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Coronavirus, Cgil Monza e Brianza: “Ecco i contributi per i lavoratori e i loro familiari”

Coronavirus, Cgil Monza e Brianza: “Ecco i contributi per i lavoratori e i loro familiari”

13 Maggio 2020

Il Coronavirus ha colpito di sorpresa tutti e a tutti i livelli. Sul campo, mentre è appena cominciata la cosiddetta Fase 2, il conto delle vittime e dei danni non può essere ancora definitivo. Anche perché di certezze all’orizzonte se ne vedono pochissime a medio termine. Soprattutto se si parla del mondo del lavoro. Che, nella sua complessa varietà, per affrontare questo difficile e cruciale periodo, ha, comunque, a disposizione degli strumenti. A volte sconosciuti perfino ai diretti interessati.

E’ il caso delle indennità e dei contributi per gli artigiani, una categoria molto importante nella tradizione manifatturiera del nostro territorio,  previsti dagli organismi di bilateralità e welfare.

Dalla FSBA (Fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato) ad Elba (Ente lombardo bilaterale dell’artigianato), da San.Arti (Fondo di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori dell’artigianato) al Wila (Welfare integrativo lombardo dell’artigianato). Un supporto specifico vitale, nella crisi socio-economica post Coronavirus, per un settore che sta già subendo un crollo del 50 per cento del giro d’affari a Monza e in Brianza.

I CONTRIBUTI

San.Arti riconosce al lavoratore artigiano un’indennità per ricovero di 40 euro per ogni notte per un periodo non superiore a 50 giorni e un’indennità per isolamento domiciliare di 40 euro al giorno per un periodo di 13 giorni” spiega Roberto Galbiati, Responsabile locale dello Sportello artigiani e Rappresentante sindacale di bacino, nella videoconferenza dedicata al mondo artigiano in diretta sulla pagina Facebook  della Cgil di Monza e Brianza (rivedila qui).

Wila, invece, garantisce un’indennità di 40 euro per i familiari dei lavoratori artigiani per ogni notte di ricovero ospedaliero e per ogni giorno di isolamento domiciliare – continua – per tutte queste indennità il periodo di garanzia è dall’1 gennaio al 30 giugno 2020 e ci sono 24 mesi di tempo per fare la richiesta”.

Il sindacato di via Premuda sta ponendo molta attenzione anche sul fronte degli accordi per quello che si può definire come la cassa integrazione degli artigiani. A gestirla, con una durata definita per un massimo di 9 settimane, è FSBA.

“Questo è un periodo molto intenso che stiamo affrontando in collaborazione anche con i consulenti del lavoro – afferma Galbiati (a destra nella foto in basso) – fino ad ora sono state pagate tutte le prestazioni richieste per marzo ed una parte di quelle di aprile per un totale che, solo a Monza e in Brianza, arriva a circa 30 milioni e mezzo di euro attribuiti a 73mila lavoratori artigiani”.

LA SICUREZZA

Sconfiggere il Coronavirus in maniera definitiva passa anche attraverso l’attenzione per il rispetto delle misure di prevenzione, sicurezza e distanziamento sociale nei luoghi di lavoro. Un tema molto importante anche nel mondo artigiano. Dove le realtà aziendali, spesso familiari e costituite anche da uno o due lavoratori, provano ad adeguarsi. Non senza, però, alcune difficoltà, anche dal punto di vista della mentalità.

In una prima fase non sempre è automatico far capire alle aziende che avere rapporti con una figura come la mia, normalmente già pagata con la bilateralità, è un vantaggio, senza alcun costo aggiuntivo, per avere consigli e collaborare per risolvere problemi – sostiene Biagio Bonomo (a sinistra nella foto in alto), Responsabile Sportello Ambiente, Salute e Sicurezza, che ha la funzione di Rlst (Rappresentate dei lavoratori per la sicurezza territoriale) per 2800 aziende di diversi settori nella zona Ovest della Brianza.

In questo periodo caratterizzato dal Covid-19, in particolare, anche le aziende artigiane devono far fronte alle disposizioni governative che prevedono, ad esempio, precise regole di comportamento, la presenza di un medico competente e la sorveglianza sanitaria specifica per lavoratori con determinate patologie – continua – abbiamo mandato a circa cinquecento aziende artigiane del nostro territorio un Protocollo sulla sicurezza in 13 punti, circa centoventi ci hanno già risposto con un’autodichiarazione del datore di lavoro che afferma di applicare il Protocollo”.

IL FUTURO

Il Coronavirus, negli ultimi due mesi, ha acceso un dibattito sulle storture e la fragilità dell’attuale sistema produttivo ed economico. E, tra i fronti più trasversali nel mondo del lavoro, c’è la necessità di garantire un welfare dignitoso per tutti i lavoratori. A partire da chi, come i precari, ne è stato, fino ad ora, quasi totalmente escluso.

La pandemia ha evidenziato diversità sul fronte dei diritti, in particolare per le donne e per alcuni ambiti come quello socio-sanitario – spiega il segretario della Cgil Monza e Brianza, Giulio Fossati (nella foto in basso) – sono necessari ragionamenti su come si lavora, sulle modalità e la sicurezza nello smart working, sulle infrastrutture materiali e digitali”.

Se ora è necessario garantire il reddito a tutti con gli ammortizzatori sociali, allo stesso tempo non si deve sottovalutare il lavoro nero – continua – siamo nella fase 2 ed è ora di pensare a quale modello sociale vogliamo mettere in campo, in particolare con quali politiche per l’ambiente e con il ruolo prioritario della scuola”.

A Monza e in Brianza la Cgil, che già nel 2016 si è fatta promotrice di una proposta di legge, sostenuta da milioni di firme in tutta Italia, per una “Carta dei diritti” che riconosca i diritti fondamentali a tutti i lavoratori, a prescindere dal tipo di occupazione e di contratto, sarà impegnata anche in un confronto con l’Ats (Agenzia di tutela della salute) della Brianza.

Il 28 maggio avremo un incontro per chiarimenti riguardanti i contagi da Covid-19 e il numero delle persone in isolamento fiduciario nel nostro territorio – annuncia Fossati – naturalmente continuerà il confronto, anche con la Prefettura, per definire meglio i dettagli su una ripartenza che sia utile a lavoratori ed aziende”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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