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Monza, Coronavirus: la protesta delle famiglie: "I nostri figli dimenticati"

Monza, Coronavirus: la protesta delle famiglie: “I nostri figli dimenticati”

15 Giugno 2020

Sono scesi in piazza con nastri colorati, cartelli e slogan semplici ma efficaci: “ci avete dimenticato, ma noi ci siamo”. E’ la protesta dei genitori monzesi, che nella mattinata di sabato 13 giugno, si sono dati appuntamento davanti al palazzo del comune in piazza Trento e Trieste, per esprimere il proprio malcontento a proposito delle politiche messe in campo da governo, regione e comune nei confronti dei più piccoli.

«Tutti i bambini hanno diritto alla loro vita sociale, scolastica e sportiva – spiegano le famiglie – senza limitazioni di fasce d’età. Hanno pagato un prezzo molto caro durante il lockdown: l’isolamento. Chiediamo una risposta concreta e non soluzioni improvvisate, rinnovando la volontà di esercitare la libertà di scelta educativa: un ritorno ad una scuola in presenza, inclusiva e viva».

“Troppa incertezza per il futuro. Serve la volontà di fare rete”

«Siamo scesi in piazza per denunciare una situazione che è stata sotto gli occhi di tutti durante l’emergenza Coronavirus – ci spiega Laura Sabia, una delle organizzatrici della protesta. – I grandi sono tornati alla loro vita, i bambini invece sono stati fino all’ultimo lontani dai loro luoghi educativi, e persino dalle aree gioco, rompendo un rapporto con compagni ed educatori che ha fatto molto male. Io sono un’educatrice dell’asilo nido da 13 anni e ho due figli: lo vedo che stare a casa, anche con tante attività, non è la stessa cosa di vivere momenti formativi a scuola. C’è tanta incertezza sul futuro, attualmente non sappiamo neanche se e come ci sarà un ritorno in classe a settembre».

«I comuni non devono lasciare indietro nessuno – continua Sabia. – Le proposte formative non possono dimenticare la fascia 0-3 anni, che attualmente non è inclusa nei percorsi dei centri estivi. E servono politiche mirate nei confronti della disabilità. Siamo preoccupati per la situazione degli asili nido e delle scuole dell’obbligo e non nascondiamo una certa angoscia per alcune situazioni, anche qui a Monza».

«Oggi – conclude – hanno aderito 45 nuclei familiari al nostro flash mob. Adesso serve valorizzare i rapporti con le realtà già esistenti sul territorio e immaginare risposte ad ampio respiro. Al Comune chiediamo la forza e la volontà per consolidare le relazioni con tutti gli attori presenti su Monza: quindi anche associazioni sportive, scuole paritarie o asili nido privati. Le famiglie meritano risposte concrete».

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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