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Il racconto della quarantena con gli occhi degli studenti: l'artist call fa tappa in Brianza

Il racconto della quarantena con gli occhi degli studenti: l’artist call fa tappa in Brianza

1 Giugno 2020

Si chiama “Artist Call“, è rivolta agli studenti di ogni ordine e grado della Regione Lombardia. Partecipare è semplice e le regole per esprimere la propria creatività sono poche: bisogna raccontare il lockdown attraverso l’arte. Un periodo, quello che abbiamo appena vissuto e in parte viviamo ancora, in cui siamo stati costretti a rinunciare a tante cose, una fra tutte la possibilità di poterci spostare liberamente.

Sono potenzialmente tantissime le immagini alle quali i ragazzi coinvolti nella call lanciata a livello regionale da La Fondazione per la Scuola della Comunità Ebraica di Milano possono attingere per realizzare la propria opera d’arte su come hanno vissuto questa quarantena. In Brianza, Chiara Pagani, studentessa di terza media presso I.C. Montessori di Sulbiate, ha scelto di partecipare raccontando i suoi giorni in casa partendo proprio da quello che sognava fuori: in altre parole ha dato spazio alla sua voglia di libertà. L’opera che ha presentato al contest, la prima dalla nostra provincia, si intitola “Passeggiata ai tempi del coronavirus” ed è una fuga, almeno con la fantasia, dalle quattro mura domestiche.

Abbiamo contattato Chiara, adesso impegnata nella preparazione dell’esame di terza media, per farci raccontare come è nato il suo lavoro e spiegare il significato dell’opera. La storia è curiosa e parte da un fatto di cronaca che ci ha fatto sorridere: le famose “passeggiate con i cani” che nelle prime settimane della quarantena rappresentavano una delle poche scuse per tornare alla normalità.

Il lockdown di Chiara, raccontato con materiali di recupero

«Tutto è partito da un compito che la professoressa di arte aveva dato sul dadaismo – ci spiega Sara, la mamma di Chiara. – Quando abbiamo saputo di questa call ho subito pensato che Chiara avesse tutte le carte in regole per partecipare e le ho proposto di inviare la sua opera. Lei era titubante sul partecipare, probabilmente per timidezza: e io l’ho iscritta di nascosto. Dopo un’iniziale shock l’ha presa bene e anzi si è emozionata nel vedere gli apprezzamenti che ha ricevuto».

«L’idea – prosegue – è nata nei giorni in cui tutti uscivano con animali al guinzaglio: cani, soprattutto, ma abbiamo visto di tutto, persino tartarughe. Allora Chiara ha pensato che quello era uno dei volti del lockdown: il desiderio di libertà, di stare all’aria aperta, di godersi una sana passeggiata. L’opera è stata interamente realizzata con materiali di recupero che avevamo in casa. Lampadine ormai inutilizzabili, cappucci di medicinali, persino l’incarto dell’uovo di Pasqua. E’ una piccola opera che rappresenta la libertà. Ed è un messaggio importante in questi giorni così difficili».

Artist Call: si può partecipare fino al 15 giugno

All’Artist Call possono partecipare tutti gli studenti delle scuole della Lombardia di ogni ordine e grado, da soli o in gruppo. Il bando con i dettagli per la partecipazione è pubblicato sul sito www.fondazionescuolaebraica.it. Gli elaborati dovranno essere inviati in una buona risoluzione entro il 15 giugno 2020 tramite il form che potete trovare su www.fondazionescuolaebraica.it/artistcall, specificando il nome dell’autore, l’età, la classe, l’Istituto che si frequenta e il titolo dell’opera. Per informazioni e chiarimenti si può scrivere a [email protected]

Non è un concorso, ma in palio c’è comunque un premio che rimarrà per sempre nella memoria; in primo luogo le immagini di tutti gli elaborati entreranno a far parte di una grande gallery sul web e le opere più significative tra quelle pervenute saranno poi raccolte in una mostra a loro dedicata.

L’idea e l’organizzazione dell’Artist Call nascono da un’istituzione milanese molto particolare: la Fondazione per la Scuola della Comunità Ebraica di Milano, nata più di vent’anni fa per supportare le attività e i progetti della Scuola Ebraica di via Sally Mayer, un impegno che le è valso anche l’Ambrogino d’oro del Comune di Milano.

L’opera “Passeggiata ai tempi del coronavirus” di Chiara Pagani.

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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