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Enpa Monza, un lockdown vicino agli animali in difficoltà. Riva: "Pronti a ripartire"

Enpa Monza, un lockdown vicino agli animali in difficoltà. Riva: “Pronti a ripartire”

10 Giugno 2020

E’ una realtà felice quella dell’ENPA Monza e Brianza. Un mondo in cui i tanti volontari appassionati di animali si danno il cambio, anzi quasi “sgomitano” per stare vicini ai loro amici a quattro zampe.

«Cani, gatti? Non solo: qui c’è un po’ di tutto – ci spiega Giorgio Riva, Presidente ENPA MB – E’ così da sempre, ma durante il lockdown gli animali che sono passati da queste parti sono stati tantissimi e diversissimi tra loro. In questa quarantena abbiamo avuto ricci, cornacchie, falchi, addirittura pecore che si perdevano e venivano segnalate qui. Nei mesi più duri del Coronavirus non ci siamo mai fermati: il nostro obiettivo è stare accanto agli animali, soprattutto quelli meno fortunati. E lo abbiamo abbiamo fatto anche per quelle famiglie che erano in difficoltà. La nostra forza sta nel rispetto, nella solidarietà e nel gioco di squadra. Per me è la ricetta vincente».

Riva: “Un aiuto agli animali delle famiglie più fragili”

E’ andata avanti nella sua (quasi) normale amministrazione, la sezione brianzola dell’ENPA, acronimo che sta per Ente Nazionale Protezione Animali, anche durante questi mesi di stop dovuti all’emergenza sanitaria COVID-19. Pur garantendo le distanze e sanificando gli spazi per il bene degli utenti e degli animali, l’associazione ha dovuto però ridurre il numero dei volontari del canile in via San Damiano a Monza, oltre a limitare visite e accessi al pubblico. Un periodo inedito, che tra tante difficoltà ha avuto, in casa ENPA, anche qualche lato positivo. Ce lo ha raccontato Giorgio Riva, che abbiamo intervistato per sapere come sono andati questi cento giorni di lockdown e scoprire cosa bolle in pentola per i mesi che verranno.

«Non abbiamo mai avuto un numero così basso di cani in struttura – ci spiega – e penso sia un dato positivo. Per due ragioni: in primo luogo perchè è la dimostrazione che cani più “controllati” sono meno soggetti alle fughe e quindi all’accalappiamento. Ma soprattutto perché non si è verificato quel temuto “abbandono” che avrebbe potuto manifestarsi, soprattutto dopo alcune fake news sul rapporto animali/coronavirus».

«Quello che abbiamo fatto noi – ci spiega Riva – è stato provare a dare una mano alle famiglie. Nei casi in cui potevamo ci siamo anche offerti di curare gli animali di persone sole che avevano contratto il COVID. In un momento drammatico ci è sembrato importante essere presenti e siamo felici che diverse famiglie si siano fidate di noi e ci abbiano lasciato, momentaneamente, i loro cuccioli. Inoltre, grazie alla generosità di un cittadino monzese, il Comune ci ha potuto donare 1125 kg di cibo per cani, che abbiamo destinato alle famiglie più bisognose. Un gesto piccolo, ma di estrema concretezza in un periodo durissimo per la nostra provincia».

ENPA MB pronto ad ospitare anche i cani del centro-sud

«Siamo pronti a ripartire a pieno regime – prosegue. – Le adozioni vanno avanti in modo positivo  e il numero basso di cani nel canile ci permette di aprire le porte ad alcuni animali meno fortunati che vengono dalle regioni del centro-sud. Il problema per alcuni di loro è la taglia: la richiesta delle adozioni, per ragioni di spazio, è maggiore per gli animali di piccole/medie dimensioni, ma noi li accogliamo tutti. Il nostro è un luogo curato, un piccolo “hotel a 5 stelle”».

«Per quest’anno – conclude il Presidente Riva – abbiamo dovuto dire addio ad alcuni eventi che avevamo in cantiere. Uno fra tutti la nostra camminata per i diritti degli animali che facevamo nel parco di Monza e coinvolgeva ogni anno circa 500 persone. Nel 2020 abbiamo fatto una marcia virtuale, che è andata bene, ma non è la stessa cosa. Ora speriamo di ritornare al più presto alla normalità. Succederà e sarà ancora più bello di prima, ne sono sicuro».

 

In apertura: una foto di gruppo pre-Covid. Archivio MBNews. 

 

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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