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Monza: sit in delle lavoratrici ausiliarie dei nidi comunali, rivendicano gli stipendi

Monza: sit in delle lavoratrici ausiliarie dei nidi comunali, rivendicano gli stipendi

26 Maggio 2020

A braccia incrociate, con la mascherina e a un metro di distanza l’una dall’altra. Ieri mattina, 26 maggio, davanti all’ingresso del municipio di Monza, in piazza Trento e Trieste, è andata in scena la protesta delle lavoratrici ausiliarie dei nidi comunali, dipendenti di due cooperative.

Un flash mob che è sfociato nell’incontro con il sindaco, Dario Allevi, e a cui ha preso parte anche Matteo Villa, sindacalista della Funzione pubblica Cgil di Monza e Brianza, che sta seguendo le lavoratrici nelle loro rivendicazioni.

“Il 13 maggio abbiamo inviato una lettera al sindaco, denunciando la situazione e chiedendo un incontro, – spiega Matteo Villa – e, questa mattina, abbiamo rinnovato le richieste con un presidio davanti al municipio, visto che il Comune, in quanto committente, è responsabile in solido”.

Il sindaco si è impegnato a concedere un incontro con le lavoratrici da organizzare nel breve periodo.

“La responsabilità principale – ci tiene a precisare il sindacalista – è delle due cooperative che, convocate l’8 marzo da Legacoop per sottoscrivere gli accordi sugli ammortizzatori sociali, non si sono presentate”. A quel punto è entrata in campo la categoria della Cgil che rappresenta le lavoratrici e i lavoratori dei servizi pubblici e delle cooperative sociali: “Abbiamo sollecitato le due cooperative a sottoscrivere e a rispetta gli accordi”.

Una situazione complicata sia dal punto di vista della tipologia di contratto, sia dal punto di vista retributivo. “Le lavoratrici, nonostante siano assunte a tempo indeterminato, hanno un contratto da 47 settimane l’anno. Questo significa che ad agosto sono destinate a rimanere senza stipendio e ogni anno perdono 5 settimane di contributi – precisa Villa –. Poi la maggior parte delle lavoratrici è in servizio ai nidi da più di dieci anni e dovrebbe avere cinque scatti di anzianità, ma queste cooperative ne riconoscono solo uno. Infine non ricevono lo stipendio da tre mesi”.

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Fonte Esterna
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