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Lettera al giornale. "#Andràtuttobene all'ospedale di Vimercate offende la memoria delle vittime di questa Pandemia"

Lettera al giornale. “#Andràtuttobene all’ospedale di Vimercate offende la memoria delle vittime di questa Pandemia”

17 Giugno 2020

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera inviata da un nostro lettore che propone una riflessione sull’esposizione del cartello “Andrà Tutto bene all’entrata dell’ospedale di Vimercate”.

Gentile Direttore,

mi chiamo Emiliano Toppi.

Ieri mi sono recato presso l’ospedale di Vimercate (MB) e sono rimasto molto colpito da una frase che campeggia sull’aiuola posta all’entrata. C’è scritto infatti: “Andrà tutto bene!”

Mi sono chiesto: come si può scrivere una cosa del genere dopo quanto è successo (ed ancora, in parte, sta succedendo in questi mesi)?

Nella sola Italia ci sono stati più di 34400 morti a causa del Covid-19, di cui più di sedicimila in Lombardia. Verrebbe da chiedersi: peggio di così come doveva andare?

Abbiamo assistito ad una completa impreparazione e disorganizzazione del sistema sanitario nazionale ed, ancora di più, di quello regionale. L’ultimo piano pandemico italiano è stato redatto nel 2003 e l’ultima revisione risale al lontano 2016. L’apparato ministeriale non ha aggiornato il piano quando si sono avute le prime avvisaglie della pandemia provenienti dalla Cina già verso la fine del 2019, i medici di famiglia lombardi (ed anche di altre aree) sono stati lasciati soli a combattere letteralmente a mani nude contro il “mostro”, negli ospedali (almeno inizialmente) non c’erano sufficienti dispositivi di protezione individuale, c’è stata una vera e propria strage nelle residenze per anziani (a causa di scelte incredibili), ecc.

Il virus, soprattutto in Lombardia, ha avuto un carattere “nosocomiale”. Sono stati infatti riempiti gli ospedali di pazienti infetti, perché non si è potuto contare su una solida rete di medicina territoriale, smantellata in anni di tagli e disinvestimento sulla prevenzione. Nonostante fosse stato proposto in Consiglio Regionale, non si è provveduto ad organizzare sul territorio degli ospedali Covid e degli ospedali no – Covid, con il risultato pazzesco che parecchi malati di Covid hanno infettato i pazienti che erano stati ricoverati in ospedale per altri motivi (ed anche molti di questi ultimi sono poi deceduti). Le pare accettabile che, in un paese europeo del XXI secolo, dei pazienti vengano ricoverati in ospedale (che dovrebbe essere il luogo più sicuro ed igienico in assoluto) per patologie diverse dal Covid e periscano poi nella struttura stessa, perché contagiati proprio lì dal coronavirus?

Abbiamo persino assistito al cinismo di alcuni medici, i quali hanno lasciato intendere che se un paziente è anziano e soffre anche di altre patologie, è “inevitabile” che muoia (non vale nemmeno la pena monitorare le sue condizioni con dei macchinari particolari). Verrebbe da dire: li buttiamo giù dalla rupe Tarpea? Oppure li gettiamo dal monte Taigeto, come si credeva che facessero a Sparta con i neonati disabili (leggenda poi smentita da vari studi storici)?

Ricordiamo invece cosa c’è scritto nel testo moderno del giuramento di Ippocrate, che ogni medico è tenuto a prestare ed a seguire scrupolosamente: “Giuro […] di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano”.

Quella scritta, “Andrà tutto bene” (posta proprio all’ingresso dell’ospedale di Vimercate), offende la memoria delle tante vittime di questa pandemia, suona come un insulto ai parenti dei defunti ed ha un sapore grottesco anche verso i tanti medici, infermieri, farmacisti ed operatori sanitari di ogni genere che in questi mesi hanno pagato con la vita la dedizione alla loro professione.

Emiliano Vincenzo Toppi

Masate (MI)

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