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"Quando la strada era di tutti": "Monza in Bici" ridisegna Corso Milano

“Quando la strada era di tutti”: “Monza in Bici” ridisegna Corso Milano

22 Giugno 2020

Quando la strada era di tutti“. Intitola così l’associazione cicloambientalista monzese “Monza in Bici” una fotografia che raffigura la Corso Milano del passato. Un passato a cui l’associazione sembra ispirarsi per ripensare la mobilità in città. Sulla propria pagina Facebook gli attivisti green hanno proposto una nuova versione “ciclabilizzata” della trafficatissima strada monzese, facendo alcune proposte concrete relativamente a tratte ciclabili e parcheggi sulla carreggiata.

“Il render rappresenta una delle possibili versioni di ciclabile che Corso Milano potrebbe ospitare – si legge sui social – la soluzione rispetta gli spazi e le misure della strada”.

Soluzioni nuove dopo il lockdown

Il dibattito sulle piste ciclabili nel nostro Paese non è cosa nuova, ma si è incrementato negli ultimi mesi. Complice anche il lockdown dovuto al Coronavirus, che si è rivelato, un po’ a sorpresa, essere un assist importante per le rivendicazioni di numerose associazioni ambientaliste, Legambiente in primis.

«Non c’è momento migliore per osare lo straordinario – aveva scritto ad aprile Legambiente ai Sindaci. – Per superare l’emergenza COVID e per far ripartire le città italiane e lombarde servono risposte e soluzioni eccezionali. Per questo, cari Sindaci, non vi limitate all’ordinario, non restituiteci le vecchie città. Il vostro mestiere richiede visione di futuro, soluzioni inedite, capacità di guidare la comunità verso frontiere nuove».

Nel suo piccolo anche la città di Monza ha dato voce a queste idee. Negli ultimi mesi l’associazione cicloambientalista “Monza in Bici” ha scritto diverse lettere all’amministrazione comunale, chiedendo una maggiore attenzione sul tema della mobilità dolce e proponendo le cosiddette “bike lane”, corsie ciclabili sulla carreggiata che nella vicina Milano sono ormai una realtà più o meno consolidata.

La “nuova” Corso Milano 

Gli scatti pubblicati a confronto sulla pagina Facebook di “Monza in Bici” hanno aperto un dibattito fra gli utenti, che hanno commentato le fotografie sottolineando punti di forza e debolezza della proposta. E per coloro che hanno “protestato”, affermando che è impossibile un paragone tra la società di allora e quella di oggi, l’associazione ha risposto che “il confronto non può essere diretto ma suggestivo. Lo spazio cittadino è uno spazio condiviso di cui tutti hanno diritto. La città non è pensata per le auto ma per le persone. Questo volevamo sottolineare”.

Nel progetto della “nuova” Corso Milano, disegnato da Andrea D’Ambrosio, sono individuate due piste ciclabili sulla carreggiata da ambo i lati e alcuni parcheggi blu, simili a quelli già presenti. “La posizione dei parcheggi – chiariscono i membri di Monza in Bici – è solo indicativa, per specificare che laddove ci sono, verranno mantenuti”.

Di parere diametralmente opposto è l’Aci Club Milano che ha dichiarato: “L’eccessiva ‘mobilità lenta’ non porterà benefici né alla qualità dell’aria, né al commercio al dettaglio”. Lo dice Geronimo La Russa, presidente dell’Automobile Club Milano, intervenendo nel dibattito sulla decisione di istituire anche in alcune zone non centrali della città ‘zone 15’ e ‘zone 30’.

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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