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Approfondimento: la ristrutturazione aziendale come opportunità per superare la crisi economica

Approfondimento: la ristrutturazione aziendale come opportunità per superare la crisi economica

3 Giugno 2020

Nuovo appuntamento con l’Avv. Simone Brambilla  dello “Studio Legale LSC – Legal Services & Consulting di via Sant’Andrea 7, Milano, e con il Dott. Enrico Bezzi dello “Studio Bezzi & Partners” di Piazza del Duomo 20, Milano.

Oggi approfondiremo come funziona il concordato preventivo. Avv. Brambilla, prima le vorrei chiedere per quali ragioni la ristrutturazione aziendale sarebbe un’opportunità per i nostri imprenditori.

Avv. Brambilla: le imprese affrontano oggi gli effetti economici dell’emergenza sanitaria. Ci sono comparti più colpiti di altri, ma quasi tutti scontano un calo di fatturato importante. Quasi tre mesi di lockdown rappresentano una perdita di fatturato del 20%. La ripresa incerta a partire da maggio significa altra flessione anche sul secondo semestre. Le stime indicano che nel 2020 molte aziende avranno il fatturato in calo del 30% rispetto al 2019 e una maggiore tensione finanziaria dovuta ai mancati incassi per clienti morosi o insolventi.

Pertanto, se nel 2019 un’impresa a fatica era riuscita a fare quadrare i conti, nel 2020 difficilmente sarà in grado di farlo.

Su questa premessa, tre sono le alternative per le imprese colpite dalla crisi: i) non fare nulla, scegliendo di fatto di uscire dal mercato in attesa del fallimento ii) immettere nuova finanza nella speranza di fare un 2021 tanto strepitoso da far recuperare quanto perso nel 2020, oppure iii) ristrutturare l’azienda in modo da alleggerirla dei debiti per poterla gestire attraverso l’attuale situazione e solo successivamente ricapitalizzarla.

A nostro avviso la prima opzione è da evitare, la seconda è solo illusoria, la terza è quella corretta.

Con il dott. Bezzi, commercialista con Studio a Milano e Brescia, oltre che professionista con incarichi da parte del Tribunale Fallimentare, disponiamo un team di professionisti specializzati – avvocati, commercialisti, fiscalisti, notai – conosciamo il territorio e le prassi dei diversi tribunali, offriamo alle imprese quanto necessario sia per individuare la corretta soluzione di ristrutturazione, sia per curarne la realizzazione.

Dott. Bezzi, quali sono le soluzioni di ristrutturazione maggiormente richiesti da vostri Clienti?

Dott. Bezzi: Le soluzioni che proponiamo sono di tipo stragiudiziale oppure giudiziale.

Tra quelle stragiudiziali sono molto richieste la predisposizione e la negoziazione del piano di risanamento, così come la ristrutturazione dell’indebitamento finanziario attraverso operazioni stragiudiziali quali accordi di ristrutturazione ai sensi dell’Articolo 182-bis della Legge Fallimentare, transazioni fiscali ai sensi dell’Articolo 182-ter della Legge Fallimentare e piani di risanamento asseverati ai sensi dell’Articolo 67, comma 1, nr. 3 della Legge Fallimentare.

Tra le soluzioni di tipo giudiziale, quella maggiormente richiesta è la ristrutturazione dell’indebitamento finanziario mediante concordato preventivo o in continuità.

Ecco che siamo arrivati all’argomento principale dell’approfondimento di oggi. Come funziona un concordato preventivo?

Dott. Bezzi: Per attuare un concordato preventivo occorre un team di professionisti specializzati in crisi d’impresa – avvocati, commercialisti, fiscalisti –  che lavorano al fine di realizzare la proposta ed il piano di concordato. Successivamente il Tribunale verifica il piano, lo sottopone al voto e ne cura la successiva realizzazione.

Dott. Bezzi, in breve, ci descriva le due fasi.

Dott. Bezzi: la fase di predisposizione del piano di concordato è la più importante e la più delicata in quanto, il buon esito dell’intero concordato, dipende dalla predisposizione di una proposta fattibile, sostenibile e basata su criteri di prudenza. In questo è fondamentale l’esperienza del team di professionisti a cui ci si affida. In questa fase occorre analizzare ogni singolo aspetto dell’impresa per poi, unitamente con l’imprenditore, redigere la proposta e il piano di concordato che, una volta asseverati, vengono depositati in Tribunale. Sostanzialmente nel piano, dopo la relazione circa la storia aziendale, sono descritte e valutate in maniera analitica tutte le attività messe a disposizione dei creditori, le passività a cui fare fronte e le modalità con sui saranno trattati i debiti – tipologia di credito, tempi e percentuali di pagamento.

Successivamente al deposito del piano, il Tribunale nomina un Commissario Giudiziale che ne verifica la fattibilità redigendo un’apposita relazione che sarà inviata a tutti i creditori aventi diritto di voto per poter avere le necessarie informazioni per poter esprimere il proprio voto. La proposta di concordato deve avere il consenso della maggioranza degli aventi diritti al voto. Dopo che il piano è stato approvato, il Tribunale emette decreto di omologa dando il via alla fase di esecuzione del piano. Una volta adempiuto, il Tribunale emette il decreto di chiusura del concordato.

Possono essere stralciati anche i debiti fiscali?

Dott. Bezzi: certamente,  con il piano di concordato e a determinate condizioni, ben individuate dalla legge fallimentare, l’imprenditore può proporre il pagamento, parziale o anche dilazionato, dei tributi e dei relativi accessori amministrati dalle agenzie fiscali nonché dei contributi e dei relativi accessori  amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie.

Interessante. Quali sono i vantaggi per un imprenditore che propone un concordato?

Avv. Brambilla: il concordato è uno degli strumenti previsti dalla legge per consentire all’impresa di superare la crisi. Con il concordato l’imprenditore può ristrutturare l’azienda e proseguire a fare impresa.

Dott. Bezzi: esistono poi una serie di benefici davvero importanti: l’impossibilità per i creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive e/o cautelari, la sterilizzazione delle ipoteche giudiziali iscritte nei novanta giorni anteriori alla pubblicazione del ricorso, il blocco del calcolo degli interessi, l’esenzione dai reati di bancarotta preferenziale e semplice per i pagamenti e le operazioni compiute in esecuzione del piano.

Avv. Brambilla: tra i vantaggi non dimentichiamo un aspetto pratico importante: con il concordato l’imprenditore ottiene anche un significativo stralcio sui debiti, oltre che una lunga dilazione – in genere di due / quattro anni – per eseguire il pagamento concordatario.

Per dare un’evidenza numerica, con il concordato l’impresa può ottenere uno stralcio del debito anche del 50%, con piano di pagamento del residuo 50% in 4 anni.

È possibile avere la descrizione di alcuni casi di concordato che avete seguito?

Dott. Bezzi: certamente. Società operante nel commercio all’ingrosso con un passivo di quasi 4 milioni di euro e un attivo, messo a disposizione della massa di creditori, di circa 2 milioni di euro, formato da crediti commerciali ed un capannone. La proposta prevedeva il pagamento, in 5 anni, del 100% dei crediti ipotecari e dei muniti di privilegio e del 35% dei crediti chirografari. Il Piano, di natura liquidatoria, è stato approvato con il 71% dei voti favorevoli e successivamente è stato omologato dal Tribunale. Attualmente gli organi della procedura stanno dando corso allo stesso e a breve si concluderà positivamente.

Vantaggio per l’imprenditore: ha evitato le azioni esecutive che minacciavano il capannone, ha risparmiato oltre due milioni di euro, ha ottenuto dilazione di pagamento del debito scontato in 5 anni.

Avv. Brambilla: un altro esempio. Società immobiliare, attivo per circa 10 milioni formato in prevalenza da immobili in costruzione, passivo 16 milioni. Il piano prevedeva, in un lasso temporale di 4 anni, il pagamento del 100% dei crediti muniti di ipoteca e privilegio per circa 6 milioni e del 24% dei crediti chirografari. Il Piano, di natura liquidatoria, è stato approvato con il 53% dei voti favorevoli e successivamente è stato omologato dal Tribunale; è attualmente in corso la fase di liquidazione. Vantaggio per l’imprenditore: sterilizzazione di un’ipoteca iscritta da un creditore, esenzione da ipotesi di reato di bancarotta preferenziale, riduzione del debito di circa sei milioni di euro, dilazione di pagamento del debito scontato in 4 anni.

Dunque, ristrutturare l’azienda per superare la crisi economica, liberarla dai debiti accumulati negli anni, per poi proseguire l’attività di impresa.  Per approfondimenti e quesiti, potete scrivere direttamente all’avv. Simone Brambilla s.brambilla@lsclex.com ed al dott. Enrico Bezzi eb@bezzipartners.it.


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