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Parco e Villa Reale: il comitato Cederna pronto a collaborare per un cambio di passo

Parco e Villa Reale: il comitato Cederna pronto a collaborare per un cambio di passo

28 Maggio 2020

Sul piatto il futuro del complesso del Parco e della Reggia di Monza. Ma anche di Villa Mirabello e Mirabellino, e di Viale Cavriga, l’arteria che attraversa il polmone verde della Brianza, in questi giorni ancora chiusa al traffico veicolare. Il Comitato per il Parco A.Cederna guarda a lungo termine e fa il punto della situazione sulle questioni rimaste aperte da prima del lockdown. Lo fa con una conferenza stampa “all’aperto” in una suggestiva cornice che non potrebbe essere più azzeccata: il Parco stesso, nel suo accesso presso il Santuario delle Grazie Vecchie, che per l’occasione diventa un luogo di incontro e dialogo.

La riapertura

Dopo lo stop di oltre due mesi dovuto all’emergenza sanitaria del Coronavirus, il Parco di Monza ritorna a mostrare la sua bellezza naturale. Ma se da una parte l’apertura avvenuta in piena “Fase 2” ha permesso ai cittadini di ricongiungersi ai sentieri del parco, dall’altra non sono mancate polemiche e preoccupazioni, soprattutto legate agli assembramenti e alle pratiche non permesse, come quella di giocare a pallone nei giardini della Villa Reale.

«La chiusura di questi ultimi mesi è un precedente unico nella storia del parco – raccontano i membri del Comitato – e anche se è stato doloroso vederlo così, bisogna ammettere che ha fatto bene in termini di sostenibilità ambientale. Quando siamo tornati lo abbiamo trovato più bello di prima e questo dovrebbe farci riflettere. I mesi che verranno devono rappresentare un cambio di passo: è necessario affrontare i problemi di gestione delle Ville al suo interno e avere una seria progettazione dello spazio. Chiediamo una svolta radicale soprattutto per la Villa Reale: è chiaro a tutti che la gestione degli ultimi anni è stata fallimentare. A breve sarà nominato un nuovo direttore: le cose devono mutare, i cittadini meritano di più».

Un’apertura a metà

E’ molto critico il Comitato, soprattutto relativamente alla questione della riapertura della Villa Reale. «Non prendiamoci in giro – raccontano – la parziale apertura della Reggia non è dovuta esclusivamente all’emergenza COVID. C’è un evidente fallimento nella gestione del modello pubblico-privato che ora rischia di costare molto, in termini economici e di fruizione, a tutta la collettività. La frammentazione a cui è stata condannata la Villa rischia di privare i cittadini di tutte le bellezze che una Reggia come quella di Monza potrebbe raccontare. Ci sono secoli di storia: dall’ascensore di Re Umberto I, fino a tutta la documentazione di archivio che giace colpevolmente ignorata, mentre potrebbe essere la base su cui costruire un rinnovato interesse dei visitatori attorno al complesso monumentale. La Villa è un bene pubblico e una sua chiusura in questo modo è inammissibile».

«Ci auguriamo – proseguono – che la nomina del nuovo direttore del Consorzio porterà ad una ventata di novità. Abbiamo appreso che è stato pubblicato l’elenco dei soggetti idonei, adesso quindi manca solo la scelta finale. Al direttore spetterà un ruolo strategico importante: vorremmo che ad aiutarlo e supportarlo ci fosse un comitato scientifico, ci sembra il minimo davanti ad un complesso di tale importanza. Spesso ruoli del genere sono legati alla politica e alle sue pressioni: la nostra speranza è che si segua meno quest’ottica e più quella dell’ascolto con gli utenti, con le associazioni e con i comitati che lavorano quotidianamente per rendere l’intera area una spazio sempre più bello».

Il futuro di Villa Mirabello e Mirabellino

«Per Villa Mirabello e Mirabellino non bastano i lavori di restauro: anche qui la chiave è la progettazione a lungo termine – spiegano dal Comitato Cederna. -Entrambe le ville duriniane versano in uno stato di degrado. Per la prima, sono stati stanziati 4 milioni fra gli interventi cantierabili legati al masterplan, mentre per la seconda, stiamo ancora aspettando di sapere a che punto sono le trattative tra il Comune e il Demanio, proprietario di Villa Mirabellino, per la cessione del bene. La nostra proposta è di fare del complesso architettonico e paesaggistico costituito dalle due ville, dal viale dei Carpini che le collega e dal grande prato circostante, il nucleo della vocazione culturale, naturalistica e paesaggistica di Parco e Villa. Esistono già progetti che vanno in questa direzione come quello presentato dalle associazioni che nel 2015 si sono riunite per salvare Mirabellino dalla vendita, e l’ipotesi di riarredo degli ambienti di che ruotano intorno al salone centrale, sostenuta anche dalla Fondazione Durini».

Viale Cavriga: l’ipotesi di una studio di fattibilità 

Il Comitato ha concluso anche con una battuta sulla situazione di Viale Cavriga, che per ora è chiuso al traffico veicolare. «Sulla questione dell’ipotesi di chiusura, almeno parziale – chiariscono – chiediamo al Consorzio di promuovere uno studio scientifico di fattibilità all’interno del Piano Urbano Mobilità Sostenibile (PUMS) al quale noi e altre associazioni saremmo felici di collaborare».

 

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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