04 Agosto 2021 Segnala una notizia
Desio, inaugurato il murales dedicato alle vittime del COVID. L'artista: "Un ricordo speciale per chi non c'è più"

Desio, inaugurato il murales dedicato alle vittime del COVID. L’artista: “Un ricordo speciale per chi non c’è più”

11 Maggio 2020

Un muro, dipinto di nero, su cui appaiono i profili di 17 città internazionali. E’ con questo murales, inaugurato oggi, sabato 9 maggio, che l’artista desiano Martino Marrella ha deciso di ricordare tutte le vittime del Coronavirus, in Italia e nel mondo.

«Da un dolore personale – ha raccontato Marrella alla presentazione dell’opera – è nato questo: un murales di circa 30 metri con cui voglio ricordare chi non c’è più. E’ un momento molto delicato per tutti noi: io ho deciso di viverlo dipingendo per sette giorni no stop gli skyline di 17 città, vuote, disabitate, eppure sempre bellissime. E’ un’inaugurazione un po’ speciale, che giunge in un momento ancora di grande fragilità per il nostro paese e la nostra provincia».

Quello inaugurato oggi nella città di Desio è il primo murales italiano dedicato alle tantissime vittime del COVID-19. L’ideatore e artefice dell’opera, Martino Marrella, ci aveva raccontato i giorni scorsi come era nata l’idea e che tra le città scelte una aveva un posto speciale nel suo cuore: Desio, la città natale.

Marrella: “Non solo tristezza, ma anche speranza”

Il murales si trova a Desio in Via Sicilia 4, una strada a due passi dalla Ferrovia. «E’ una proprietà privata – ci spiega Marrella – qui sorge il locale che gestisco. Mi piace però l’idea che il murales sarà visibile anche da coloro che attraversano la città con il treno. Ho vissuto quest’opera in modo quasi terapeutico: la scelta delle città, i disegni, il lavoro, giorno dopo giorno. Adesso ha preso forma, ma i giorni di lavoro sono stati intensi e ho imparato molto, anche su me stesso».

«Gestisco anche un’attività imprenditoriale – ci spiega. – Il mio locale (Dr.Creator Disco Pub, ndr) è fermo dall’inizio del lockdown. Non è stato un momento semplice, per nessuno. Aver creato quest’opera mi ha fatto sentire meglio, nonostante la drammaticità del momento».

All’inaugurazione dell’opera, per motivi di sicurezza, erano presenti solo alcuni amici, i membri del comitato di quartiere e una rappresentanza dell’amministrazione comunale. Non sono mancati i curiosi, però, che si sono avvicinati e hanno apprezzato l’opera di vicino.

«Non avrei mai immaginato che il Coronavirus avrebbe fatto anche qualcosa di buono – ci racconta una ragazza davanti al murales. – Invece questa via ora è più bella e le città così dipinte, non so perchè, mi danno speranza».

 

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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