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Mobilità sostenibile, Legambiente: bene Milano e Bergamo, Monza a metà classifica - MBNews
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Mobilità sostenibile, Legambiente: bene Milano e Bergamo, Monza a metà classifica

Legambiente presenta il dossier CittàMEZ 2020: verso la Mobilità a Emissioni Zero. Dati e classifiche delle città lombarde per mobilità, emissioni zero e accessibilità.

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Politiche di mobilità sostenibile: tutti le vogliono (a parole), ma concretizzarle è tutt’altro che scontato. Questo è quello che emerge nel rapporto Città MEZ sulla mobilità a emissioni zero realizzato da Legambiente.

«C’è una lentezza generale delle città lombarde sulle politiche di mobilità sostenibile – spiega l’associazione ambientalista in una nota – Sono solo due le città in questa regione che si distinguono per le politiche di mobilità sostenibile: Milano e Bergamo». 

Il dossier, prodotto prima del lockdown, monitora i cambiamenti in corso nei capoluoghi di provincia italiani, attraverso indicatori che evidenziano le forme di mobilità che non producono inquinamento. Dove si colloca Monza?

Una Monza “a metà”

Una situazione a metà, quella della città di Monza, lontana dal podio delle migliori in Lombardia, ma nemmeno fanalino di coda. Secondo lo studio Legambiente, che analizza a 360 gradi le politiche urbane relativamente a mezzi meno inquinanti, modalità sharing, ZTL, zone 30 e investimenti sui trasporti pubblici, alla nostra città capoluogo sono stati attribuiti 2 punti su 5 (come indicato nella tabella qui). Meglio di noi Milano e Bergamo (5 su 5), Brescia e Mantova (3 punti).

Relativamente agli spostamenti, i monzesi preferiscono l’automobile: un trend comunque diffuso, pur con percentuali diverse, in tutta la Regione Lombardia. Bassa invece la percentuale di coloro che scelgono la bici (solo il 5%) e i mezzi pubblici: sono il 18%, meno di un terzo rispetto al 61% di chi punta sull’auto privata. In linea invece i dati sulle moto (5%) e sugli spostamenti a piedi (12%).

Cartellino rosso invece sulle tratte pedonali e ciclabili: secondo il report le zone pedonali a Monza sono appena lo 0,08 m2/ab, dato peggiore nella classifica lombarda. Le ciclabili sono invece 3,38m/100ab. Un dato, comunque pre lockdown, che tende a supportare le numerose richieste portate avanti in questi ultimi mesi dalle associazioni ciclobambientaliste, una fra tutte “Monza in bici“.

Legambiente: “Più supporto ai territori”

“Con la riapertura autunnale di uffici e scuole dobbiamo evitare l’aumento di congestione e smog, per questo è indispensabile rafforzare spostamenti ciclabili e intermodalità nelle città lombarde – commenta Federico Del Prete, presidente di Legambici – Ossia la migliore combinazione tra Trasporto pubblico locale e le diverse forme di sharing, spostamenti sicuri in bici, monopattini e a piedi. A Regione Lombardia chiediamo di mettere in campo con più determinazione politiche a sostegno dei territori per far si che si vada nella direzione di città a inquinamento e emissioni zero. Serve una nuova strategia se vogliamo evitare di morire di inquinamento, soffocati oltre che dallo smog anche dalle auto ferme e in corsa. Mai come in questo momento serve ridisegnare lo spazio in delle nostre città per aumentare il benessere dei cittadini e  dell’ambiente!”

Alcune città già puntano con decisione all’elettrificazione dei mezzi entro il 2030: il TPL di Milano, ad esempio, sarà tutto elettrico per quell’anno.

Le proposte di Legambiente

«Per restituire ai cittadini la libertà di scelta su quale veicolo utilizzare bisogna agire subito – riporta Legambiente in conclusione. – Meno spazio stradale per le auto (sosta e careggiate) e più corsie preferenziali per mezzi pubblici e percorsi ciclabili aperti anche a mezzi di micromobilità, Zone 30, stazioni e fermate di interscambio tra mezzi pubblici e mobilità condivisa, più bus elettrici e veicoli di servizio elettrici (consegne, raccolta rifiuti, pulizia urbana…). Mezzi pubblici soprattutto ammodernati, puliti, efficienti, adatti all’intermodalità (bici+treno, bus+monopattino, etc.) e stazioni e fermate che diventano centro di interscambio, di noleggio, di servizi di mobilità condivisa. Costruire localmente un nuovo welfare che comprende anche mobilità dei singoli, nelle comunità, con le stesse scuole, le università, le aziende, gli enti pubblici, le comunità (quartieri, condomini) che diventano luoghi dove si organizza la mobilità ambientalmente e socialmente sostenibile. A zero emissioni, appunto».