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Ripartono col freno a mano i mercati. Gli ambulanti: "Felici di essere tornati"

Ripartono col freno a mano i mercati. Gli ambulanti: “Felici di essere tornati”

30 Aprile 2020

Si riaprono le piazze dei mercati all’aperto anche in alcuni comuni della Brianza: un primo passo verso il 4 maggio, data in cui inizierà in tutta Italia la “Fase 2” del lockdown dovuto all’emergenza sanitaria COVID-19. La possibilità di apertura in tutto il territorio lombardo, in via sperimentale e con precise misure di contenimento, è il risultato dell’ordinanza regionale firmata lo scorso 24 aprile dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il quale aveva fissato alcuni paletti relativamente alla riapertura dei mercati alimentari.

Questa mattina, ad ospitare gli ambulanti desiderosi di tornare sulle piazze brianzole, sono stati i comuni di Varedo e Meda. Una partenza col freno a mano: pochi stand e numeri di accessi contenuti, che però non hanno tolto sorriso e speranza a chi è tornato al lavoro.

«Penso di parlare a nome di molti quando dico che avevamo tanta voglia di tornare – ci racconta Cristina, gestrice di una bancarella al mercato di Varedo. – Restare fermi per quasi due mesi non è semplice. Il supporto da parte dello stato è arrivato, ma il lavoro mi mancava e quello che più volevo era ritrovare il contatto con i clienti».

Il primo giorno di mercato a Varedo

Sono circa 10 le bancarelle alimentari al mercato varedese di via Rebuzzini. Tutte accuratamente distanziate ad almeno 3 metri l’una dall’altra. Un ingresso e un’uscita, così come indicato dall’ordinanza regionale. A misurare la febbre e controllare che le norme di sicurezza siano rispettate ci sono Polizia locale, Protezione Civile e Croce Rossa.

«E’ il mio primo mercato dalla quarantena – ci racconta Fabio, ambulante – e in programma ne ho altri per i prossimi giorni. Mi sembra giusto tornare e sono felice che alcuni comuni stiano ripartendo già in questa fase sperimentale. Un graduale ritorno alla normalità è quello che spero, però voglio anche essere realista: le persone hanno paura, ci vorrà un po’ di tempo prima che tutto torni come prima».

«Lo penso anche io – prosegue Valentino, che ha uno stand alimentare a pochi metri da Fabio. – La cosa più bella è tornare a parlare con i clienti. Nel mercato c’è quasi in clima familiare e anche se le modalità oggi sono un po’ diverse, fare quattro chiacchiere fa bene allo spirito. La normalità sembra lontanissima, però. Per noi lavoratori non è stato facile: i 600 euro dal governo sono arrivati, ma per chi ha un banco alimentare e cibo in deperimento quei soldi sono bastati solo per coprire le spese delle perdite. Noi siamo felici di tornare: nei prossimi giorni saremo in altri comuni brianzoli e del milanese».

Vergani: “Ricominciamo a vivere il territorio”

Ad esprimere soddisfazione per questa prima inedita giornata di mercato è il Sindaco del comune di Varedo, Filippo Vergani. «Dico grazie a chi ha reso possibile questa riapertura oggi – ci racconta – e ha garantito la sicurezza dei nostri cittadini. Si riparte con calma, ma si riparte. E questo mi sembra molto positivo».

A Meda apertura sottotono, ma tra i cittadini c’è voglia di tornare 

Riapertura più a rilento, invece, per il Comune di Meda, che questa mattina in piazza Dozio ha ospitato solo 6 bancarelle.

«Ci aspettavamo più stand – ci raccontano alcune persone con cui chiacchieriamo. – Invece la piazza è spoglia. Forse il Coronavirus ha tagliato le gambe a molti ambulanti».

«Le adesioni di oggi – ci racconta un membro della Polizia Locale che aiuta nelle operazioni di accesso – dovevano essere molte di più: circa una trentina. Invece, poi, i numeri che abbiamo visto sono stati molto diversi. Noi siamo in piedi dalle 6 e 30 di questa mattina e abbiamo fatto tutto seguendo le regole: avevamo previsto la distanza dei tre metri e messo in sicurezza l’area, garantendo un punto per l’accesso e uno per l’uscita. E’ vero anche che questa era una sperimentazione: siamo partiti a rilento, ma ci siamo. Capisco lo sconforto iniziale, ma quello di oggi era un primo passo. I cittadini sono venuti al mercato: quello che penso io è che c’è tanta voglia di ripartire».

«Noi ci siamo – ci raccontano Patrizia e Pierantonio, che gestiscono una gastronomia – e avevamo voglia di tornare. In questi due mesi la piazza del mercato ci è mancata, ma non siamo rimasti con le mani in mano: abbiamo ad esempio intensificato la consegna a domicilio. Potrebbe essere quello il futuro dell’economia, anche su piccola scala».

«Non ho paura di ritornare al mercato – ci rivela una signora. – Non sarà una considerazione particolarmente scientifica ma addirittura mi sento più sicura qui che al supermercato: la distanza è garantita, la giornata è bella e hai l’opportunità di scambiare due chiacchiere con i tuoi concittadini all’aperto. Sono favorevole alla riapertura: la prossima volta però voglio vedere il mercato bellissimo a cui era abituata».

 

 

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Agnese Zappalà
Agnese Caterina Zappalà, classe 1993. Laureata in Musicologia e Beni Culturali tra Italia e Francia e diplomata all’ISPI di Milano in Affari Europei, adesso studio Storia Politica all’Università degli studi di Pavia. Mi piace scrivere, entrare a contatto con le persone e raccontare le storie che mi emozionano. Leggo tanto, soprattutto i grandi classici della letteratura. Una passione insana per il caffè, il cinema francese e lo shopping esagerato.


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