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Covid, igienizzare uffici e aziende? Con la certificazione è meglio

Covid, igienizzare uffici e aziende? Con la certificazione è meglio

22 Giugno 2020

Nasce in Lombardia, la regione più colpita dal Covid19, la nuova certificazione che attesta la sicurezza igienica, come la sanificazione, degli ambienti di lavoro. La certificazione comprende un vademecum per districarsi tra le varie norme e la burocrazia, e prevede l’applicazione di un rigido protocollo che dà la garanzia dell’igiene degli ambienti e la sicurezza per le persone. Successivamente vengono svolti i controlli che verificano le operazioni necessarie al mantenimento della certificazione. L’applicazione del marchio all’ingresso e l’affissione delle locandine conferma a chi frequenta quell’ambiente, siano lavoratori o clienti, di trovarsi in un luogo pulito e privo di virus.

L’idea è nata da un pool di professionisti di Vimercate, composto da consulenti in sicurezza, legali, esperti marketing e consulenti manageriali, guidati da Tiziana Satta Mazzone, amministratore unico di Asana s.r.l. L’obiettivo è stato creare il protocollo e il marchio che attesta la sicurezza igienica degli ambienti di lavoro.

“Abbiamo capito che per far ripartire le attività è necessaria un’iniezione di fiducia, ma solo un ente terzo come il nostro è in grado di assicurare il rispetto di standard di igiene e sicurezza – spiega Tiziana Satta Mazzone – Il presupposto è che tutti hanno il diritto a svolgere le proprie funzioni con serenità e tranquillità, senza il dubbio di trovarsi in ambienti contaminati. Grazie alle nostre competenze abbiamo realizzato il marchio, il protocollo, il sistema di controllo e la comunicazione del certificato, che abbiamo nominato Igiene Ambienti Lavoro.”

Per richiederlo basta inviare una domanda tramite il sito www.igieneambientilavoro.it. A seguito della verifica dei requisiti, nel giro di pochi giorni viene rilasciato il necessario per seguire gli obblighi del regolamento: documentazione, protocolli, registro e anche il materiale per poter comunicare l’adempimento (adesivi del marchio da porre agli ingressi; locandine; brochure).

Il protocollo è stato depositato presso l’UIBM come marchio di certificazione (protocollo n.302020000032770) ed è ad accesso pubblico. Il rispetto del protocollo viene verificato da controlli e sanzioni in caso di violazioni dell’Aderente.

Per maggiori informazioni +39.3663589673 – info@igieneambientilavoro.it

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Che cos’è un marchio di certificazione? L’art. 11 bis del D. Lgs. 30/2005 spiega che serve a certificare determinate caratteristiche dei prodotti e dei servizi (ad esempio la qualità), secondo un regolamento specifico (Regolamento d’uso), che viene depositato insieme alla domanda di marchio.

Il titolare del marchio di certificazione offre la garanzia di imparzialità in quanto non può gestire un’attività che comporti la fornitura di prodotti e servizi del tipo certificato. Il titolare del marchio ha l’obbligo di neutralità in relazione agli interessi dei fabbricanti dei prodotti o dei fornitori dei servizi che certifica.

Il Protocollo è il risultato di sintesi della valutazione delle normative e prassi in tema di:
• D. Lgs. 81/08 e successive modificazioni inerenti alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro;
• Norma tecnica OHSAS 18001- ISO 45001;
• GHP (buone pratiche igieniche): insieme di pratiche generali atte a favorire il rispetto dei requisiti generali e specifici in materia d’igiene, consistenti in condizioni e misure utili a contribuire alla sicurezza e all’idoneità igienica di un prodotto, dalla produzione primaria al consumo;
• HACCP (Hazard Analisis and Critical Control Point): sistema che identifica, valuta e controlla i pericoli che sono significativi per la sicurezza alimentare;
• Rapporto ISS COVID-19 n. 5/2020 recante “indicazioni ad interim per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARC-CoV-2;
• Circolare n. 5443 del 22.02.2020 del Ministero della Salute;
• Norma UNI 10585:1993;
• Documentazione tecnica INAIL inerente alla rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione.

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Fonte Esterna
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