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Settore alimentare, Fai, Flai e Uila: "Urgente il rinnovo del contratto di lavoro"

Settore alimentare, Fai, Flai e Uila: “Urgente il rinnovo del contratto di lavoro”

27 Aprile 2020

Le segreterie nazionali di Fai, Flai e Uila, dopo una consultazione dei segretari regionali per discutere e analizzare lo stato della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale dell’industria alimentare, esprimono l’unanime disappunto della categoria per l’indisponibilità mostrata da Federalimentare a fissare una data di confronto come pattuito in marzo per proseguire in modo fattivo e proficuo il negoziato.

In un momento in cui le lavoratrici e i lavoratori del settore hanno consentito e garantito, grazie ai propri sacrifici e al proprio impegno, che non ci fosse carenza di prodotti alimentari, Fai, Flai e Uila ritengono ancora più urgente e fondamentale il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, con il quale rafforzare diritti e tutele, innovare le relazioni sindacali decisive in questa fase e rilanciare il settore oltre l’emergenza attuale.

Per questo, le segreterie nazionali e regionali di Fai, Flai e Uila hanno deciso di riprendere, a partire dal 9 maggio tutte le iniziative di mobilitazione e di lotta (blocco degli straordinari e delle flessibilità), sospese il 10 marzo.

A sostegno della mobilitazione sarà messa in atto una campagna di comunicazione rivolta alle aziende che occupano i 450mila lavoratori del settore, per spiegare le motivazioni che costringono Fai, Flai e Uila a proclamare, per la seconda volta, lo stato di agitazione.

Inoltre, i segretari generali di Fai, Flai e Uila scriveranno a tutti i lavoratori del settore per spiegare le ragioni per le quali diventa necessario un loro pieno coinvolgimento in tutte le iniziative utili per arrivare al rinnovo del contratto.

Nei prossimi giorni partirà una campagna di sensibilizzazione sui social che mirerà ad informare il più possibile l’opinione pubblica sulla indisponibilità delle aziende del settore a rinnovare il contratto di lavoro a quelle lavoratrici e lavoratori che in questi mesi hanno contribuito, con tutte le difficoltà della fase di emergenza, a garantire la continuità produttiva e quindi la produzione dei beni essenziali per tutti i cittadini.

Di seguito le parole di Enzo Mesagna, segretario generale Fai Cisl Monza Brianza Lecco

“Credo che si debba ringraziare tutti i dipendenti dell’industria alimentare per il lavoro che stanno facendo in questo periodo molto complicato, in alcuni casi anche mettendo a rischio la propria salute. È solo grazie al loro impegno e alla loro responsabilità che viene garantito l’approvvigionamento dei beni alimentari in modo che si possa continuare a fare la spesa e far sì che sulle nostre tavole non manchi nulla.

Detto questo, l’industria alimentare rappresenta un pilastro del sistema economico sia in provincia di Monza e Brianza (circa 400 aziende, oltre 4.000 dipendenti e marchi quali Star, Rovagnati, Granarolo), sia in provincia di Lecco (con 250 aziende, 2.500 dipendenti e aziende del calibro di Vismara, Norda, Icam, Cademartori, Mauri, Beretta).

In sintesi, abbiamo un contratto scaduto, una piattaforma importante che ha l’obiettivo di rafforzare le relazioni sindacali e di ampliare i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.

Purtroppo le parti non hanno trovato un accordo e la trattativa si è interrotta. Abbiamo iniziato a intraprendere alcune iniziative come il blocco degli straordinari e delle flessibilità, che poi abbiamo responsabilmente sospeso con l’arrivo del coronavirus e del lockdown , ma con l’ impegno da parte di Federalimentare di riprendere in questi giorni il negoziato.

Ora questo impegno viene disatteso, Federalimentare ci ha comunicato di non voler riaprire le trattative e noi abbiamo deciso, qualora non si riuscisse a definire una data per un incontro, di riprendere da dove eravamo arrivati, a partire dal 9 maggio con iniziative di blocco delle flessibilità e degli straordinari.

Non potendo fare assemblee sindacali per ovvi motivi, faremo partire una forte campagna informativa attraverso i social e i normali canali di comunicazione per arrivare a tutti i lavoratori e le lavoratrici del settore, ma io credo che tutta l’opinione pubblica debba sapere quanto sta accadendo, oltre alle forme delle varie pubblicità che le aziende alimentari del settore continuano a proporre.

Le lavoratrici e i lavoratori dell’industria alimentare hanno mostrato e continuano a dimostrare in questa fase un forte senso di responsabilità: credo sia giusto che le imprese facciano altrettanto, accettando di riprendere il confronto con le organizzazioni sindacali e di sottoscrivere un nuovo contratto che rilanci tutto il settore per il dopo emergenza”.

Foto repertorio MBNews

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