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Intervista ex ministro Fioramonti: “Il Covid19 insegni che l’economia green è ricetta per la ripartenza”

Intervista ex ministro Fioramonti: “Il Covid19 insegni che l’economia green è ricetta per la ripartenza”

8 Maggio 2020

Anche dalle più grandi tragedie bisogna essere in grado di imparare qualcosa. Non soltanto per rialzarsi, ma, se possibile, per riuscire a camminare meglio di come si era fatto prima. L’Italia ci è riuscita nella sua storia recente sia dopo la Seconda guerra mondiale sia dopo gli anni di piombo del terrorismo. Ci riuscirà anche dopo la pandemia del Covid-19?

La sfida, probabilmente, è appena cominciata. Ma per Lorenzo Fioramonti, ex Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, eletto alla Camera nel 2018 con il Movimento 5 Stelle ed oggi deputato nel Gruppo Misto, la direzione da intraprendere può avere una sola stella polare: l’attenzione per l’ambiente.

Non esistono oggi temi più importanti di questo e nel nostro domani arriveranno altre crisi, forse anche peggiori del Covid-19, se non cambiamo mentalità” afferma nel corso del dibattito live “Fase 3: verso una riconversione ecologica” organizzato da MBNews sulla propria pagina facebook. A parlare con lui c’erano Sarah Brizzolara, 24enne attivista brianzola di Fridays for future, e il direttore, Matteo Speziali, in veste di moderatore (rivedi la diretta).

Proteggere l’ambiente è una cosa intelligente perché difende la nostra salute e l’economia – continua l’ex ministro – investire nelle energie rinnovabili, nella scienza, nella ricerca e in un sistema economico e sociale più sostenibile ed ecologico significa anche creare più posti di lavoro”.

SCELTE RADICALI

Il Covid-19 potrebbe rivelarsi, pur nella sua tragedia di vite umane perse e devastante crisi socio-economica, l’ultima opportunità per convincere la politica e l’opinione pubblica, italiana e mondiale, ad invertire la rotta sul fronte dell’ambiente. Del resto non c’è ancora molto tempo a disposizione. Non più di un decennio, forse. Anzi, se si guarda all’Accordo internazionale di Parigi sul clima, siglato nel 2015, siamo già in ritardo sulla riduzione delle emissioni globali di gas a effetto serra.

Non a caso meno di un mese fa, Fridays for future, il movimento studentesco globale nato dall’iniziativa della giovane attivista svedese, Greta Thunberg, e molto presente anche a Monza (leggi qui), ha scritto una lettera all’Italia dal significativo titolo “Ritorno al futuro”, una sorta di manifesto per una rinascita verde. 

Abbiamo voluto dire la nostra su come sia utile ripartire dopo il Coronavirus – spiega Brizzolara – secondo noi tre sono le linee guide principali, che abbiamo estratto immaginando la parola futuro come un acronimo: Fu come fuori dal fossile per avere emissioni globali zero entro il 2050; Tu come tutti uniti, nessuno escluso, per avere una vera giustizia sociale e non far pagare ai Paesi più poveri i danni all’ambiente e agli ecosistemi; Ro come rompiano il silenzio, ascoltiamo la scienza”.

L’appello di Fridays for future ha ricevuto decine di sottoscrizioni da scienziati ed esperti. Del resto le tematiche legate allo sviluppo sostenibile stanno avendo sempre più presa sull’opinione pubblica. E, anche a Monza e in Brianza, cresce un comune sentire che punta a fare massa critica (vedi l’approfondimento).

L’EDUCAZIONE

Tra coloro che hanno appoggiato i contenuti della lettera “Ritorno al futuro” c’è anche Fioramonti. Che da tempo sostiene le istanze di Fridays for future. “Ritengo che sia la più importante lezione del nostro tempo, i loro scioperi globali sono la migliore scuola, un momento di grande apprendimento collettivo – afferma l’ex Ministro – mi impegnerò a portare la loro battaglia in Parlamento perché anche la politica ascolti le idee dei giovani e capisca l’importanza dell’ambiente e della ricerca”.

L’ex esponente del Movimento 5 Stelle, nei 4 mesi in cui è stato al Governo, si è già fatto promotore dell’introduzione, a partire da settembre 2020, di un’ora obbligatoria di educazione ambientale nel calendario scolastico. Un unicum mondiale per avvicinare gli studenti ai temi del cambiamento climatico e dello sviluppo sostenibile.

L’interesse suscitato da questa mia iniziativa è stato molto forte all’estero, meno in Italia – osserva Fioramonti – un’ora a settimana è sicuramente poco, ma era un inizio anche nell’ottica di inserire la tematica ambientale, in maniera traversale, in tutte le materie”.

Sulla fattibilità dell’ora di educazione ambientale a scuola non mancano alcune nuvole. “E’ prevista la formazione dei docenti che, però, l’Associazione nazionale dei presidi avrebbe deciso di affidare all’Eni, un’azienda a partecipazione statale, ma che non ha mai avviato una vera discontinuità nei confronti dell’inquinamento da carbon fossile” afferma l’attivista brianzola di Fridays for future.

UN FUTURO “ECO”

La strada verso una riconversione ecologica del sistema socio-economico, insomma, sembra ancora lunga. Anche nel nostro territorio. “Il recente sblocco degli investimenti per la Pedemontana da parte di Regione Lombardia (clicca l’articolo) e lo stop, invece, a quelli per la metro fino a Vimercate (leggi qui) non sono segnali positivi” afferma il direttore di MBNews.

L’economia verde stenta ad affermarsi anche sul fronte del consumo del suolo. “Dobbiamo passare dalla logica del grande intervento pubblico a quello della piccola infrastruttura – sostiene Fioramonti, che è anche docente di economia politica all’Università di Pretoria – dobbiamo riutilizzare quello che è già stato costruito in un quadro di piccoli borghi connessi tra di loro”.

Le tematiche ambientali e dello sviluppo sostenibile potrebbero presto trovare nuovo spazio nel Parlamento italiano. L’ex ministro dell’Istruzione, infatti, a gennaio 2020 ha fondato “Eco”, una nuova entità nella galassia, spesso frammentata, del mondo verde. “Non è un nuovo partito politico, ma un’associazione tra parlamentari anche di diversi schieramenti – si affretta a chiarire – sto cercando di raccogliere consensi e sinergie intorno al sentimento pubblico dello sviluppo sostenibile”.

In attesa di capire se gli ecologisti potranno diventare decisivi anche in Italia nel cuore delle istituzioni pubbliche, da MBNews parte un appello ai giovani. “Venite a trovarci in redazione per raccontarci la vostra quotidianità – afferma il direttore Speziali (nella foto in alto) – siamo aperti anche alle vostre critiche e a farvi entrare dalla porta principale”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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