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Monza, Giovannini d’Oro agli eroi che hanno combattuto il Covid. Corona Ferrea al San Gerardo

Monza, Giovannini d’Oro agli eroi che hanno combattuto il Covid. Corona Ferrea al San Gerardo

24 Giugno 2020

I nostri occhi non possono che guardare avanti. Ma il cuore e la mente continueranno a lungo ad essere rivolti all’indietro, ad un passato fatto di dolore, morte e sofferenza. Perché se l’uomo è naturalmente capace di abituarsi a tutto, le cicatrici che il Covid-19 ci ha procurato resteranno un marchio indelebile nel corpo e nell’anima.

A Monza c’è un’aria di sospensione tra il presente, che prova a guardare con fiducia ad un futuro pieno di incertezze e il recente passato, carico di tristezza, nella cerimonia di consegna dei “Giovannini d’Oro” e Corona Ferrea 2020, le massime onorificenze cittadine, nel giorno della Festa del Santo Patrono, San Giovanni Battista (leggi qui).

In piazza Roma, location scelta quest’anno al posto dei tradizionali portici dell’Arengario per rispettare il distanziamento anti-Covid, sotto un sole cocente, non ci sono strette di mani né abbracci. Tutti a nascondere i sorrisi, appena accennati negli occhi velati da un senso di malinconia, dietro le ormai immancabili mascherine.

LA CERIMONIA

La consegna dei quattro Giovannini d’oro (uno alla memoria del Dottor Oscar Ros, morto a causa del Covid e gli altri tre all’imprenditore, Aldo Fumagalli, alla crocerossina, Mariella Cociani e a Virginio Brivio, uomo da sempre impegnato nel volontariato) e della Corona Ferrea  all’ASST Monza – Ospedale San Gerardo (vedi l’articolo),  è la prima occasione pubblica cittadina dopo la fine del lockdown.

Ma inevitabilmente tutto il cerimoniale, dopo l’ascolto dell’Inno nazionale, ruota e vive attorno a quanto accaduto negli ultimi mesi. E, così, scorre il video della settimana di fine marzo in cui un drone ha ripreso dall’alto una Monza deserta e costretta in casa dalla paura del contagio. Nelle parole del sindaco, Dario Allevi, vibra il ringraziamento ai medici, agli infermieri e agli operatori sanitari, 3mila soltanto all’Ospedale San Gerardo, che definisce “né angeli né eroi, ma esempi positivi”.

Il primo cittadino di Monza sottolinea il ruolo svolto dalle autorità civili, militari e religiose, presenti in piazza Roma con i loro massimi esponenti cittadini. Ricorda le persone che si sono messe a disposizione degli altri in questo difficile periodo, “l’esercito del bene” lo chiama. Il pensiero, poi, va ai 198 deceduti a Monza a causa del Covid-19, celebrati con un minuto di raccoglimento. “Ci sarà una solenne Messa in Duomo in loro onore appena sarà possibile farlo nel modo più opportuno” afferma Allevi.

I PREMIATI

Oscar Ros- Giovannino d’oro alla memoria

Anche se il caldo ormai estivo si fa sentire, è difficile non provare un brivido quando sul palco salgono la moglie e i tre figli di Oscar Ros, medico monzese, morto il 20 aprile, colpito dal Covid-19, all’Ospedale di Vimercate, dove da 30 anni svolgeva la sua professione.

Mentre Elena Banfi, compagna di una vita del medico scomparso, legge un toccante e allo stesso tempo sobrio ricordo del marito, il Direttore Generale dell’Ospedale di Vimercate, Nunzio Del Sorbo, ne sottolinea “l’impegno, 7 giorni su 7 e fino ad ora tarda, nell’Unità di crisi – afferma – ora l’auditorium del nosocomio in cui lavorava è dedicato a lui”.

Aldo Fumagalli

E’ andato personalmente a cercare, anche in altre Regioni, mascherine e ventilatori polmonari da donare all’Ospedale San Gerardo. Che ha contribuito ad aiutare nei momenti più difficili, quando si è raggiunto il picco di 600 ricoverati Covid e 90 malati in terapia intensiva.

L’imprenditore del marchio Candy si è distinto anche per il progetto Tutti in rete, con cui sono stati donati oltre 300 tablet agli studenti delle scuole elementari, medie e superiori per la didattica a distanza e il progetto Mille respiri per Monza. E, per ultimo solo in ordine di tempo, è tra coloro che finanzia il progetto “Monza Consapevole”, l’iniziativa che permetterà di attuare contestulamente test sierologici e tamponi gratuiti contro il Coronavirus per migliaia di lavoratori delle attività commerciali, volontari della Protezione civile, cassiere dei supermercati ed educatrici degli asili nido (qui l’approfondimento).

“Questo premio è per tutta la mia famiglia, che ha avuto lo spirito di impegnarsi in prima persona contro il Covid” afferma con al fianco il fratello, Beppe. “Abbiamo pensato di dare una mano come tanti altri, perché se Monza, in questa vicenda, ad un certo punto è stata Gotham City, il sindaco si è comportato da Batman” aggiunge con un filo di ironia.

Mariella Cociani

La sua abitudine ad intervenire, come Crocerossina, nelle situazioni di emergenza da oltre 20 anni, l’ha probabilmente aiutata. L’impegno e la dedizione verso gli altri le hanno consentito di non lesinare le energie. Ed utilizzare perfino la tecnologia per creare un contatto tra i pazienti ricoverati e i loro familiari.

“Dedico il Giovannino d’oro a tutti i volontari della Croce Rossa, al presidente della sezione di Monza, Dario Funaro – afferma – superando il timore del contagio, tutti hanno anteposto il servizio al prossimo a qualsiasi altra cosa”.

Virginio Brivio

Se le istituzioni pubbliche e il personale sanitario hanno fatto la loro parte per arginare l’emergenza sanitaria, non sarebbe stato possibile raggiungere obiettivi concreti senza il coinvolgimento convinto e disinteressato delle persone comuni. Come quest’uomo dalla barba bianca e dallo sguardo bonario che, sul palco di Piazza Roma, con un curriculum personale fatto di oratorio, dell’attività alla San Vincenzo, alla Caritas, nella Cooperativa Sociale 2000, si è dedicato, in epoca Covid, ai laboratori interni al carcere di Monza, dove i detenuti, anche grazie a lui, hanno imparato ad autoprodurre dispositivi di protezione individuale.

PREMIO CORONA FERREA

Asst Monza – Ospedale San Gerardo

E’ uno dei luoghi simbolo dell’emergenza Covid. Il nosocomio cittadino è stato tra i più impegnati in Regione Lombardia che, vale la pena rimarcarlo, è stato il vero epicentro della pandemia in Italia. “Solo il lavoro di squadra, il senso di comunità e la forza del sistema Monza, che ci hanno sostenuto in  questi duri mesi – afferma il Direttore Generale, Mario Alparone – ci hanno permesso di uscire dalla fase più critica”.

E, mentre riprendono a pieno regime le normali attività dell’Ospedale San Gerardo, il prossimo futuro appare più roseo. “I lavori al settore B del nostro nosocomio, che ospiterà 300 posti letto, sono andati avanti nonostante tutto e il 15 luglio, alla presenza del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ci sarà l’inaugurazione” annuncia Alparone che, sul palco di piazza Roma, ritira il premio accompagnato da Domenica Sartori, coordinatrice delle infermiere e Paolo Bonfanti, Primario del Reparto Malattie infettive.

LA MESSA IN DUOMO

In una Festa patronale priva quest’anno dei tradizionali fuochi d’artificio al Parco di Monza e della sfilata per la rievocazione storica, rimpiazzata da un video racconto (leggi l’approfondimento), almeno la cerimonia religiosa in Duomo non è mancata.

In una chiesa gremita di persone, adeguatamente distanziate, con il sindaco, Dario Allevi, e il presidente della Provincia di Monza e Brianza, Luca Santambrogio, in prima fila, le letture hanno celebrato la figura di San Giovanni Battista.

“Chiediamo a Gesù, per l’intercessione di San Giovanni Battista, che, dopo la prova del Covid-19, ci dia i doni della luce, del coraggio, della solidarietà e della speranza – spiega nell’omelia, l’Arciprete del Dumo di Monza, Don Silvano Provasi – non dobbiamo temere, ma ci vuole una predisposizione positiva, avere fiducia negli altri e coltivare la logica del buon vicinato”.

Per procedere su questo cammino, potrà servire anche il completamento del restauro della facciata del Duomo. “Speriamo che per la terza domenica di Settembre, per la festa del Santo Chiodo, si possa completare il disvelamento della facciata” annuncia Provasi.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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