelle stazioni – sostiene il consigliere regionale brianzolo Alessandro Corbetta sulla sua pagina Facebook. – Il bar della stazione di Monza, ad esempio, paga un canone mensile di 9 mila euro che non è stato scontato nemmeno per il periodo di lockdown. Chiediamo a RFI di venire incontro alle attività». Il bar per 3 mesi deve a RFI 27mila euro.

Una versione dei fatti, quella presentata dal Carroccio, un po’ diversa da quella invece sostenuta da RFI, che abbiamo contattato per avere un quadro più completo della situazione. «Nella delicata fase che sta vivendo il Paese – replica RFI – Rete Ferroviaria Italiana e il Gruppo FS Italiane si sono impegnati fin da subito per fronteggiare l’emergenza sanitaria garantendo il rispetto di tutte le prescrizioni emesse dalle Autorità Pubbliche competenti. Con l’obiettivo di salvaguardare la presenza degli esercizi commerciali nelle stazioni, RFI ha immediatamente posticipato l’invio delle fatture relative al secondo semestre 2020. Inoltre, quale segno di attenzione, ha applicato una dilazione di sei mesi per il termine di pagamento dei corrispettivi da locazione dei mesi di aprile, maggio e giugno 2020».

Affitti alle attività commerciali in stazione: le richieste della Lega

Con un’interrogazione alla Camera dei deputati e una mozione al Pirellone (quest’ultima datata 15 giugno 2020), la Lega chiede a Rfi di rivedere gli affitti delle attività commerciali, considerato il crollo dei passeggeri a causa del Coronavirus.

«Il caso del bar della Stazione di Monza è emblematico – hanno dichiarato in modo congiunto il vicecapogruppo vicario della Lega alla Camera, Fabrizio Cecchetti, il deputato brianzolo Massimiliano Capitanio e il consigliere regionale lombardo Alessandro Corbetta. – Circa 9000 euro di affitto mensile (IVA compresa) da corrispondere a RFI anche durante il lockdown. Una cifra già sproporzionata in un periodo normale e impossibile da sostenere durante l’emergenza coronavirus, prima per la forzata chiusura dell’attività e ora per la forte riduzione degli utenti del sistema ferroviario. Per questo riteniamo che RFI debba rivedere i canoni di locazione delle attività commerciali all’interno delle stazioni».

«Sollecitiamo un segnale di attenzione concreta – sottolineano – che tenga conto non solo delle conseguenze economiche della chiusura forzata delle attività commerciali, ma anche dei gravi ritardi con cui l’esecutivo sta fornendo le risposte finora solo annunciate a suon di conferenze stampa e dirette Facebook. Non dimentichiamoci che per questo periodo così difficile Rfi non ha riconosciuto a queste attività alcun beneficio fiscale, deroga o sospensione del pagamento dell’affitto nonostante la riduzione drastica del loro fatturato per via del numero ridotto di treni e di passeggeri. Da questo punto di vista si può dire che per Rfi l’emergenza Covid non sia mai esistita. E tutto ciò è inaccettabile».

La replica di RFI: “Al lavoro per agevolare le imprese commerciali”

«Al momento – ci raccontano dall’Ufficio Stampa di RFI – Rete Ferroviaria Italina ha fatturato il II trimestre, concedendo al conduttore la possibilità di pagare dopo sei mesi. Le informazioni sulle misure adottate sono state inviate a tutti i conduttori dei locali commerciali a partire dal 12 giugno 2020. RFI sta monitorando attentamente l’evolversi della situazione e al momento sono allo studio ulteriori soluzioni per agevolare le imprese commerciali, tenendo conto anche delle misure di sostegno che ha attivato il Governo per fronteggiare la situazione di crisi economica e sanitaria».

 

 

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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