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"Ospedale San Gerardo, grazie! Tutti bravi, ma sopratutto umani"

“Ospedale San Gerardo, grazie! Tutti bravi, ma sopratutto umani”

28 Aprile 2020
Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di ringraziamento indirizzata ai medici del San Gerardo.
Dopo 20 giorni di ricovero in reparto Covid Medicina d’urgenza, dimissioni concordate. Ancora un po’ di strada da fare, per uscire totalmente dall’incubo CoVid19, ma il peggio sembra passato. Seppur blindato sono a casa e, da subito, il desiderio di un ringraziamento.
Ospedale San Gerardo, Monza, Medicina d’urgenza ed un personale medico ed infermieristico che non dimenticherò mai. Tutti gentili, pronti e, soprattutto, umani. Quest’ultimo aspetto,  quando lotti raschiando il fondo delle tue energie, quando sfiori i limiti del tuo corpo e quando ti sentì al limite di una resa e di un non ritorno, fa la differenza.
Ricoperti e nascosti da protezioni, tutti uguali nella loro difesa per difendere, difficili da riconoscere ed, ancora, tutti uguali nella gentilezza e nel desiderio di aiutarti.
Lasciatemi solo citarne due, sperando a loro giunga il messaggio, dicendo ciò che so, ma soprattutto riconoscendosi nell’azione, perché altro di loro non conosco.
Simone: il nome scritto a pennarello sulla tuta protettiva. Sempre disponibile, sorridente, incoraggiante. Banalità; non ho possibilità di tagliare le unghie….siamo in isolamento totale….e così, giusto per scherzare, gli dico di sembrare un avvoltoio. Due giorni dopo si presenta al mio letto e mi dona un tagliaunghie appena acquistato! Naturalmente non vuole un Euro. Grazie Simone per uno dei tuoi tanti gesti!!!
Una piccola infermiera senza nome. È notte, casco in testa, aria che pompa, eppure il respiro non arriva.  Suono il campanello dell’emergenza e lei arriva di corsa. Dentro il casco crollo, piango e faccio segno della mia sofferenza. Armeggia per quel che può…. si siede sul letto, poi mi prende, mi sposta con dolcezza, appoggia la mia testa ed il suo casco sulle sue gambe, mi prende la mano e, sussurrando, mi dice di non aver paura. Comincia ad accarezzarmi piano piano la schiena; passano minuti, non so quanti, ma ascolto lei, le sue mani, la sua voce. Il coraggio torna, il fiato un po’ migliora e mi addormento, bambino rinato.  La rivedo forse un paio di volte, ma senza la certezza del suo volto, solo il ricordo della sua voce.
Ecco a loro in particolare ma veramente a tutti il mio grazie, che non sia di maniera, ma la sostanza vera di una vita ritrovata. Per sempre nel mio cuore!”
Stefano Moretti

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Fonte Esterna
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